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Mafia Capitale. I legami fra Buzzi e la 'ndrangheta per favorire l'elezione di Alemanno

Per gli inquirenti esistono "cointeressenze di natura economico/criminali tra Mafia Capitale e la cosca calabrese". Alemanno replica: "Ennesima millanteria telefonica di Salvatore Buzzi"



Emergono nuovi sviluppi dalle pagine dell’ordinanza del Mondo di Mezzo parte II. E sono sviluppi che proseguono in maniera contigua dalla prima indagine della Procura di Roma, aggravando, ove possibile, il ruolo e il legame fra la criminalità di tipo mafioso rappresentata da Carminati e la politica romana. E le intercettazioni riguardano anche l’ex Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, già coinvolto ed indagato nella prima fase delle indagini, che secondo quanto riportano gli inquirenti avrebbe chiesto aiuto a Buzzi per guadagnare un seggio alle elezioni europee del maggio 2014.   

Nella foto Gianni Alemanno, ex sindaco di RomaLa cosca Mancuso di Limbadi. Ricevuta la richiesta Buzzi si sarebbe attivato per cercare di aiutare la corsa di Alemanno. Lo stesso Alemanno all’epoca dei fatti, era candidato con la lista di Fratelli d’italia - An, nelle liste del Sud e non quindi in quelle del Lazio e di Roma: Buzzi si sarebbe allora rivolto alla cosca Mancuso di Limbadi, noto gruppo ‘ndraghestista calabrese, con il fine di procurare un numero sufficiente di voti all’ex Sindaco romano.  Proprio in questa unione di intenti e comunanza di vedute, gli inquirenti hanno ravvisato un “cointeressenze di natura economico/criminali tra Mafia Capitale e la cosca calabrese” Così per favorire e unire le due entità malavitose, Buzzi si sarebbe rivolto a Giovanni Campennì, esponente di punta – per gli inquirenti – della ‘ndrina calabrese: si legge infatti nelle carte come “le indagini hanno consentito di rilevare come a fronte di una richiesta di sostegno da parte di Alemanno, sin dalla fine del mese di marzo 2014 Buzzi avesse espressamente richiesto, per il tramite di Giovanni Campennì, appoggio all'organizzazione criminale calabrese (di cui quest'ultimo è ritenuto espressione), per procurare i necessari consensi in occasione della campagna elettorale dell'ex sindaco di Roma”.  

Una sottoscrizione e poi se candida al sud. Quello che emerge chiaro e che quindi segna il passo rispetto alla prima indagine è il comprovato sistema di rapporti fra Mafia Capitale e il restante panorama della mafia italiana. Così Buzzi, in una telefonata Massimo Carminati del 21 marzo 2014, descrive l'incontro con Alemanno: “Buzzi riferiva del sostegno richiesto – scrive il Gip Costantini - in quell'occasione dall'ex primo cittadino (“no, no era pe' la campagna elettorale ... una sottoscrizione e poi se candida al sud”) e rappresentava al sodale come avesse individuato Campennì, indicato con il solo nome di battesimo, quale strumento idoneo per assecondare tale richiesta (“.. da Giovanni ... gli famo fa ...”).  

Nessuna mediazione. La replica di Gianni Alemanno non si è fatta attendere: “Bisogna finirla con questa balla della 'Ndrahgheta che, attraverso al mediazione di Buzzi, mi avrebbe fatto convergere voti in Calabria alle elezioni Europee del 2014. I numeri parlano chiaro: nei due comuni di riferimento del clan Mancuso, che sarebbe stato contattati da Buzzi, io ho preso un numero ridicolo di preferenze. A Limbadi ho preso solo 5 preferenze su 981 votanti e al comune di Nicotera 14 preferenze su 1901 votanti. Questi sono i due comuni dove, secondo le risultanze delle inchieste della Magistratura, c'è il maggior radicamento del clan Mancuso e non è pensabile che se questo clan si fosse mobilitato a muovere voti nei miei confronti i risultati sarebbero stati questi. Credo che tutta questa congettura derivi dall'ennesima millanteria telefonica di Salvatore Buzzi, ma in ogni caso io non ho mai ottenuto nè tantomeno richiesto aiuti elettorali da clan mafiosi”.