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Categorie: Lega Pro - Nazionali

Lupa Castelli, tesserato Giuseppe Aquaro

l difensore di origini svizzere arriva con un importante bagaglio di esperienze internazionali maturate nel corso degli anni



Giuseppe Aquaro Foto © Vincenzo FasanellaÈ alla Lupa ormai da più di un mese, ma ha dovuto attendere i tempi burocratici necessari per ottenere il transfer dal calcio cinese a quello italiano per poter scendere in campo. Nemmeno il tempo di annunciare l’ufficialità del suo tesseramento, che Giuseppe Aquaro è stato chiamato a dimostrare il suo valore direttamente sul terreno di gioco, scendendo in campo dal primo minuto nella gara contro la Fidelis Andria al posto dello squalificato Petta.“Era da un bel po’ che non assaporavo l’emozione di novanta minuti ‘veri’”, commenta Aquaro, “visto che ormai non giocavo una partita di campionato dallo scorso luglio. Non è facile per me giudicare la mia prestazione personale, anche perché per un difensore quando si subiscono due reti è impossibile pensare di aver fatto il massimo. Ho avuto modo di rivedere le azioni, e credo che in occasione del primo gol avrei potuto far meglio, ma al di là di questo quando si perde una partita è dagli errori che bisogna ripartire. Sicuramente a tutti noi dispiace per la sconfitta, e già da oggi stiamo pensando alla prossima battaglia. Ci aspettano due gare importanti e impegnative contro Paganese e Foggia, e le giocheremo entrambe in casa. Abbiamo il dovere di fare un passo avanti e di iniziare a raccogliere i frutti del nostro lavoro”.

Parla già da veterano, Aquaro, e non potrebbe essere altrimenti visto l’importante bagaglio di esperienza che porta con sé. Svizzero di nascita, Giuseppe è arrivato giovanissimo in Italia ed è cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Chievo Verona. Dal club veneto è stato poi girato in prestito prima al Foggia e poi al Melfi, nelle sue uniche esperienze nel calcio italiano, nell’allora serie C2.

“Nella mia carriera ho viaggiato molto”, racconta Aquaro, “ma ad essere sincero quella di lasciare l’Italia è stata per me una scelta quasi obbligata. Quando ero a Melfi, infatti, subii un brutto infortunio al ginocchio: tornai al Chievo, che era proprietario del mio cartellino, la società mi seguì nel processo di guarigione e di recupero, ma visto che ero in scadenza scelse di non rinnovare il mio contratto. In quel momento l’unica proposta concreta che mi arrivò fu quella del Bellinzona, e scelsi di ripartire dalla serie B svizzera. Forse per me significava fare un passo indietro, ma non avevo altra scelta fui quasi obbligato a rimettermi in gioco. Con gli anni ho maturato esperienze importanti proprio con il Bellinzona, poi con il Vaduz ancora nella serie B il svizzera, per poi salire in serie A con l’Aarau. In seguito, il passaggio in Bulgaria con il CSKA di Sofia, in una stagione importante che mi ha dato la possibilità di disputare l’Europa League (per lui anche una rete realizzata, ndr), il Karlsruhe in Germania, il Panetolikos in Grecia ed infine la Cina, con lo Shenzhen Ruby. In estate, poi, mentre ero in vacanza in Puglia, è arrivata la chiamata della Lupa e non ci ho pensato un secondo: ci tenevo a mettermi finalmente alla prova anche in Italia, dopo tanto girovagare, e l’idea di vivere in una città come Roma mi ha subito allettato”.A distanza di un mese, nessun ripensamento: Giuseppe Aquaro ha voglia di vivere il calcio italiano, e di farlo con la maglia della Lupa, aiutando la squadra di Galluzzo a conquistare una storica salvezza al suo primo campionato di Lega Pro.

“Qui ho trovato un gruppo importante, che fin da subito mi ha fatto sentire perfettamente a mio agio. Questa è una squadra giovane, che ha sicuramente ampi margini di miglioramento, tanta voglia di lavorare e lottare per raggiungere il suo obiettivo il prima possibile. Sono contento della scelta che ho fatto, e non ho paura di dovermi mettere in gioco di nuovo: a me non ha regalato mai niente nessuno, tutto quello che ho ottenuto l’ho conquistato solo con le mie forze e con la capacità di rialzarmi anche dopo le cadute. È da questa mentalità che deve partire anche la Lupa, perché il campionato è lungo e i presupposti per far bene ci sono tutti”.