Notizie
Categorie: Calcio a 5 - C/5 Regionali

Marinelli: "L'Olimpus è la mia casa, ma sono felice di essere al Progetto Futsal"

Parla l'ex numero uno blues tra passato, presente e futuro: "Lasciare i blues è stata la scelta più difficile della mia carriera"



Francesco Marinelli (Foto © Cantarelli/Olimpus)Dopo 4 anni e la scalata dalla serie C2 fino alla A2, Francesco Marinelli lascia l’Olimpus e si prepara a vivere una nuova sfida sportiva. Con lui, parte il capitano della vittoria del campionato di B, nonché l’ultimo rappresentante della formazione protagonista delle tre promozioni in 4 stagioni. Un portiere di esperienza che in passato ha vestito anche le maglie di Proginf, Virtus Aurelia e Salaria Sport Village. Adesso, il presente di Marinelli si chiama Progetto Futsal, una nuova realtà del calcio a 5 regionale che, sotto la guida di Davide Del Papa, si prepara a vivere il prossimo campionato di C1. 


Francesco qual è la tua prima impressione dopo una settimana con la tua nuova squadra?

“Anche se sono passati pochi giorni, le impressioni sono positive. Mister Del Papa, invece, lo conoscevo già e mi ha fatto subito un’ottima impressione, sia come allenatore che come persona. C’è tanta voglia di crescere, nei primi giorni abbiamo ripreso l’attività e da oggi inizieremo a spingere”. 


Quale ruolo potrete ricoprire in questa C1?

“Ci teniamo a fare bene su tutti i campi. Ho scelto di venire qui sposando le parole della società che sono quelle di dare il massimo in ogni gara. L’impegno è importante, ma non sempre basta, per questo dobbiamo lavorare molto. Alla fine del girone di andata tireremo le somme e vedremo dove potremo arrivare. Ho comunque molta fiducia nei miei nuovi compagni e possiamo fare bene”.


Una rosa giovane con i “vecchi” chiamati ad aiutarli a crescere.

“Lucatelli e Volpes sono i giocatori con grande esperienza che devono far crescere i più giovani, anche perché io mi sento ancora giovane nonostante i miei 32 anni. La presenza di Monni, a cui mi lega un rapporto di amicizia decennale, è stata importante per scegliere di scendere dalla A2 alla C1. Non è stato facile prendere queste decisione, pur sapendo che in A2 avrei avuto poco spazio a disposizione, ma l’affetto per l’Olimpus è sempre stato ed è ancora grande. E’ stata una delle decisioni più difficili della mia vita sportiva”. 


A proposito dell'Olimpus, cosa ti senti di dire alla tua vecchia squadra?

“Quando si sono radunati, ho avuto subito un pensiero per i miei ex compagni. All’inizio c’è stata un po’ di malinconia e ho sentito alcuni giocatori, come Velazquez e Osni, a cui voglio fare un grande in bocca al lupo. Anche loro erano dispiaciuti per la mia assenza. A volte è necessaria la separazione. E’ stata giusta per me come giocatore e per loro come società. Ora sono al Progetto Futsal e sono felice di essere qui, ma porterò con me solo ricordi bellissimi dell’Olimpus. Quella è sempre stata e sarà ancora la mia casa. Mi capiterà di andarli a vedere giocare ed hanno tutte le carte in regola per fare benissimo, con una grande rosa ed uno staff tecnico di primo livello”. 


Dopo 4 anni a Roma nord, possiamo dire che per te è una nuova ripartenza? 

“Certamente. Non è mai facile scendere di categoria e passare da un tipo di allenamento come quello di serie B ad un come quello del campionato regionale. Lo scorso anno non ho giocato moltissimo, ma sono contento dello spazio che ho avuto. A volte sembro spavaldo, ma in realtà sono una persona umile e so che non avrei potuto vivere una serie A2 da protagonista. Bisogna saper riconoscere i propri limiti ed essere onesti nell’ammetterlo. Quest’anno torno a giocare sul sintetico, all’aperto e con un approccio alle gare che sarà certamente diverso. Starà a me riuscire ad immedesimarmi velocemente alla mia nuova realtà, non è mai facile farlo, soprattutto per un portiere”.


A tua avviso, qual è l’aspetto da curare di più?

“Sicuramente l’atteggiamento in campo. Non mi riferisco alla mia squadra, ma in generale. In C1 naturalmente c’è un modo diverso di preparare le partite, anche per motivi di tempo e perché ci sono meno allenamenti. Per questo ci sono anche meno possibilità per correggere eventuali errori. Sono entrato in squadra in punta di piedi e ascolto tutti, perché non si smette mai di imparare ed ho la massima fiducia in tutti i miei compagni, ma c’è molto da lavorare in vista dell’esordio in campionato.”


Per chiudere, cosa pensi della regola dell’Under che in C1 ha penalizzato il tuo ruolo?

“Quando ero in C1 ero contrario. Non per la regola in sé, ma perché non è quella giusta per far crescere e tutelare i giovani. In quella stagione in tribuna era pieno di portieri di età superiore ai 21 anni, anche con nomi importanti, costretti a fare gli spettatori. Se l’obiettivo è quello di far crescere i giovani, quello che si ottiene è di avere un portiere Under 21 e 4 giocatori senior di movimento con altri 2-3 che escono dalla panchina. Quindi il problema è che tutti gli altri Under non hanno minutaggio. L’idea di tutelare i giovani è giusta, in questo modo, però, non si raggiunge l’obiettivo. Sarebbe più giusto prendere provvedimenti per bilanciare i settori giovanili delle varie squadre. Altrimenti i costi delle società restano sempre gli stessi, ma se ai giovani viene tolto la passione per questo sport si rischia di andare nella direzione sbagliata, portando ad un calo di interesse, che è proprio l’aspetto principale da evitare”.