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Categorie: Dilettanti - Promozione

Le parole di Fabio Gentili e Ottavio Insogna dopo la finale di Coppa Italia tra Cre. Cas. e Guidonia

Le voci degli allenatori. Fabio Gentili: "La tensione ci ha portato a commettere qualche errore, ma è andata bene". Insogna: "Preso gol evitabili"



Il capitano del Guidonia, Borghi, con la Coppa per il secondo posto

Lo score finale è una buona indicazione rispetto ai ritmi di una gara, ma non è tutto. In casi come questo 5 a 2 significa tutto e niente. Una finale non è una semplice partita, è un muro da scavalcare, un concentrato di gioie e nervi spezzati. Guardare al risultato finale non renderebbe giustizia alle due contendenti e all’entusiasmo che ci hanno regalatoGentili, che nei minuti iniziali si è sbracciato animatamente per dare indicazioni ai suoi, ci spiega l’andamento del primo tempo: “Il Guidonia ha subito preso l’iniziativa, giocando sui nostri due esterni under e mettendoli in grande difficoltà. La partita l’avevamo preparata sulla carta, ma la tensione della finale ci ha portato a qualche errore di posizionamento”. Ecco spiegata dunque la fondamentale sostituzione intorno al 20’, un cambio di modulo inevitabile che ha dato ragione al mister al triplice fischio. Sul 4 a 1 a inizi ripresa la gara pare chiusa, ma c’è qualche rallentamento nel Cre. Cas. che sembra figlio della distrazione. Gentili nega e rilancia: “Ora posso dirlo, avevamo Ferramini e Stati con problemi muscolari, e verso la fine anche Calabresi. È stata una mia precisa indicazione”. Non mancano alla fine i dovuti complimenti all’avversario: “Mi auguro che una piazza come Guidonia si riprenda i palcoscenici che le spettano, perché oltre alla bravura della squadra c’è una grande dirigenza”. È una chiacchierata fiume, Gentili è al settimo cielo e fra le indicazioni sui previsti festeggiamenti serali (ristorante e discoteca sembrano la scelta definitiva), si lascia andare ad una battuta sulla vittoria: “Non è che ce l’aspettavamo, non avevamo proprio altra scelta!” Dal canto suo, anche mister Insogna ha tanto da raccontare, tra l’amarezza di una finale a tratti inspiegabile e alcune parentesi negative nel mercato stagionale. “Non riuscivamo a spingere sugli esterni. La nostra punta non era in palla, non è riuscito a far salire la squadra”. Da qui la scelta di aggiungere un uomo a centrocampo, con un risultato parziale: “siamo riusciti a riprenderci il centro del terreno di gioco, ma non c’era velocità nella costruzione”. È un’autocritica a tutto campo, che per Insogna è legittima e serve a migliorarsi. Poi, di getto, la confessione: ”Loro sono stati bravi, ma nelle ripartenze abbiamo preso dei gol da evitare. Questo purtroppo può succedere, specialmente quando non si è abituati a reggere delle tensioni di una certa caratura…correvamo tanto, ma non è servito!”. Capiamo subito che a fine gara il mister non ha troppa voglia di proseguire l’intervista. Assolutamente comprensibile, considerando l’amarezza di aver perso la finale contro un team che in campionato non era andato più in là di due pareggi con il suo Guidonia. Outsiders? Vero, solo un sesto posto in classifica a fine stagione, ma le carte erano tutte in regola, i trascorsi parlano chiaramente di un sostanziale equilibrio e il vantaggio iniziale di Bangrazi aveva dato alla testa anche a qualcuno sugli spalti. Eppure ci siamo sentiti di ricordare ad Insogna che quella di oggi è stata una sconfitta all’acqua di rose, assolutamente digeribile: solo una settimana divide il Guidonia dallo spareggio a Minturno, ultima vera occasione di giocarsi l’Eccellenza. In una finale stupefacente come questa, non soprenderebbe se (caso più unico che raro) entrambe le contendenti finissero col sorridere dalla categoria superiore, a conti fatti.