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Categorie: Lega Pro - Nazionali

Lupa, la risposta di Marco Amelia ad Alberto Cerrai

Sul proprio profilo Facebook il portiere Campione del Mondo ha ribattuto al presidente della Lupa Roma sulla querelle legata alla composizione dei gironi di Lega Pro



Una delle foto postate da Marco Amelia sulla propria pagina FacebookNon si è fatta attendere la risposta del presidente onorario della Lupa, Marco Amelia, ad Alberto Cerrai nella querelle scoppiata sulla composizione dei gironi di Lega Pro. L'estremo difensore Campione del Mondo ha deciso di ribattere sul proprio profilo Facebook e di seguito riportiamo le sue considerazioni.

Gentile Alberto Cerrai, 

mi è stata riferita la tua risposta alle mie considerazioni in riferimento alle modalità di composizione dei gironi di Lega Pro. 

Devo essere sincero: in un periodo fatto di numerosi impegni e grande concentrazione, ti confesso che sei riuscito a strapparmi un sorriso con le tue parole. Mi sfugge però il motivo della tua feroce invettiva, anche perché non ho minimamente fatto riferimento alla tua persona, focalizzando piuttosto l'attenzione della mia disamina su criteri discutibili e su un sistema non coerente con le sue stesse regole.

Non conoscendoti personalmente, colgo l'occasione di risponderti pubblicamente qui su Facebook, con la massima serenità: considerando che hai rivolto un attacco del tutto gratuito alla mia persona, ho scelto di non comunicare attraverso la società, anche per rispetto della persona del nostro amministratore delegato Pietro Rosato, che tu ben conosci.

Andiamo per ordine: è evidente che non risulto tesserato come dirigente visto che sono tesserato come calciatore. Premesso ciò, come tu mi insegni, i regolamenti impediscono a un calciatore di assumere una carica ufficiale in società. Società di cui sono però garante e responsabile sotto il profilo economico.

Per quanto riguarda la mia partecipazione alla vittoria del campionato di Serie D insieme all'amico Piero e a Sandro, ti invito a informarti meglio sul mio reale contributo in termini personali e di esperienza.

Non è mia abitudine fare l'elenco dei risultati ottenuti nella mia carriera, mio malgrado mi vedo costretto a puntualizzare - numeri alla mano - alcune cose sulle quali vengo attaccato personalmente. In merito alla mia vita "con un numero 12 sulle spalle", posso risponderti ricordando le mie oltre 300 presenze tra Serie A, Champions League, Coppa Uefa, Serie B, Serie C, senza contare quasi 50 gare ufficiali con l'Italia, dall'Under 15 alla Nazionale maggiore. In 15 anni di carriera a livello professionistico ho avuto l'onore di vincere, nell'ordine:

• 2000/2001 Scudetto con la Roma

• 2001/2002 Campionato Serie C con il Livorno

• 2004 Europei Under 21 con l'Italia

• 2004 Bronzo Olimpiadi Atene con l'Italia

• 2006 Campionato Mondiale con l'Italia

• 2010/2011 Scudetto con il Milan

• 2011 Supercoppa Italiana con il Milan

L'altra foto postata da Marco AmeliaA questo elenco possiamo aggiungere alcuni riconoscimenti personali come Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana, Collare d'oro al Merito Sportivo (massimo riconoscimento per uno sportivo), Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana. Ah, per inciso il numero 12 l'ho indossato quando a 18 anni facevo parte della squadra che ha vinto lo Scudetto con la mia Roma e al mio esordio in Nazionale A nel 2005. Da qui puoi dedurne che per il sottoscritto il numero 12 evoca comunque ricordi estremamente positivi.

Per la cronaca, nel resto della mia carriera ho indossato per molti anni la maglia numero 1 e la numero 32 in alcune occasioni, a queste si aggiunge la numero 14 nei miei anni di Nazionale A.

Per quanto concerne le regole sulla composizioni dei calendari, conosco bene i regolamenti e proprio per questo dico e sottolineo che devono essere rispettati in primis da chi ha ruoli decisionali. Si è parlato di CRITERIO PRETTAMENTE GEOGRAFICO con alcuni CORRETTIVI LEGATI A VALUTAZIONI LOGISTICHE e INFRASTRUTTURALI, dove per "logistica" si intendono i trasferimenti da effettuare e per "infrastrutture" si intendono gli impianti sportivi, ovvero gli stadi. 

In tema di geografia, avendo giocato qualche partita a livello internazionale, mi trovo sufficientemente preparato per poter dire che non c'è logica nel giudicare lo stadio di Rieti un impianto del Sud e lo stadio di Aprilia un impianto del Centro.

Proprio perché so che queste cose le conosci, sai bene che i tifosi non devono raggiungere le sedi legali delle società per vedere le partite, ma gli stadi: in questo frangente sono stati messi in seria difficoltà proprio i tifosi, senza contare l'ulteriore zavorra economica che pesa sulle società in termini di budget da stanziare per le trasferte. Tra l'altro, ti sottolineo che la sede legale della LUPA la conosco bene visto e considerato che è situata presso l'ufficio del nostro commercialista.

Qualora non lo sapessi, gestisco in prima persona anche una dozzina di mie aziende e ne conosco tutti i particolari: avendone la piena responsabilità so come si gestiscono e laddove non posso arrivare delego, affidandomi a professionisti.

Concludo dicendoti che a questa polemica personale non intendo più replicare pubblicamente. La prossima volta ti prego di telefonarmi direttamente (il numero lo puoi tranquillamente chiedere a Pietro) così avremo modo di chiarire le tue eventuali perplessità di persona, magari davanti a un buon bicchiere di vino dei Castelli.

P.S. I libri che vedi sullo sfondo li ho letti tutti!

Con cordialità e simpatia,

Marco Amelia