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Mafia Capitale, Rosy Bindi: "Roma non va sciolta, ma..."

Per la Presidente della Commissione Antimafia servono "strumenti straordinari". La giunta Marino, per il momento, quindi, non rischia.



Rosy Bindi

“Vista l'oggettiva straordinarietà della situazione di Roma, servono strumenti straordinari che il governo dovrebbe adottare, come un decreto legge che traendo spunto dalla situazione romana, introduca strumenti ad hoc per affrontare le difficoltà di Comuni molto grandi non da sciogliere o infiltrati solo in parte”. Parole di Rosy Bindi, Presidente della Commissione Antimafia, che parlando in merito alla relazione del Prefetto Gabrielli ha di fatto escluso uno scioglimento della amministrazione capitolina per le vicende legate a Mafia Capitale. 

Ipotesi decreto. Cosa servirebbe allora? La Bindi lo spiega poche parole dopo: “Ad esempio un decreto legge che traendo spunto dalla situazione romana, introduca strumenti ad hoc per affrontare le difficoltà di Comuni molto grandi non da sciogliere o infiltrati solo in parte”, perché – continua la Bindi - “serve una terza via tra scioglimento e non scioglimento, una sorta di tutoraggio e di assistenza dello Stato all’Ente locale senza che questo debba essere sciolto e commissariato”. 

Una piccola mafia. Nella sua relazione la Presidente ha poi aggiunto che nella Capitale esiste “una situazione gravissima se un Comune grande come quello di Roma si mostra fragile e indifeso di fronte a una piccola mafia, un sodalizio criminale che ha occupato spazi rilevanti, condizionando pesantemente l’azione politica e amministrativa». Insomma Ignazio Marino al momento potrebbe tirare un sospiro di sollievo sul prosieguo della sua Amministrazione anche se in Aula Giulio Cesare si dovrebbe quantomeno assistere - presto - ad una mini rivoluzione, dopo che lo stesso Sindaco – per cercare di ingranare una nuova marcia sulla gestione della città – ha imposto una valutazione dell’operato degli Assessori Comunali – Sabella escluso – dalla quale dovrebbe scaturire un mini rimpasto di giunta.