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Lodigiani, viaggio all'interno della Scuola Calcio

Il progetto di livello dedicato ai più piccoli della "Borghesiana" viene illustrato dal Responsabile della Scuola Calcio Luca Santucci



Quando si parla della Lodigiani Calcio si pensa subito a storia, tradizione, blasone. Luca Santucci, oltre ad essere l’allenatore dei Giovanissimi Fascia B Elite classe 2001, ricopre anche il ruolo di Responsabile della Scuola Calcio della società di via della Capanna Murata, e ci fa una panoramica di progetto che da anni è garanzia di competenza e risultati.  

Luca SantucciResponsabile Santucci, iniziamo parlando a 360 gradi del vostro progetto. 
“La Scuola Calcio della Lodigiani ha un gran progetto: presso il nostro centro La Borghesiana abbiamo all’incirca 450 iscritti, suddivisi in 28 gruppi-squadra nelle varie categorie. Per quanto riguarda invece gli istruttori, son tutti qualificati ed in possesso del patentino FIGC, persone assolutamente competenti e che hanno a cuore solamente la crescita del ragazzo”.  

Come si svolge il lavoro sul campo?
“Sotto questo punto di vista il lavoro tattico è logicamente diversificato in base alle diverse fasce d’età, ma quello che è importante è che cerchiamo di seguire il più possibile con attenzione e costanza i ragazzi nel loro percorso formativo”.  

Quale obiettivo si pone la Scuola Calcio di una società prestigiosa come la Lodigiani?
“L’obiettivo è ovviamente quello di fornire più giocatori possibile all’Agonistica, nella speranza anche di far approdare diversi ragazzi a squadre di livello professionistico”.  

Quindi un obiettivo concreto ed uno a lungo termine. 
“Esatto, vogliamo far crescere i ragazzi e farli stare bene, in un clima sereno all’interno di un ambiente tranquillo e con personale preparato, affinché possano migliorare sotto l’aspetto tecnico, tattico ed umano: questo è l’obiettivo vero e principale, voglio sottolinearlo. Poi riguardo al futuro, chissà, magari riuscire a farli arrivare su palcoscenici importanti: con il calcio i bambini devono divertirsi e riguardo all’approdo in grandi squadre, è necessario fargli capire che questo non è una certezza, ma sicuramente una possibilità”.  

Da quanti anni è partito questo progetto, così al livello in cui lo troviamo oggi?
“Nel corso della sua storia la Lodigiani ha sempre prestato molta importanza alla Scuola Calcio, quindi oggi quello che abbiamo fatto è stato solo ripercorrere la tradizione ed il percorso storico avviato tanti anni fa. Abbiamo solamente seguito le linee guida tracciate, mantenendo invariate dedizione e attenzione”.  

Cosa mi dice invece del rapporto tra lo Staff Tecnico della Scuola Calcio ed i genitori dei bambini?
“Questo è un fattore fondamentale, perciò facciamo sempre delle riunioni introduttive ad inizio anno, in cui viene spiegata la nostra metodologia di lavoro ed il programma che sarà svolto durante la stagione. Cerchiamo di pianificare nel giusto modo l’attività, con l’intenzione di far capire ai genitori che questo è soltanto un gioco, e l’unica cosa importante è che i bambini crescano e si divertono, non gravati dal peso di troppe aspettative. Anche noi addetti ai lavori dobbiamo attenerci a questa situazione, a questa mentalità, quindi oltre alla riunione introduttiva c’è sempre la disponibilità a fornire qualunque chiarimento o aiuto”.  

Luca SantucciDunque un allenatore svolge anche la funzione di educatore.
“Assolutamente. Vogliamo far capire ai bambini come si sta all’interno di un gruppo, attraverso piccole regole e suggerimenti che possano usare nel mondo del calcio e non solo: spesso il calcio è una scuola di vita, perciò utilizziamo il calcio come veicolo educativo, cosicché i ragazzi possano usufruire di quello che imparano da noi anche nella vita di tutti i giorni”.  

La funzione sociale dello sport insomma.  
“Proprio così. Alla Lodigiani diamo una possibilità a tutti, tutti possono iscriversi alla Scuola Calcio per cimentarsi nel gioco che amano. Non facciamo ragionamenti meritocratici, vogliamo dare a tutti la stessa opportunità, con lo scopo di far maturare i ragazzi secondo valori giusti e sani”.  

Se le chiedessi perché un genitore dovrebbe iscrivere il proprio bambino alla Lodigiani, cosa risponderebbe?
“Perché noi lo cerchiamo di mettere nelle condizioni migliori per poter giocare al calcio. Ripeto, perché il bambino troverebbe un ambiente serio e sereno, senza l’assillo del risultato a tutti i costi, senza l’obbligo di vincere o la paura di perdere, un clima dove migliorare sotto tutti i punti di vista”.  

In un periodo economico come quello attuale, quanta difficoltà si ha ad avviare un progetto simile? Che significa fare calcio al giorno d’oggi?
“Allora fare calcio oggi diventa complicato, perché ci sono tanti fattori in gioco, dalle aspettative dei genitori, a quelle dei tecnici o degli altri addetti ai lavori, in più si aggiunge l’aspetto economico ovviamente. Credo che con i giusti dettami un progetto o un attività sportiva si possa avviare nel migliore dei modi, serve onestà e trasparenza, senza voler creare illusioni. Se si ragiona in questo modo si riesce a gestire bene ogni situazione”.  

In conclusione, la Lodigiani ha affiliazioni, partnership o avvia altre iniziative del genere?
“La Lodigiani è un polo Roma. Abbiamo di conseguenza una stretta collaborazione tecnica con il club di Trigoria, che monitora continuamente i bambini iscritti alla nostra Scuola Calcio. Ci relazioniamo spesso con i tecnici della Roma, che sono spesso al nostro centro sportivo, e di questo siamo molto orgogliosi”.