Notizie
Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Matteo Cerreti e la Semprevisa: "Qui per rilanciarmi"

Da quando il portiere difende la porta del club di Carpineto Romano la squadra ha subito un solo gol: "Qui ho trovato una società seria e un bel seguito di tifosi"



Matteo Cerreti con la maglia della Juve StabiaUna carriera importante alle spalle, quella di Matteo Cerreti, che da poco più di un mese ha deciso di rimettersi in gioco in Eccellenza con la maglia della Semprevisa. Guidonia in Serie D, Fondi in C2, Juve Stabia in B, poi Campobasso e Lamezia in C2 e il Gladiator in D. L’estremo difensore classe 1991 si racconta alla nostra testata: da quando è arrivato a difendere i pali del club di Carpineto Romano la squadra ha ottenuto sette punti nelle ultime quattro gare, subendo una sola rete (siglata da Giglio, ndr) nella sconfitta di domenica scorsa in casa del Cassino. Nella prossima giornata arriva la capolista Colleferro, match difficilissimo, ma Cerreti non si nasconde: “Venderemo cara la pelle, non partiamo battuti…”.

Quali sono state le piazze più importanti per la tua carriera? 

“L’esperienza più bella è stata quella di Guidonia in Interregionale, in cui arrivammo secondi con una rosa estremamente giovane, sorprendendo tutti gli addetti ai lavori: per me fu un grande trampolino di lancio verso i professionisti. Poi dico la Juve Stabia in Serie B, dove ho annusato il calcio vero e avuto la fortuna di giocare con calciatori del calibro di Sau, Danilevicius e Simone Colombi, che è anche un grande amico. Mi è rimasta nel cuore anche la splendida tifoseria del Campobasso, sono rammaricato per tutte le difficoltà societarie che ha avuto”.

Hai deciso di ripartire dalla Semprevisa, nonostante le difficoltà di classifica del club. Che ambiente hai trovato? 

“A Febbraio ero senza squadra e mister Scorsini mi ha offerto questa possibilità. Volevo rimanere nel Lazio e avevo rifiutato offerte da altre regioni. Ho trovato una società composta da ottime persone, che può godere anche di un seguito importante sugli spalti. C’è un gruppo composto da bravi ragazzi, con diversi giocatori di Carpineto che tengono in maniera particolare a questa maglia. Voglio dare il mio contributo a raggiungere questa salvezza per rilanciarmi”. 

Il lavoro di Scorsini ha iniziato a dare i suoi frutti e avete ottenuto sette punti nelle ultime quattro gare. 

“Il mister è bravo e preparato, ha fatto bene a Monterosi, Anguillara e anche a Cassino, nonostante l’esonero e meriterebbe categorie più importanti. Spero di poter lavorare con lui anche in futuro”.

Anche il tuo contributo si sta facendo sentire: da quando difendi i pali della Semprevisa avete subito solo una rete. 

“La sconfitta di domenica contro il Cassino ci sta, anche se potevamo fare di più. I tre risultati utili che avevamo ottenuto in precedenza hanno dato morale e ci hanno rimesso in corsa: ora dobbiamo metterci alle spalle il ko con i ciociari e tornare a macinare punti”.

In queste categorie i portieri sono penalizzati dalla regola degli under: spesso gli allenatori preferiscono avere un giocatore di esperienza in più in mezzo al campo… 

“Trovo che questa regola sia assurda. A mio giudizio un giovane se è bravo gioca, invece con questa normativa tanti scendono in campo finché sono in età di lega, poi smettono o finiscono nel dimenticatoio. L’obbligo degli under andrebbe tolto o quantomeno ridotto”. 

Sei tornato a giocare in Eccellenza dopo tanti anni: che categoria hai ritrovato? 

“Sicuramente impoverita, anni fa il livello era decisamente più alto e proprio l'obbligo dei giovani contribuisce a questo impoverimento. Ha influito anche la crisi economica, anche se fortunatamente ci sono ancora giocatori del calibro di Neri, Morelli o Giglio ad alzare la media”.