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Mattei: "Contento per i risultati, ora voglio continuità"

Parla l'allenatore dei 2002 della Roma "I tornei? Utili per avere indicazioni sul gruppo" I complimenti a mister Trimani: "Frosinone, la squadra che mi è piaciuta di più"



Al termine di un intenso precampionato, il saldo della Roma può dirsi tutto sommato positivo: uscita dal Varani come terza del proprio girone, la formazione giallorossa raggiunge la finale del Serilli, perdendo di misura con l’Urbetevere padrona di casa. Si rifarà però al Memorial Testa, conquistandolo con tre goal ai danni del Tor Di Quinto nell’ultimo atto della competizione. Antonello Mattei, allenatore dei 2002 appare soddisfatto e, al tempo stesso, esitante: la condizione migliore è un traguardo distante, la strada da percorrere lunga e perigliosa. 


 Mister si è conclusa la movimentata fase dei tornei. Un bilancio? 

Il tecnico della Roma Antonello Mattei

 

“Si, abbiamo giocato parecchio. Sono stati giorni utili per conoscere il gruppo in generale, giorni in cui ci siamo confrontati sia con realtà internazionali che regionali. Posso dire che il Memorial Testa in particolare, dove abbiamo mostrato prestazioni in crescendo, mi ha dato indicazioni utili. Sono contento, anche se c’è da lavorare.”


 Scontato parlare della vostra ricchezza di talenti individuali. Dal punto di vista del gioco collettivo invece, quale opinione si è fatto? In alcune partite sembra già di vedere un gruppo unito e consapevole. 


 “Per quanto riguarda il gioco collettivo una squadra può sempre migliorare. Deve migliorare. Io credo che nelle ultime gare abbiamo fatto qualche passo in avanti, ma c’è ancora davvero tanto da fare. Quel che mi preme maggiormente è stimolare nei miei ragazzi lo spirito di sacrificio e la personalità nel gioco.   Attitudini che fanno la differenza.” 


 Entrando nello specifico, c’è un aspetto tra quelli da migliorare che la preoccupa maggiormente, che intende provare a correggere il prima possibile? 


“In questo momento, secondo me, la cosa più importante è trovare continuità nella qualità delle prestazioni offerte. Perchè è questa l’unica strada da percorrere, l’unica che permette, al singolo come al gruppo, di crescere.” 


 Tra le partite da voi disputate nel corso dei tornei precampionato, quale l’ha lasciata meno soddisfatto? 


“Sono state diverse. E anche all’interno delle gare andate bene ci sono state delle situazioni da rivedere e migliorare. Dobbiamo ripartire da quelle partite, devono darci lo stimolo per progredire. Un esempio? La partita con il Frosinone al Testa. Lì, oltre al risultato negativo (3-1, ndr.), c’è stato anche un brutto gioco da parte nostra.” 


 Un calo fisico o d’attenzione per gli impegni ravvicinati, dal suo punto di vista? 


“Un po’ tutto. è vero che abbiamo giocato quindici partite in venti giorni e questo, di certo, non aiuta a tirar fuori prestazioni lineari. Però, essendo noi una realtà professionistica, dobbiamo cercare la continuità anche in situazioni di questo tipo. Questo, io credo sia il vero scopo di un settore giovanile. Al di là del risultato.” 


 In particolare poi a quell’età.


“Eh si, è l’età del salto, diciamo. Sono ragazzi che stanno iniziando ad assaggiare la competitività: già da quest’anno in campionato, per non parlare poi del prossimo, con i Giovanissimi Nazionali.” 


 Il 17 ottobre si avvicina a grandi passi. Che idea si è fatto del girone, delle squadre sinora incontrate? Si aspetta qualche sorpresa?


“Questo è il mio terzo anno. Basandomi sulle mie esperienze, posso dire che c’è sempre qualcuno che cresce in maniera esponenziale nel corso della stagione. Mi aspetto questo, è tipico dell’età. Difficile però stimare già il valore delle varie partecipanti al girone. Posso solo dirmi contento, guardando al campionato generico, di aver affrontato il Frosinone. Tra le squadre incontrate nei tornei, è quella che mi ha divertito di più.”