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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Mirko Granieri via da secondo in classifica. Ma la società?

Analisi a mente fredda di una decisione che appare ingenerosa. Le colpe sono del tecnico? La società, di certo, non lo ha aiutato



Mirko Granieri Foto © Valerio CaprinoVogliamo analizzare l’esonero di Mirko Granieri da parte della Vis Artena a mente fredda, perché si è sicuramente più lucidi. Nel calcio, piaccia o meno, contano i numeri, specialmente per un allenatore: secondo posto con 32 punti, -7 dalla vetta occupata da un Città di Ciampino semplicemente stellare, 2 di vantaggio sull’Anzio terzo, 5 sulla quarta posizione. Dieci vittorie, due pareggi e quattro sconfitte. Senza dimenticare a finale di Coppa Italia e la salvezza raggiunta nella scorsa stagione tra mille difficoltà. Numeri deficitari? Non ci sembra affatto. Al di là di quello che possa pensare qualcuno della dirigenza rossoverde, la Vis Artena non partiva favorita: Cassino e Gaeta avevano speso tantissimo (probabilmente molto di più) eppure hanno fallito e si trovano alle spalle e a grande distanza da Scacchetti e compagni. La squadra gioca un buon calcio, ha avuto qualche passaggio a vuoto, ma l’allenatore a nostro giudizio non è stato aiutato. Tantissima la pressione che qualcuno ha caricato, dichiarando che “bisogna vincerle tutte” probabilmente perché totalmente inesperto di queste categorie. Non si fa mercato contattando 50 giocatori, non servono a nulla le sparate nelle interviste, non bisogna perdere la testa nel finale delle partite e prendersela con il direttore di gara (a proposito, attendiamo le decisioni del Giudice Sportivo): il Città di Ciampino capolista ha fatto una cosa elementare, che si sta dimostrando vincente. Un gruppo di grandi di spessore che hanno alle spalle anche campionati vinti (Tornatore, Pedrocchi, Panella, Carnevali, Martinelli, Macciocca, Citro, a cui si è aggiunto alla riapertura del mercato Casciotti) e diversi under di grandissimo livello (meno facili da raggiungere, anche solo per semplici questioni logistiche, alle squadre lontane da Roma). Anche la partenza di Francesco Prati, come abbiamo già avuto modo di dire, ci è sembrata un autogol: se è stata fatta per motivi disciplinari, il centrocampista deve essersi macchiato di qualcosa di molto grave per essere stato svincolato dopo quattro stagioni in rossoverde. Adesso il fardello è sulle spalle del nuovo tecnico, Fabrizio Liberti, che avrà la pressione di dover far meglio del suo predecessore: in bocca al lupo, ne avrà bisogno. Un'ultima considerazione: non prendiamoci in giro dicendo che l'esonero è stata "una decisione sofferta" da parte della dirigenza. La testa del tecnico era pronta ad essere tagliata al primo passo falso. Già con il Cassino Granieri era in bilico e si parlava di Liberti, poi ha vinto la gara. Bisognava solo aspettare: detto, fatto. Si dice che il calcio sia un gioco semplice, non sappiamo se sia vero o meno: di sicuro bisognerebbe ponderare le decisioni e non agire, come troppo spesso è accaduto alla Vis Artena, d’impulso. A mente fredda si è più lucidi…