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Categorie: Lega Pro - Nazionali

Lupa Roma, Alberto Cerrai scrive all'Assessore allo sport

Il presidente del club chiede a Paolo Masini l'assegnazione del centro sportivo Giannattasio o l'emissione di un bando pubblico con carattere di urgenza



Il presidente della Lupa Roma, Alberto CerraiGent.mo Assessore,

Nel ringraziarla per l’attenzione che vorrà manifestare verso questo problema della società da me presieduta, sono a fornirle un breve percorso storico di quanto accaduto in questi mesi sul tema Stadio.

Obiettivo di questo mio agire è la ricerca urgente di un impianto da omologare per la Lega Pro all’interno del Comune di Roma così da permettere alla mia società di rientrare a giocare le gare nel suo Comune di appartenenza ed in rappresentanza della città di Roma, proprio come dice il suo nome.

Premessa:

Il 27 di Aprile 2014 la Lupa Roma FC, vincendo il campionato di serie D girone G ha avuto accesso al professionismo. Dal 1 di luglio 2014 la Lupa Roma FC è stata ufficialmente iscritta al campionato di Lega Pro dove attualmente milita nel girone C come unica rappresentante del calcio dell’intera regione e di sicuro della città di Roma.

L’aver vinto un campionato è stata solo una condizione necessaria ma non sufficiente per essere ammessi alla Lega Pro. Questa ammissione avviene attraverso l’ottenimento delle licenze nazionali che di fatto si ottengono rispondendo ai criteri emanati nel C.U. n. 144/A che di seguito si riportano:

- Economico

– Finanziari e Legali

- Infrastrutturali

- Sportivi ed organizzativi

Le scrivo in merito al punto 2 (Infrastrutture) in quanto è stato il punto che ha messo a rischio la nostra sopravvivenza e che abbiamo potuto risolvere solo grazie alla concessione fornitaci dalle autorità di Aprilia con l’uso dell’impianto denominato Quinto Ricci. Resta il grave problema di una squadra di Roma, anzi l’unica squadra di Roma nel professionismo, che deve emigrare fuori Comune per giocare il proprio campionato. E questo è ormai diventato un caso nazionale a cui sono anche stanco di dover rispondere tutti i giorni sia ai media che alle Istituzioni Federali che alle persone in genere.

Tutto ciò premesso Le vengo ad illustrare il problema sorto qui nel mio Comune con il suo predecessore ma soprattutto con una cultura un po’ stantia che nulla ha fatto a favore della comunità Lupa Roma. Una comunità che alla data conta di oltre 500 atleti e ben 80 lavoratori. Una azienda di medie dimensioni totalmente rispettosa delle leggi dello Stato ed in particolare di quelle fiscali potendo dichiarare la sua perfetta trasparenza nel pagamento di stipendi, contributi e tasse. Un caso nazionale sia dentro che fuori dal calcio, visti i tempi che corrono. Un caso che spesso da fastidio proprio perché in contro tendenza con comportamenti storici e incancreniti che hanno portato il nostro Paese all’attuale stato di fatto. Ma questo è nel DNA della Lupa Roma e di tutte le persone che la compongono ad iniziare dal sottoscritto. Le anticipo che ancora oggi siamo a richiedere un dialogo aperto e trasparente ma che di certo, davanti ad un nuovo NO, non sarà l’ultimo atto che porremo in essere. Lei oggi si trova a dover gestire questo problema che di sicuro non la vede responsabile. Ancora oggi io offro fiducia alle istituzioni attraverso la sua persona. Di sicuro, però, non potrò accettare il continuare di questa situazione e per questo il movimento della Lupa Roma ha già pronte iniziative su tutti i fronti per tutelare i propri sacrosanti diritti. Lei è la nostra ultima speranza di dialogo, poi agiremo diretti in ogni sede: dalla strada alle istituzioni federali fino alla Magistratura. Questo è quello che il popolo della Lupa Roma chiede al suo Presidente e questo è quello che il Presidente si è obbligato a fare. Non possiamo più tollerare situazioni in cui società del nostro stesso Municipio, come di altri Municipi del Comune di Roma, giochino su campi Comunali con criteri di sicurezza e rispetto delle normative, molto discutibili, mentre noi siamo costretti a vivere da emigranti. Per noi della Lupa Roma il calcio è uno sport i cui valori di riferimento non sono nella ricerca di una vittoria a tutti i costi, ma in quanto sancito nella nostra Costituzione Italiana e, non per ultimo, nei nostri dieci comandamenti. Alla Lupa Roma coniughiamo tutti i giorni i valori della scuola con quelli dello sport senza dimenticare quelli del sociale. Perché lo sport nelle sue innegabili forme di meritocrazia e di competizione non deve mai dimenticare il suo profondo valore sociale. Alla LUPA ROMA questi sono fatti e non parole. E oggi noi vogliamo senza mezzi termini rivendicare il nostro diritto a giocare nel nostro Municipio perché siamo cittadini di questo Municipio e non di Aprilia o Fiumicino o altri lidi diversi. Tutto ciò premesso le vengo a tratteggiare la storia di questi ultimi 12 mesi cosi che nel nostro incontro lei possa ottimizzare il suo tempo prezioso e anche prendere le opportune informazioni che riterrà utili a supportare le sue auspicate decisioni.

Rapporto Lupa Roma - Comune di Roma e FIDAL per impianto Stella Polare o Giannattasio di Ostia 

Relazione di sintesi dei fatti intercorsi dal 22.4.2014 al 16.06.2014 successivi alla corrispondenza inviata dalla Lupa Roma alle Autorità del X Municipio e del Comune di Roma come meglio descritto nella lettera avente ad oggetto: Richiesta di Impianto Stadio Pasquale Giannattasio di Via Mar Arabico snc.

I fatti: 

In data 22 Aprile 2014 la Lupa Roma ha scritto una lettera alle Autorità del X Municipio e del Comune di Roma informandoli della necessità di avere un campo per le proprie gare per la stagione 2014-2015.

La richiesta del 22 Aprile 2014 si è basata sulla lettura della Delibera Comunale 170 del 2002 ed in particolare sull’Art.4 della stessa, come suggerito proprio dai funzionari del Comune di Roma.

Dopo una serie infinita di incontri, in accordo con le Autorità e con la FIDAL, si è proceduto ad un sopraluogo dell’impianto con i tecnici della Federazione Calcio e con gli esperti del Comune di Roma e della Lupa Roma al fine di valutare l’entità dei lavori da eseguire per la messa a norma dell’impianto.

Dal sopraluogo effettuato si è prodotto un progetto di massima per le operazioni di messa a norma ad un costo preliminare di diverse centinaia di migliaia di euro.

La Lupa Roma ha da subito dichiarato la sua disponibilità a pagare le suddette spese a condizione che alla stessa venisse concesso il diritto all’uso per le partite ufficiali, quindi per due volte al mese. E dico diritto all’uso e non concessione chiarendo sin da subito il suo profilo di collaborazione con tutti. Nella proposta la Lupa Roma ha anche messo a disposizione del Rugby il suo impianto di Ostiantica a tariffe comunali come richiesto dalle autorità stesse. La Lupa Roma ha anche spiegato il perché della incompatibilità tra calcio e rugby su un manto in erba naturale. E questo a parole fu condiviso da tutti, tranne ovviamente dal Rugby che ha sempre avuto un atteggiamento ostativo verso tutto e tutti. 

La Lupa Roma, in alternativa a quanto sopra, ha anche offerto la possibilità di realizzare un manto erboso in erba sintetica per effetto del quale anche il Rugby poteva convivere sull’impianto della Stella Polare. A questa proposta si è opposta la FIDAL in quanto così facendo Lei non poteva più eseguire le sue attività dei “Lanci”. Il Comune di Roma ed il Municipio informavano la Lupa Roma circa la scadenza della concessione a favore della FIDAL (30 giugno 2014) e con essa mettevano in guardia la Lupa Roma circa i rischi di eventuali lavori che poi potevano non essere riconosciuti qualora il successivo affidamento non fosse dato alla FIDAL ma al vincitore della gara d’appalto da indire nel mese di luglio 2014, cioè alla scadenza del corrente mandato.

La Lupa Roma si è detta disposta a correre questo rischio costretta dalla necessità di avere un campo per evitare la sua morte sportiva. A questo punto il Comune di Roma ha chiesto alla FIDAL ed alla Lupa Roma di trovare un accordo tra le parti che non sottintendesse una subconcessione in quanto vietata dal regolamento Comunale.

Gli incontri effettuati a più riprese non hanno purtroppo dato l’esito sperato in quanto la FIDAL ha proposto delle condizioni che la Lupa Roma ha ritenuto e ritiene inaccettabili e contro ogni spirito di collaborazione:

- Investimento al 100% a carico della Lupa Roma.

- Pagamento da subito di un canone d’uso (affitto) di diverse decine di migliaia di euro e pari al 50% dell’intero costo di manutenzione presentato dalla FIDAL, a fronte di un uso di solo 2 volte al mese. Quindi la FIDAL chiedeva il pagamento del 50% alla Lupa Roma ed il restante alle società a cui aveva concesso l’uso di altre aree, di fatto mettendosi nella condizione di usare l’impianto ogni giorno e 7 giorni la settimana scaricando interamente su altri soggetti il costo della manutenzione ordinaria, ignorando la manutenzione straordinaria e pagando tutto questo ben € 56 annui. Alla faccia dello Sport e del popolo.

- Uso del campo solo per due volte al mese

A questo la FIDAL ha aggiunto una ulteriore richiesta, solo successivamente compresa, che prevedeva il 100% dei costi a carico della Lupa Roma ma veicolati attraverso la FIDAL che doveva ufficialmente figurare come colei la quale effettuava gli investimenti. Questo da subito non è stato accettato dalla Lupa Roma in quanto fiscalmente non corretto e per questo sanzionabile da ispettori del fisco. La richiesta della FIDAL aveva una sua giustificazione del progetto da loro presentato al Comune per ottenere il rinnovo della concessione dei tre impianti a loro storicamente assegnati. In che modo? Avevano proposto un piano di investimenti di diverse centinaia di migliaia di euro da spendere in opere di manutenzione straordinaria ottenendo così sia la concessione che uno scomputo dei canoni di concessione stessa. La FIDAL aveva pensato di coprire parte di queste sue promesse usando i soldi della Lupa Roma che come entità valevano circa il 50% della loro promessa di investimento. Fin troppo facile. Ottenere una concessione a prezzi bassissimi con soldi di terzi per poi essere nel diritto di gestire la concessione verso altri soggetti su cui scaricare tutti i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Si ricorda che da delibera Comunale nessun soggetto giuridico può avere più di un impianto Comunale nello stesso Comune. Chiaro no! Il Comune fa un regolamento e poi agisce in spregio di questo stesso regolamento e con danno ad altre organizzazioni sportive. E meno male che nell’art.1 della Delibera 170 del 2002 si parla chiaramente (Finalità) di favorire il pluralismo associativo. Solo parole perché nei fatti esiste un monopolio da oltre 20 anni. E questo in maniera illegittima. E’ stato da subito evidente un sistema di Monopolio storico posto in essere dalla Federazione di Atletica, accompagnato da un protrarsi di situazioni di favore che nel corso degli anni hanno portato questa Federazione ad usare un impianto comunale a costi irrisori (€ 56 annui) senza mai eseguire i lavori di manutenzione straordinaria che sono alla base del canone di estremo favore loro concesso. 

Come dire un uso maldestro ed improprio di un bene pubblico.

E anche davanti ad una società disposta, per risolvere un suo problema di vita o di morte, a pagare di tasca proprie le mancanze storiche di una federazione, qualcuno ha pensato bene di continuare a favorire la FIDAL. Risultato che ancora oggi quell’impianto è assegnato a € 56. Forse qualcuno può pensare ad un errore di battitura e allora lo scriviamo in altro modo: € 56 per 365 giorni che equivale a 15 Centesimi al giorno. Adesso è più chiaro? 

Di questo la Lupa Roma, sia come movimento sportivo, sia come movimento di cittadini è stanca e pronta alla battaglia in tutte le sedi opportune. Battaglia che verrà avviata in funzione dell’esito di questo ultimo tentativo che con Lei si vuole percorrere per il bene pubblico e delle tante famiglie che compongono la lupa Roma cosi come i tanti giovani che oggi svolgono attività all’interno di un impianto sprovvisto delle minime norme di sicurezza.

CONCLUSIONI: 

Dalla lettura della delibera 170 del 2002, proprio come suggerito dagli ufficiali del Comune di Roma, all’art.4 si dice chiaramente che per casi eccezionali (e quello della Lupa Roma ne è un caso tipico) si può procedere ad una assegnazione diretta per anni 1+1. 

L’eccezionalità risiede nel fatto che la Lupa Roma è una società ubicata nel Comune di Roma e che per giocare nel professionismo deve avere un impianto con determinate caratteristiche che quello della Stella Polare ha effettuando i dovuti lavori.

Lavori effettuati su un impianto Comunale con soldi privati capaci di produrre un incremento di valore di un impianto ormai fatiscente il cui beneficiario diretto è il suo proprietario (Comune) e la collettività che in questo impianto può svolgere le sue attività in totale sicurezza e rispetto delle norme. Si tenga presente anche che la presenza della Lupa Roma sul territorio del X Municipio è garanzia di sviluppo economico per tutte le attività commerciali della zona quali Hotel, Ristoranti, Bar, Negozi in genere, Edicole ecc.ecc.. un valore che in un momento di crisi occupazionale ed economica in generale non può essere trascurato da chi ha assunto l’onere di gestire la “Res Publica”. Non ultimo una immagine su scala nazionale di una località quale Ostia all’interno della quale lo sviluppo del turismo ha un valore indiscutibile.

Tenuto conto di questo la Lupa Roma chiede ufficialmente:

- L’assegnazione diretta di tale impianto per anni 1+1 impegnandosi alla sua messa a norma.

- In alternativa, l’emissione di un bando pubblico con carattere di urgenza al fine di parteciparvi con la speranza di presentare idoneo progetto e risultare assegnataria.

Si tenga presente che siamo già in ritardo per l’emissione del bando in quanto lo stesso deve restare aperto almeno 30 giorni; poi altri 30 giorni per la sua valutazione; infine 60 giorni per possibili ricorsi di coloro i quali si sentono lesi. In totale necessitano almeno 120 giorni dalla pubblicazione. Se il bando venisse emesso entro febbraio con questa tempistica si arriverebbe al 30 giugno. Cosi facendo si potrebbe avere il nuovo concessionario dal 1 di luglio senza lasciare questo impianto nella NON CONCESSIONE cioè nella terra di nessuno, considerando che l’attuale concessione termina il 30 giugno 2015.         

In fede

Lupa Roma FC s.r.l. 
   

Il Presidente Dott. Alberto Cerrai