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Categorie: Nazionali - under 17

Lupa Roma, Mauro Carboni: "Non è soltanto merito mio"

Intervista al tecnico della squadra che guida il campionato che puntualizza come il risultato sia frutto del lavoro di tutti



Nell'ultimo weekend è arrivata addirittura una doppia vittoria (con Berretti e Allievi, ndr) a dimostrazione che, nonostante un 2015 da urlo culminato con il titolo di campione d'inverno, Carboni non ha certo perso la voglia di continuare a stupire. La sua Lupa Roma domina il girone e punta dritta alle finali, noi nel frattempo, gli abbiamo chiesto di svelarci i segreti della sua armata invincibile. 

Allora mister Carboni, partiamo dalla fine. Weekend da incorniciare con la vittoria non solo sulla panchina degli Image titleAllievi ma anche su quella della Berretti. “Per quanto riguarda la Berretti mi fa piacere se ho portato fortuna (ride,ndr). Là il merito va a mister Greco, che ho solo sostituito vista la sua squalifica, allo staff e ai ragazzi che stano facendo un grande lavoro”

Negli Allievi invece il merito è tutto tuo.“Siamo ripartiti bene. Domenica magari abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo ma ci sta, l'importante è che sia arrivata la vittoria”

Ormai vincere per voi sembra essere diventata una piacevole abitudine. “Fino ad ora abbiamo sbagliato veramente poco e questo, ovviamente, mi fa davvero piacere. Non dobbiamo dimenticare però che ancora non abbiamo fatto nulla, ora bisogna solo mantenere alta la concentrazione e continuare a lavorare”.

Miglior attacco, miglior difesa, e squadra imbattuta dall'inizio dell'anno. Glielo avessero detto ad inizio stagione ci avrebbe creduto? “Sinceramente non me lo sarei mai aspettato. In un certo senso il fatto di aver creato questo gruppo dal niente il 17 di Agosto ci ha facilitato il compito. Non sapevamo chi avremmo avuto di fronte e non sapevamo sino a che punto saremmo potuti arrivare. Questo ci ha dato la spinta giusta per dare sempre il massimo. Però ammetto che non è tutto merito mio...”

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Cioè? “Ho la fortuna di avere dei collaboratori spettacolari. Il preparatore atletico Lorenzo Tarquini, Sergio Massaroni che è il preparatore dei portieri e Alessandro Sarrocco che sotto il piano organizzativo tiene tutti i pezzi incollati. Poi dietro abbiamo una società importante, il presidente Cerrai e i due direttori che ci sono vicini e ci accompagnano in un percorso che oltre che tecnico è anche comportamentale”.

Tenere un passo del genere non è facile, possibile che la squadra possa cominciare a sentire la pressione con il passare delle giornate? “Beh difficile pensare che qualcuno riesca a tenere lo stesso standard per dieci mesi. I momenti difficili arriveranno, sta a noi farci trovare pronti per superarli. In questo senso stiamo lavorando molto alternando tanto i giocatori con una rotazione continua”.

Intanto però avete nove punti di vantaggio sulla seconda, un pensierino alle finali l'avrete già fatto... “Secondo me c'è ancora tanto da lavorare. Non lo dico per nascondermi ma perchè sono sicuro che possiamo fare meglio. I ragazzi hanno fatto tanto ma la maggioranza di loro ha ancora ampi margini di miglioramento. Cercheremo di tirare fuori il massimo e poi speriamo di arrivare il più avanti possibile”.


Da qui alla fine gli ostacoli non mancano. Ormai gli avversari li conosce tutti, c'è n'è qualcuno che la preoccupa maggiormente? “Tolte le professioniste di A e B con le quali il raffronto è un po particolare visto che giocano sotto età, direi che il Benevento ha qualcosa in più, poi vengono tutte le altre. Quando son venuti da noi mi hanno fatto una buonissima impressione”

Là dietro la concorrenza è tanta “Sotto ci sono cinque o sei squadre pericolose. Foggia, Teramo, Casertana e anche Lupa Castelli Romani... Sono tutte rivali pericolose che si diversificano per caratteristiche”.

In chiusura, riguardando la vostra stagione impossibile non citare il capocannoniere del girone Svidercoschi. Lui può Image titleessere l'esempio della voglia di riscatto che anima il vostro spogliatoio? In fondo, così come lui, più di uno dei vostri arriva a quest'anno magari dopo una mancata riconferma in altri club professionistici. “La voglia di riscatto è sicuramente una delle motivazioni più importanti. Spesso anche il nostro presidente ci dice che è vero che molti ragazzi arrivano ai professionisti attraverso Roma e Lazio ma che anche noi siamo la possibilità giusta per entrare in questo mondo. Svidercoschi è uno degli esempi, è un ragazzo intelligente che sta prendendo questa opportunità per trarne il massimo. Lui però è solo la punta dell'iceberg, ci sono tanti ragazzi, soprattutto nei '99, che hanno dentro di loro la voglia di rivalsa, non necessariamente contro qualcuno, ma anche come stimolo per loro stessi per dimostrare di poter far parte del calcio professionistico”.