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Categorie: Calcio a 5 - C/5 Regionali

Mirafin, parla patron Raffaele Mirra: "Puntiamo al nazionale"

Non si nasconde il presidente rossoblu: dal campionato, al settore giovanile fino alla bomba di mercato Vinicius Bacaro



Il presidente Mirra e Vinicius BacaroLa Mirafin si presenta. Al Nuova Florida Sporting Club la formazione del presidente Raffaele Mirra ha alzato il velo sulla nuova stagione e lo ha fatto svelando ufficialmente anche la sua bomba di mercato: Vinicius Bacaro. L’ex giocatore di Latina e Lazio e campione d’Europa con la maglia della nazionale nel 2003 ha scelto di compiere un triplo salto di categoria, scendendo in serie C1. Una decisione che dimostra chiaramente quelle che sono le ambizioni della Mirafin. Una prima squadra che milita da 15 anni nel campionato regionale ed un settore giovanile capace di lanciare numerosi talenti, punta quest’anno ad ottenere il salto nel nazionale. Non solo Bacaro, però, al PalaPestalozzi sono arrivati anche giocatori come Fratini, Padellaro, Cece, Donat Cattin, Moranti e le conferme di Gullì e Lorenzoni per citarne solo alcuni. In panchina, infine, ci sarà Maurizio Salustri, capace di conquistare tre trofei in due anni alla guida dei Cosmos. I presupposti per una grande stagione, quindi, ci sono tutti, come conferma anche il presidente Raffaele Mirra, insignito il mese scorso con la Benemerenza regionale dal Cr Lazio.


Presidente, siamo alla festa di presentazione della nuova stagione. Con quali ambizioni vi presentate al via?

“La festa è il nostro punto di partenza per programmare la prossima stagione e archiviare quella passata, dove quasi tutti gli obiettivi sono stati raggiunti. In primis vorrei fare i complimenti ai miei collaboratori più stretti Stefano Rocchi e Claudio Gobbi per non essersi mai fermati una volta terminato il campionato. Il loro lavoro ha creato i presupposti per portare avanti un’ottima stagione. Hanno creato nuovi punti di saldatura portando nel mondo Mirafin personaggi di spicco dei Cosmos e del Valeas. Ho visto tutti i loro curriculum e sono persone di grande esperienza sul campo del calcio a 5 e dello sport. Io non posso che essere onorato per tutto questo”.


Quella di quest’anno sarà una C1 nuova a due gironi. Che idea si è fatto del nuovo campionato?

“Quando hanno deciso lo sdoppiamento del campionato non sono stato molto favorevole. La C1 a 16 squadre rappresentava la crema del Lazio, mentre ora, senza togliere nulla a nessuno, credo che il livello scenderà un po’. Per noi può essere anche un vantaggio. Dopo 15 anni nel regionale, dove abbiamo sempre puntato a mantenere la categoria, quest’anno abbiamo deciso di puntare con forza al nazionale. Noi abbiamo una rosa molto competitiva e se il livello dovesse essere un pochino inferiore, allora possiamo davvero raggiungere il nostro obiettivo”.


Dai Cosmos è arrivato anche mister Salustri. Qual è stato l’impatto con il nuovo tecnico?

“Conoscevo Salustri da anni, ma non avevo mai avuto l’occasione di viverlo da vicino. Ho avuto modo di incontrarlo più volte e sono rimasto meravigliato dalla sua esperienza e non posso che essere orgoglioso di averlo nella Mirafin. Sarà il trascinatore del nostro progetto”.


Un mister che avrà a disposizione una rosa importante...

“E’ vero. Noi stiamo provando a fare un progetto a lungo termine e a guardare al futuro perché, come già detto, vogliamo conquistare la serie B. Con questa rosa, se otterremo il nostro obiettivo, l’anno prossimo non dovremmo chiedere nulla a nessuno per preparare il campionato nazionale”.


Come si convince un giocatore come Bacaro a scendere in C1?

“A questa domanda dovrebbe rispondere lui. Io non posso che essere orgoglioso di poter portare nel nostro territorio un personaggio così di spicco del calcio a 5. Un innesto che non può che rendermi felice”.


Una Mirafin che può contare anche su un settore giovanile di altissimo livello. Quali sono i progetti stagionali?

“Per noi le giovanili sono sempre state la priorità assoluta e proseguiremo su questa politica. Alcuni ragazzi hanno scelto di andare via, ci dispiace, ma noi continuiamo per la nostra strada. Il settore giovanile deve essere il nostro serbatoio. In passato mi avevano proposto di fare una pubblicità, ma per fortuna non ne abbiamo bisogno. Lo scorso anno alla festa di inizio stagione c’erano talmente tanti ragazzi che non sapevo dove metterli. La Mirafin è ormai radicata nel territorio e vengono da tutto il circondario per giocare da noi. In questi 15 anni abbiamo seminato bene ed ora raccogliamo i giusti frutti”.


Tornando alla C1, ha avuto modo di osservare il lavoro delle altre squadre? Ce n’è una che teme particolarmente?

“Abitualmente guardo solo  alla Mirafin, mentre i miei collaboratori, come Claudio Gobbi, che è un grande esperto, mi forniscono le notizie necessarie. Quest’anno, però, abbiamo lavorato solamente per allestire qualcosa di importante da noi. Quando inizieremo la preparazione avremo modo di approfondire le altre società e di capire quali saranno quelle più pericolose”.