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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Mirko Bentivoglio, profeta in patria: "Tolfa è una famiglia"

Il "Toro" è uno dei grandi protagonisti del miracolo biancorosso: "Piedi per terra, servono altri 23 punti per la salvezza"



Mirko Bentivoglio Foto © ideanews“Nemo propheta in patria” recita un proverbio latino. Nessuno è profeta in patria, ma un'eccezione, almeno nel calcio, porta il nome di Mirko Bentivoglio, il “Toro di Tolfa”. Il bomber classe '81, già autore di 6 gol in campionato (sui 14 totali del club) e 3 in coppa, è uno dei grandi protagonisti del miracolo biancorosso, dopo aver contribuito a portare la squadra nel massimo campionato regionale. La matricola, infatti, con la vittoria di ieri sul Civitavecchia (grazie ad una sua doppietta) ha agganciato in vetta il Ladispoli a quota 23 punti e mercoledì scorso ha ipotecato il passaggio ai quarti di finale di coppa Italia grazie al 4-0 in trasferta alla Vigor Acquapendente. Un cammino sorprendente, tra l'altro ottenuto con un budget davvero minimo. Un piccolo grande miracolo sportivo di una squadra che si allena tre volte a settimana, che è andata avanti con un gruppo forte e sta dimostrando grande solidità. Bentivoglio, che di gol ne ha sempre segnati tanti, mantiene i piedi ben saldi a terra: viene da domandarsi come mai un giocatore del genere non sia stato una presenza fissa nel massimo campionato regionale...

Sembra che giocate da una vita in questa categoria, invece siete degli esordienti assoluti. 

“E' stato un grandissimo inizio di stagione, inaspettato per tutti, inutile nasconderlo. Abbiamo trovato la formula giusta, ma la stagione è ancora molto lunga. Mancano altri 23 punti per centrare l'obiettivo salvezza: quindi non montiamoci la testa, servono sacrifici e umiltà”.

Avete la migliore difesa del girone, poi magari arriva il gol di Bentivoglio. 

“Già nella scorsa stagione la retroguardia era il nostro punto di forza, la nostra arma in più”.

State ottenendo dei risultati sorprendenti con un budget minimo rispetto ad altre squadre. 

“E' lo stesso della scorsa stagione, qui giochiamo per passione, non per i rimborsi. E' una famiglia, non ci sono invidie e questo rende il gruppo ancora più solido”.

Che emozione dà vestire la maglia del proprio paese? 

“E' una gioia, un orgoglio e una grande responsabilità. La gente ti ferma in giro, ti segue con passione: ieri c'erano mille persone in tribuna, è stata una festa di sport”. Mirko Bentivoglio esulta dopo il gol nel derby Foto © Ludovica Mojoli

In panchina c'è tuo padre: che tipo di rapporto si è instaurato in campo? 

“L'ho avuto a Santa Marinella e nelle due stagioni qui, all'inizio è stato un po' strano, poi mi sono abituato. Non mi sono mai intromesso nel suo lavoro, la famiglia resta fuori”.

Viene da chiedersi perché uno come te abbia giocato così poco in Eccellenza in questi ultimi anni. 

“Non ho mai ricevuto grandi chiamate, ma è anche vero che avrei qualche problema ad allenarmi quattro volte a settimana per motivi di lavoro”.

Hai qualche rammarico nella tua carriera? Bentivoglio

“Nessuno, ho ottenuto ciò che meritavo, oltretutto mi sono rotto per due volte il crociato”.

Un altro giocatore che ha vestito per lungo tempo la maglia del Tolfa è Danilo Boriello, un portiere tra i migliori in circolazione. 

“Per noi è una sicurezza, anche se ogni tanto con le sue uscite dalla porta palla al piede ci terrorizza (ride, ndr). Scherzi a parte, ha dei piedi migliori di tanti giocatori d'Eccellenza”.

Cosa pensi della regola sugli under? 

“Quattro sono decisamente troppi. Personalmente toglierei il 1995, a venti anni devi giocare perché te lo meriti, non per una regola che ti tutela”.