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Massimina eroico: così ha messo in difficoltà la Roma

Intelligenza tattica e qualità ad hoc; queste le armi della squadra di Spogani, che cade con onore di fronte ai giallorossi



Una fase del matchE’ risaputo che nel calcio occorre il congiungimento di molteplici fattori per arrivare al risultato. Una squadra forte, dotata di ottime individualità non è altro che una delle numerose sfaccettature che compongono il prisma di una partita. Considerando dunque che la Roma non ha mostrato la sua prestazione collettiva migliore, tenendo presente la sua palese sofferenza del campo in terra, senza dimenticare la qualità, la lungimiranza tattica, ma soprattutto il carattere fiero e indomabile che contraddistingue il Massimina, ecco che si è sfiorata l’impresa. Ad ostacolarne il compimento, un po’ di sfortuna unita, a doppio nodo, alla pesantissima ed imprevedibile variabile dell’espulsione di Rodà, nel finale di primo tempo. 


Grimaldello giallorosso La Roma fin dall’inizio si mostra alta, sul campo. Ad una circolazione di palla e ad un arretramento collettivo per far scoprire il Massimina e dunque allentarne i ranghi serrati, la formazione di Mattei preferisce l’assedio intensivo ed invasivo. Posti di fronte alla difesa, troviamo Calcagni e Silvestro a smistar palloni in Roma in avantiavanti, verso il tridente composto da Cancellieri, Paolocci e Travaglini. Cesaroni, giocatore dotato di grande tecnica e fantasia, agisce con più libertà, spaziando senza freni, dondolando dalla posizione di trequartista a quella di attaccante aggiunto, consentendo in questo modo lo sgancio ulteriore di uno fra i tre attaccanti del tridente, a cercare la profondità ed il cross o la conclusione. Ne deriva una forza penetrativa importante, che genera claustrofobia nella metà campo gialloblu. Spogani propone i suoi in un 4-1-4-1 con Antonini posto davanti alla difesa. Scelta felice, viste le buone doti balistiche e tecnico/fisiche del ragazzo, che ne fanno un mediano prezioso in partita. A seguire, Pizzino e Di Battista (straordinario quest’ultimo) a far da filtro, mentre ai loro fianchi, i rapidi Ioli e De Stefano. Lanari è l' unico baluardo del Massimina in avanti, in attesa del pallone buono. Fenomenale il suo lavoro in fase di non possesso, bravo a disturbare e ad innervosire la difesa avversaria (stanziata quasi permanentemente a centrocampo) durante la prima impostazione del gioco. La Roma non riesce a far male, malgrado l’accerchiamento ed il possesso palla a favore. Si mostrerà solo con alcuni calci di punizione di Cesaroni, dall’esito infelice. 


Parata e affondo Lo sbilanciamento dei giallorossi in avanti (inclusi i terzini, naturalmente) portano il Massimina ad avere alcune situazioni particolarmente favorevoli su ripartenza. Dopo dieci minuti di gioco, vediamo il primo due contro due del match, con Ioli, palla al piede, a cercare di lanciar Lanari, sbagliando. Al 23’ lo stesso Lanari in possesso Di Battista, grande prestazionedella palla combatte come un leone con Ciucci ed Isaia in raddoppio su di lui. A destra arriva come un treno De Stefano (non c’è nessun giallorosso su di lui): Lanari lo vede e lancia, troppo forte, palla sul fondo. Un brivido per la Roma, ma aspettate di vedere cosa succede poco dopo: al 26’ Antonini s’impone in mezzo alla mischia in mediana, allontana verso Lanari, che riceve  per poi pennellare un cross di righello a De Stefano, sulla destra, ancora una volta in vantaggio su tutti. A sinistra c’è Ioli in corsa: De Stefano prova il traversone, ma la palla termina alta. Questi aneddoti ci mostrano la forza, il volere del Massimina. Il prezzo che la Roma paga per il suo assedio è l’esser scoperta alle eventuali ripartenze. E i padroni di casa, per predisposizione dei singoli, sono particolarmente capaci di colpire in questo modo. Una vera squadra da scherma, da parata e affondo. La grinta, l’intelligenza ed i muscoli di Antonini, di Di Battista e di Lanari, per citarne alcuni, uniti alla rapidità degli esterni De Stefano e Ioli (manca Ianniccari infortunato, ma rientra anche lui nel discorso) sono le basi da cui partono i padroni di casa per terrorizzare una Roma che, per la prima volta, fatica a sbloccare la gara. Il gruppo di Mattei tuttavia non si scomporrà e troverà il vantaggio nel finale di primo tempo, poco dopo l’espulsione di Rodà, che chiude definitivamente la gara. Nel secondo tempo, girano i giocatori (Lanari, prosciugato, viene sostituito) e la Roma attacca e gestisce con più calma. Il Massimina non sfigura neanche in dieci. E forse questa è la più grande soddisfazione.