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Lorenzo Pellegrini, il ragazzo... dell'Europa

Il momento d'oro del centrocampista classe '96: prima il gol decisivo con il Manchester City, poi l'esordio in Serie A e adesso l'assalto alle fasi finali dell'Europeo U19



Lorenzo Pellegrini ©gazzettaregionale.itIl ragazzo dell’Europa: Lorenzo Pellegrini. Il talento giallorosso cresciuto e pasciuto tra le braccia di “mamma Roma”. E’ il suo momento, biglietto stretto tra le mani e il treno che passa solo una volta, ma con le sue qualità ce ne sarebbero molti altri. E’ il 67esimo minuto di Cesena - Roma, quando Rudi Garcia apporta la prima modifica alla formazione giallorossa: fuori un buon Salih Ucan, dentro un altro talento pescato dal cilindro di Alberto De Rossi. Dopo Daniele Verde, il tecnico francese attinge ancora una volta alle giovani risorse della Primavera e il centrocampista, classe ’96, probabilmente è quello che gli è sembrato più pronto, avendolo apprezzato appena cinque giorni prima nel faccia a faccia di UEFA Youth League contro il Manchester City. E’ al Francioni di Latina che Lorenzo Pellegrini alza lo sguardo oltre siepe, mirando all’Europa. Il suo missile dalla trequarti campo s’infila sotto al sette, Gunn non raggiunge una traiettoria imprendibile, la Primavera romanista strappa il pass per la semifinale di Nyon. Da una cavalcata all’altra, in mezzo c’è l’esordio in Serie A. Ventiquattro minuti per dimostrare che alla fine giocare a Cesena non è poi così più complicato che affrontare l’Under 19 di Patrick Vieira. Corsa e piede intelligente, nonostante la fase delicata, l’impatto con la massima serie non è poi così difficile. Del resto di stadi veri negli ultimi due mesi ne ha visti diversi, ma sempre dalla panchina: il Barbera, il Sant’Elia, l’Olimpico, fino al Manuzzi, laddove è stato immortalato il suo esordio. In campo per difendere il secondo posto, per difendere l’Europa che conta. Se De Rossi non rinuncia mai al suo metronomo e Garcia già si lecca i baffi, anche Alessandro Pane non può fare a meno del suo capitano. La Nazionale U19 è un gruppo dalla forte identità e la presenza di altri tre compagni di squadra in azzurro facilità il lavoro di colui che porta la fascia al braccio. Calabresi, Capradossi, Verde e Pellegrini: tutti a caccia di un’altra Europa, importante non solo per i protagonisti in campo, ma anche per il movimento calcistico italiano. La squadra di Pane è pronta per l’assalto alla fase finale del Europeo di categoria e a guidare la spedizione azzurra sarà ancora una volta Lorenzo Pellegrini. Giovedì contro la Croazia, sabato con la Scozia e infine lunedì prossimo contro i padroni di casa dell’Austria: in poco meno di una settimana gli azzurrini cercheranno di qualificarsi all’ultimo atto della competizione continentale, privilegio riservato alle squadre che si piazzeranno al primo posto nel proprio raggruppamento. E’ così che il ragazzo dell’Europa, che da dieci anni calca i campi di Trigoria dopo una breve esperienza all’Almas, proverà a recitare un ruolo da protagonista, in mezzo al rettangolo verde sarà lui a dettare i tempi di gioco mantenendo al guinzaglio i suoi compagni. Ma grazie alla sua poliedricità il talento giallorosso potrà ricoprire diversi ruoli a centrocampo, apportando il proprio aiuto sia in fase di interdizione che d’attacco. Del resto ci sarà un motivo se Alberto De Rossi non può fare a meno del suo perno: finora Pellegrini ha collezionato 1.312 minuti di gioco nel campionato Primavera, prendendo parte a ben sedici partite sulle venti finora disputate. Ancora più interessanti sono i numeri relativi alla Youth League, dove il capitano giallorosso (il ’95 Ferri non può giocare per i limiti imposti dalla UEFA) è sempre rimasto in campo, totalizzando 720’ e un solo gol all’attivo, quello pesantissimo che vale l’accesso alle semifinali di Nyon. E’ in quello momento che la sua stella ha indicato la strada da seguire. L’Europa è lì ad aspettare.