Notizie

Mattarella apre le porte del Quirinale, ma è bagarre sulla gestione delle visite

Da ieri, il Mibact ha affidato il servizio di accoglienza al Touring Club ed ai volontari. Profondamente indignati gli addetti ai lavori del settore, che lamentano una emarginazione crescente.



Image titleIl Quirinale diventa sempre più la “Casa degli italiani”, oltre che un monumento accessibile a tutti: infatti con la giornata di ieri è iniziato un nuovo corso per quello che per secoli è stata dimora papale prima e reggia sabauda poi. Infatti è stato dato seguito all’annuncio fatto lo scorso 2 giugno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in cui il Capo dello Stato intendeva aprire a tutti la sua residenza ufficiale.  Fin qui tutto molto bello ed ammirevole, se non fosse per la faccenda relativa al servizio di accoglienza dei flussi di visitatori, che è stato affidato ai volontari del Touring Club oltre che agli studenti e tirocinanti dell’Università di Roma. Una scelta che ha fatto letteralmente infuriare gli addetti ai lavori del settore, guide turistiche professioniste, storici dell'arte, archeologi e specialisti del patrimonio culturale, i quali a quanto pare non avranno parte attiva nello svolgimento dell’iniziativa, o almeno non per il momento. In effetti questa situazione costituisce la punta di un iceberg ben più grosso: già nel mese di novembre il coordinamento di Confassociazioni Beni culturali avevano convocato tutti i propri rappresentanti, scendendo in piazza in tutta Italia proprio per rivendicare la propria importanza nel panorama culturale nazionale oltre che la tendenza diffusa nell’ambito del MIBACT di ricorrere sempre più spesso ai volontari ed ai tirocinanti e volontari al posto dei lavoratori, cosa peraltro accaduta di recente anche negli scavi di Pompei, con 130 nuovi reclutamenti. Tutto questo per aggirare, evidentemente, delle eventuali spese, ma la faccenda a quanto pare è ben più delicata: i dati dell’Osservatorio Bandi Archeologici dell'ANA vanno segnalando una sempre più forte tendenza da parte delle Istituzioni a selezionare volontari in base ad una disponibilità finanziaria sempre più esigua. Ciò si impone agli occhi dell’opinione pubblica internazionale come una delle “vergogne” del nostro paese, che visto il suo patrimonio culturale, potrebbe fondare su di esso buona parte della propria economia.