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Leucemie: la speranza passa attraverso Roma

Al Bambino Gesù importante risultato raggiunto con la messa a punto una nuova metodologia per ridurre il rischio di infezioni



Se non si può parlare di risultato scompaginante e sensazionale sicuramente si può asserire che il traguardo raggiunto è un qualcosa di assolutamente importante: la recente realizzazione di una tecnica per ridurre i rischi di infezione e/o di ricaduta per le patologie di tipo leucemico è senza dubbio argomento di primo piano, specie riguardando i casi di trapianto di midollo da donatore aploidentico, ovvero compatibile per metà con il ricevente. E si tratta di un obiettivo tutto italiano, legato fortemente all'Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, che è stato annunciato a cinque anni dalla concretizzazione del trapianto di cellule staminali da uno dei due genitori per tutti i bimbi colpiti da leucemie, tumori del sangue e altre rare e gravi malattie che possono beneficiare di di procedure trapiantologiche. L'utilizzo di cellule geneticamente modificate mediante introduzione di un nuovo gene suicida (denominato “Caspasi”) permette di tenere a freno l'aggressione delle cellule del donatore sull'organismo del ricevente. In campo pediatrico, si tratta di un primato anche a livello europeo. L'applicazione della tecnica per il campo delle leucemie in particolare è frutto di una èquipe guidata dal prof. Franco Locatelli, quale responsabile del Dipartimento di Oncoematologia e Medicina Trasfusionale del nosocomio capitolino. Ed è stata presentata a New Orleans nel corso del congresso della Societa' Americana di Ematologia mentre ai risultati della ricerca ha dato ampio risalto il Convegno celebrativo dei trent'anni dell'Istituto di Ricovero e Cura del “Bambino Gesù”, nonchè “Blood”, rivista scientifica relativa al campo ematologico e trapiantologico, molto nota a livello internazionale. Notizia dunque dalla larga risonanza, che riaccende la speranza di tante persone collegate direttamente o indirettamente a queste gravi ed importanti patologie: speranza che, a quanto pare, passa anche attraverso i centri di ricerca e di eccellenza presenti all'interno della Città eterna.