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Categorie: Dilettanti - Promozione

Lepanto, Bianchi sul futuro: "Diego Leone ha voglia di rivalsa"

Riportiamo la seconda e ultima parte dell'intervista, pubblicata sul nostro freepress, al presidente del club castellano



I presidenti Bianchi e Gargano(Continua dalla puntata precedente) 

Una squadra che nei periodi cruciali non è riuscita a tirare fuori il carattere, come continua a sottolineare Stefano Bianchi: “Purtroppo nel momento decisivo la squadra si è dimostrata poco maschia ed infatti nessuno, salvo pochi che si contano sulle dita di una mano, ha avuto gli attributi e il coraggio di prendersi le proprie responsabilità. Parliamo comunque di una rosa di altissimo livello, a cui è mancata solamente una punta in più capace di fare tanti gol, e che potesse sostituire Virli, che comunque ha deluso. Questo è l’unico appunto che posso fare al nostro direttore sportivo, Livio Rocconi: non aver preso a dicembre un altro centravanti. Avessi avuto in squadra un profilo come Petrangeli, sicuramente avrei vinto il campionato. Probabilmente un altro problema è stato non avere un ricambio adeguato ad un giovane di lega come Mastrandrea, che quando è venuto a mancare non aveva un sostituto all’altezza. Di conseguenza in situazioni di emergenza bisognava cambiare qualcosa, magari rinunciando a giocatori di qualità davanti, come Capolei o Bianchi, oppure rinunciare a Diego Di Giosia in porta. Il problema è stato che Di Giosia, che considero uno dei portieri più forti in circolazione, quando non giocava, non dava sicuramente una mano alla squadra, anzi si comportava in un modo che rischiava di spaccare lo spogliatoio. Infatti, ripeto, non sono arrabbiato con i giocatori sotto il profilo tecnico, ma sotto quello umano. É per questo che ho deciso di tagliare drasticamente i rapporti con la stragrande maggioranza di quel gruppo. Soprattutto se consideriamo che io e Gargano non abbiamo mai fatto mancare nulla a questi ragazzi, che purtroppo non si sono dimostrati uomini. Hanno dimostrato che Vulpiani e Carletti, ad inizio anno, avevano ragione a non voler puntare più su di loro. Poi nel calcio ci può stare un po’ di sfortuna, ma questa può essere una scusa per qualche partita, non per tutto il girone di ritorno. É per questa grande delusione che ho deciso di prendermi un po’ di tempo prima di rilasciare interviste”. Il numero uno del club continua affrontando il delicato tema Camillo, un allenatore che ha preso in mano la squadra nelle ultime sette partite di campionato, ma con cui non è mai scoccato l’amore: “Ho letto dichiarazioni di Camillo che giustifica il fallimento con la scusa di aver avuto una squadra costruita male, ma sono stupidaggini. Perché alla Lepanto, per qualità, sarebbe andato stretto anche il terzo posto. Lui non si è voluto prendere le proprie responsabilità, anche perché al suo arrivo la squadra era terza e con lui ha chiuso quarta. Anche perché se tu, allenatore, pensi che la squadra sia costruita male, non decidi di prenderti questa responsabilità. Purtroppo in quel momento non c’era grande scelta e inoltre Camillo conosceva la stragrande maggioranza del gruppo. Nella seconda parte di stagione mi sono sentito umiliato da giocatori che in campo non hanno messo l’impegno necessario, perdendo partite contro squadre decisamente di livello inferiore rispetto alla nostra”.

Diego LeoneFuturo e mercato Passata la delusione per la scorsa stagione, è tornata la voglia di ripartire, senza però fare proclami: “Vogliamo andare avanti senza accendere, come lo scorso anno, troppi riflettori sulla società. Abbiamo deciso di puntare su un allenatore come Diego Leone che ha grande voglia di rivalsa, dopo alcune stagioni vissute in situazioni di enorme difficoltà. Con lo stesso criterio sto cercando i giocatori ed è questo il principio su cui baso i colloqui che sto facendo. Voglio calciatori che abbiano voglia di fare bene, di dare il centro per cento per questa squadra e per l’obiettivo che vogliamo raggiungere. Non voglio persone che vengano solamente perché la Lepanto è una società seria e puntuale in ogni suo aspetto”. Non solo prima squadra, ma anche un maggiore interesse verso il vivaio: “Abbiamo leggermente ridotto il budget della Promozione, per riversare maggior impegno economico sul settore giovanile. Marino è un paese che, soprattutto in questo momento in cui sono accadute cose poco piacevoli a livello politico, ha bisogno di affermarsi e riversare la propria passione nel calcio. Vogliamo essere una delle certezze del posto e magari riuscire a costruire qualcosa di importante anche sotto l’aspetto sociale e di aggregazione. Io e Massimo Gargano vogliamo aumentare il numero dei bambini della nostra scuola calcio e migliorare le squadre del settore giovanile. Ad esempio posso dirvi che stiamo allestendo un gruppo juniores molto interessante per provare il salto di categoria, che sarà affidato alla guida tecnica di Livio Rocconi”. C’è l’intenzione di caricare di meno pressioni il tecnico Diego Leone e il gruppo: “Al mister, a differenza dello scorso anno, non ho imposto un obiettivo, anche perché sto cercando di vivere il tutto con maggiore tranquillità. Non nego che al termine della passata stagione ho pensato di mollare tutto, perché la delusione è stata veramente molto forte. Poi però mi sono reso conto che dietro alla mia figura c’è un mondo, persone che hanno bisogno che la Lepanto Marino continui a viaggiare su determinati livelli. Tutto questo comunque non vuol dire costruire una prima squadra debole, anche perché non sono capace di allestire formazioni di basso livello. Ho chiesto all’allenatore di farmi divertire e farmi tornare il sorriso. Abbiamo cambiato praticamente tutti. Del vecchio gruppo è rimasto Marongiu, per l’affetto che mi ha dimostrato e per la grinta che ha sempre messo in campo, oltre alla persona magnifica che ha dimostrato di essere; è rimasto Claudio Bianchi, che sarebbe voluto andare via, ma che il ds Livio Rocconi è riuscito a convincere; Capolei perché siamo convinti che abbia molto da dare e che non sia riuscito ad esprimere le sue qualità. Rimarrà anche Mastrandrea, che non sarà più in età di lega, ma che costituisce un investimento importante della società. Ovviamente è stata confermata la maggior parte degli under che avevamo in rosa, con Diego Leone che deciderà su quali puntare. La rosa che sta nascendo è molto interessante, soprattutto per quelle caratteristiche che stiamo cercando. Voglio ragazzi che alla fine del mese mi riescano a guardare negli occhi, perché nella seconda parte della passata stagione ho notato che i giocatori non avevano più il coraggio di farlo. Purtroppo la dignità, che ritengo uno dei valori più importanti per un uomo, è venuta a mancare in molte persone. Ed è per questo motivo che non voglio più avere nulla a che fare con quei giocatori. Il Piergiorgio Davatofuturo sarà basato su calciatori che negli ultimi anni hanno vissuto situazioni non proprio positive. Giocatori che, senza fare nomi, hanno dato tutto per alcune società e non sono stati trattati con il giusto riguardo. Voglio prima di tutto uomini che indossino la maglietta con orgoglio e che rispettino quello che la società mette loro a disposizione. Giocatori che si guadagnino sul campo tutto quello che gli diamo. Perché lo scorso anno elargivo grandi rimborsi, pagati sempre con puntualità, e questa serietà non è stata minimamente ripagata”. Il ds Livio Rocconi si è mosso con anticipo e ha già l’accordo con diversi atleti: “Da Lariano dovrebbero arrivare Davato, Vartolo e Pompili - conferma Bianchi - mentre dal Santa Maria delle Mole dovremmo prendere il portiere Brugnettini e il ’95 Spalletta. Infine è praticamente fatta per l’arrivo di Verdini, che lo scorso anno aveva iniziato all’Almas, di Testa, difensore ex Castelnuovese, e di Papili, un giovane classe ’97. Ora continueremo a sondare il mercato alla ricerca di un attaccante capace di assicurarci un cospicuo numero di reti, nonché di un portiere in età di lega che ci possa permettere in determinate partite di schierare un calciatore di esperienza in più in mezzo al campo. Per quanto riguarda l’attaccante, il mister Leone ha fatto due - tre nomi su cui stiamo lavorando e in base ai quali faremo la nostra scelta”.

Risolti i problemi con il Comune Erano girate voci su alcune difficoltà a trovare un accordo sull’impianto, che sono state superate: “Abbiamo avuto qualche problema sul rinnovo dell’affidamento temporaneo del Fiore. Ora il Comune ha bandito una pre gara a cui noi abbiamo risposto e nel frattempo sta preparando la gara per l’affidamento dello stadio. Nel frattempo però, essendo noi la società più importante di Marino, continueremo a giocare al Fiore, quindi non ci saranno altri problemi”. La Lepanto Marino, dunque, è pronta a ripartire, con un nuovo tecnico, una rosa rinnovata e le stesse ambizioni: una squadra che, prima di tutto, dovrà riconquistare l’amore e la fiducia del proprio presidente, mettendo in campo sudore e determinazione.