Notizie
Categorie: Calcio a 5 - C/5 Nazionali

Matteo Blasimme: "Impossibile dire di no ad una piazza importante come quella di Ciampino"

Lunga intervista al nuovo portiere rossoblu: dal calcio al primo ritiro, fino al ritorno in campo nel calcio a 5 e la cavalcata trionfale con il Ct Eur: "Qui il modo giusto di vedere il futsal"



Matteo Blasimme (Foto © Ct Eur)Alla notizia dello scioglimento del Ct Eur, dopo la promozione in serie B, è iniziata la caccia ai giocatori che hanno fatto parte della corazzata guidata da mister Minicucci. Giocatori in grado di spostare gli equilibri e alzare l’asticella della rosa di qualsiasi squadra. Tra questi c’era anche uno dei massimi protagonisti della cavalcata del team biancorosso: Matteo Blasimme, portiere classe '82 di esperienza, carisma e affidabilità e che, non a caso, è stato cercato dalle maggiori squadre di serie B. Alla fine il numero uno ha scelto di sposare il progetto dell’Ardenza Ciampino targato Armando Pozzi. Blasimme ha una lunga carriera anche tra i professionisti. Cresciuto sui campi di calcio a 11, ha lasciato giovanissimo la capitale per trasferirsi nelle giovanili del Torino, dove ha vissuto una stagione anche in serie A assieme a Bucci e Pastine. Poi è sceso nella serie C e infine in D con quindi ha smesso di giocare. Quattro anni fa, poi, la scelta di dedicarsi al calcio a 5 con l’approdo al Ct Eur dove ha ottenuto la doppia promozione ed è iniziata la sua nuova carriera. 


Matteo, si è chiuso il ciclo del Ct Eur. Una cavalcata fantastica con un finale amaro. Cosa rimane di questi anni?

Sono stati quattro anni splendidi, caratterizzati da rapporti umani al di fuori di qualsiasi logica. Nello spogliatoio ha sempre regnato un’armonia particolare. In C2 con Riggio e in C1 con Minicucci e Zito abbiamo compiuto un grande salto. La squadra aveva grandi potenzialità che, però, non riusciva ad esprimere al meglio. Quest’anno il presidente ci ha messo a disposizione uno staff incredibile dando vita ad un mix che ci ha condotto ad una stagione grandiosa, anche se all’inizio nessuno avrebbe puntato su di noi. Poi è arrivata la notizia dello scioglimento del Ct Eur. Proprio nei giorni scorsi ci siamo ritrovati con la squadra per l’ultimo saluto. Rimane tanto amaro in bocca, ma sappiamo anche che i presidenti Grimaldi e Rubeo hanno fatto di tutto per cercare di mantenere la squadra, ma senza sicurezze è stato praticamente impossibile farcela.


Arrivata la notizia dello scioglimento è iniziata la caccia a tutti voi ex Ct Eur...

Questo è vero. Credo che, aspetto tecnico a parte, abbiamo dimostrato di avere tutti una mentalità vincente e questo ci sta giovando nella ricerca di una nuova squadra. Nel mio caso è stato diverso. Avevo già ricevuto alcune proposte che avevo congelato in attesa di conoscere il futuro del Ct Eur. 


Sei stato contattato dalle migliori squadre. Il miglior riconoscimento del lavoro svolto fatto in questi anni.

E’ una grande soddisfazione. Ci sono moltissimi portieri validi ed è sempre possibile trovare delle alternative per le società. Essere scelto tra tanti è, quindi, motivo di orgoglio e con l’Ardenza abbiamo praticamente chiuso in mezza giornata.


Blasimme con la sua nuova magliaPerché hai scelto l’Ardenza?

Avevo avuto contatti anche con altre squadre prestigiose e parlato con tecnici di valore assoluto. Un aspetto che mi ha lusingato e ringrazio chi mi ha cercato. Alla fine, però, non sono riuscito a dire di no ad una piazza importante come quella di Ciampino. Conosco l’allenatore, i giocatori e il loro modo di fare futsal ed ho fatto questa scelta.


Che idea ti sei fatto della squadra?

Sono tuttora convinto che lo scorso anno l’Ardenza fosse la squadra più forte della C1 e l’ho sempre detto anche quando eravamo primi in classifica. Credo che la scelta societaria di confermare per intero la rosa sia stata la migliore, perché è composta da giocatori in grado di portare avanti un eccellente campionato anche in serie B. Quando si hanno giocatori come Terlizzi, De Vincenzo e Giuliani, solo per citarne alcuni, è inutile stravolgere la squadra per poi cercarne altri dello stesso livello.


Quali sono i programmi per la prossima stagione?

Non si parla di obiettivi, ma di dedizione al lavoro per cercare di raccogliere il più possibile. Naturalmente si gioca sempre per vincere e affronteremo una categoria piena di squadre attrezzate e costruite per primeggiare, ma ci sono moltissimi esempi di formazioni partite senza i favori dei pronostici e che sono arrivate fino in fondo, proprio come il Ct Eur di quest’anno. L’aspetto più importante è che l’Ardenza sta facendo un programma più a lungo termine per costruire qualcosa di importante e che non duri solamente un anno. Penso che il loro modo di pensare sia quello più giusto, anche per soddisfare una piazza esigente come quella di Ciampino.


Anche la scelta di Pozzi è indicativa del pensiero della società. Ha già parlato con il tuo nuovo tecnico?

Si ho già parlato con il mister, che conosco da avversario, ma con il quale non ho mai lavorato. Ci sono tanti amici che invece ci hanno giocato insieme, come Tommaso Langiano, che mi hanno parlato del suo modo di lavorare. Come giocatore era fortissimo, un vero e proprio vulcano. Mi  stato raccontato che è un allenatore molto preparato tatticamente e a cui piace lavorare molto. Ci sarà tanto da imparare e penso sia la persona giusto per guidare una squadra come l’Ardenza.


Blasimme ai tempi del calcio a 11Tornando alla tue origini. Nasci nel calcio, vivi un’esperienza importante anche in A con il Torino. Poi la serie C, la D fino al tuo ritiro ancora giovane...

E’ stata una scelta forzata, ma avevo un bambino piccolo e non potevo spostarmi e quindi ho scelto di rimanere a Roma, anticipando il mio ritiro. Una decisione difficile. Ho sempre vissuto per il calcio al punto che sono andato via di casa a 13 anni. Ora che ho un figlio, riesco a capire cosa deve aver provato mio padre quando sono andato via. Dopo aver smesso con il calcio ho deciso di avvicinarmi al calcio a 5, che ho sempre visto come uno svago. Per come sono fatto, però, non riesco a non comportarmi da professionista e quindi ho messo tutto me stesso in questo sport di cui mi sono innamorato semplicemente vedendolo praticare.


Il passaggio dal calcio a 11 al calcio a 5 non è facile, soprattutto per un portiere. Come lo hai vissuto?

Ti racconto un aneddoto. Al primo allenamento con il Ct Eur, dopo appena un minuto, ho preso una violenta pallonata sull’orecchio da parte di Valerio Manzetti ed ho pensato subito che il calcio a 5 non fosse lo sport adatto a me. Il primo anno ho cercato di mettere in campo la mia esperienza mentre cercavo di imparare tutto quello che mi insegnavano. Col tempo ho avuto tante persone che mi hanno aiutato e sono riuscito ad inserirmi velocemente in questa nuova realtà.


Il ruolo del portiere è fortemente penalizzato dalla regola degli Under. Qual è la tua opinione a riguardo?

Il portiere nel calcio a 5 è determinante. C’è addirittura chi dice che vale oltre il 50% della squadra. Chi ha la fortuna di trovare il portiere giovane è bravo ne ha sicuramente un vantaggio, ma è difficile trovare 16 numeri uno Under già pronti per la C1. Gli allenatori, però, si trovano a dover affrontare una regola e devono prendersi dei rischi. Se però si sbaglia la valutazione e si getta in campo un giocatore molto giovane e non pronto, si condiziona il campionato della squadra, oltre a rischiare di rovinare lo stesso ragazzo. I giovani ci sono e se sono bravi giocherebbero a prescindere dalla regola che, a mio parere, obbliga le società a fare qualcosa di innaturale.