Notizie

Lupa Castelli Romani e Lupa Roma: il derby ai raggi X

Nessun gol, poche emozioni e un terreno di gioco discutibile: analizziamo il big match del Torbellamonaca di sabato scorso



Uno scatto del derby: la Lupa Castelli Romani si appresta a battere una punizione nel finale ©Del GobboDiciamolo chiaramente: quello di sabato scorso tra Lupa Castelli Romani e Lupa Roma non è stato un derby che verrà ricordato per la spettacolarità. È stata più una battaglia giocata sui nervi, con le due squadre che hanno preferito prima non prenderle. Molti “check” e nessun “all in”. Episodi però ce ne sono stati, fattori che hanno in qualche modo influenzato l'economia del match, da una parte e dall'altra. Pronti-via, formazioni alla mano, la prima cosa che ci ha stupito è stato vedere la Lupa Roma privarsi del suo centravanti, Gabriele Bernardotto. Greco ha provato a sorprendere la Lupa Castelli con un tridente di movimento, senza punti di riferimento, dando la maglia numero 9 a Perfetti, trequartista di professione. Trio offensivo completato da Cucciari e Delvecchio: poca fisicità, tanta velocità. Il copione in buona parte è stato rispettato: nel primo tempo la partita ha provato a farla la Lupa Castelli Romani. Giusto, ha provato. Perchè a conti fatti, nella prima frazione sono arrivati, nello specchio della porta difesa da Cianfriglia, solo due tiri: una girata di Raudino sugli sviluppi di un calcio piazzato e una punizione velleitaria di capitan Spurio (recuperato da mister Belli all'ultimo minuto), calciata dopo il fallo da ultimo uomo che è costata l'espulsione a Borelli. Per forza di cose, è qui che è cambiata la partita della Lupa Roma. Greco osserva i suoi dalla tribuna ©Del GobboDopo un primo tempo in cui poche volte è riuscita a ripartire, trascinata da qualche giocata del solito Delvecchio (che ha chiamato agli straordinari un ottimo Frallicciardi), l'inferiorità numerica ha costretto il team di Greco (squalificato e trascinatore dei suoi anche dalla tribuna del Torbellamonaca) a stringere i denti, rinunciando a qualche strappo offensivo in più per provare l'affondo decisivo nella ripresa. Difficile parlare però di paura di perdere per gli ospiti: nel secondo tempo ha fatto il suo ingresso in campo bomber Bernardotto, aumentando così il peso specifico offensivo dei suoi. Molte le palle protette dalla punta che ha fatto respirare la sua squadra in più di un'occasione, aiutato in fase di scarico sempre da Delvecchio. Insomma, anche in dieci la Lupa Roma non ha sofferto, riuscendo in più di un'occasione anche ad alzare il baricentro. La Lupa Castelli Romani invece ha sempre provato a fare la sua gara, peccando però, ancora una volta, di poca lucidità lì davanti, con quell'ultimo decisivo passaggio che non è mai arrivato. È stata un po' la classica partita che solo un episodio avrebbe potuto sbloccare e, ad onor del vero, quell'episodio era anche arrivato a metà secondo tempo: un'uscita scomposta di Cianfriglia che si fa sfuggire il pallone, la girata Rapace di Argento che a porta sguarnita gonfia la rete e poi l'imprevisto fischio dell'arbitro che ha strozzato in gola l'urlo amarantoceleste per una presunta e molto lieve carica dell'attaccante sul portiere. Marcello Belli, Lupa Castelli Romani ©Del GobboLa risposta della Lupa Roma è arrivata con un calcio di punizione di Perfetti che ha sfiorato il palo per questione di millimetri. 0-0: episodi a parte, il risultato più giusto per quanto le due squadre hanno fatto vedere sul manto del Torbellamonaca. A proposito: difficile parlare d'erba vera per quel che riguarda il campo della Lupa Castelli Romani. Ora, non pretendiamo di vedere nella nostra città prati inglesi in stile Emirates, ma quelle chiazze di terra marroncina alternate al verde non sono uno spettacolo bello da  vedere e di calcio professionistico hanno ben poco, capaci di condizionare il match in più di un occasione con rimbalzi fasulli, di quelli che non accetti neanche al parco con gli amici. Zero: non sono solo i gol visti al derby, ma anche il voto che si merita una campo (in erba?) come quello del Torbellamonaca.