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Montecassino si riappropria della sua storia

L’antico Cenobio benedettino recupera un’antica tarsia marmorea, scampata al bombardamento di settant’anni fa



foto©NicolaSeverinoA settant’anni dalla distruzione ed a cinquant’anni dalla ricostruzione, Montecassino non cessa la sua opera di riappropriazione della propria memoria storica recente. E’ infatti dei giorni scorsi la notizia della riacquisizione di un frammento marmoreo squisitamente intarsiato che faceva bella mostra di sé sulla tomba dei Santi Benedetto e Scolastica, sul retro dell’altar maggiore della Basilica benedettina, se vogliamo il “Sancta Sanctorum” di tutta il complesso monastico cassinense. Tale frammento si creò all’indomani dei bombardamenti quando tutta la tarsia marmorea che era posata al di sopra della tomba dei santi patriarchi fu ridotto in frantumi. L’archeologo e studioso benedettino Don Angelo Pantoni riusci successivamente a recuperarne sette pezzi, poi ricomposti non più nel luogo originario ma presso lo scalone che si apre appena dopo l’ingresso del portone Pax, che del cenobio, laddove sono raccolti tutta una serie di frammenti lapidei recuperati dopo i bombardamenti: l’ultimo pezzo, l’ottavo, passando in mano privata, fu portato ad Aquino e conservato nel locale Museo fino ad oggi, in cui è maturata la felice decisione di restituirlo a Montecassino. L’idea di una restituzione era già stata avanzata dal precedente direttore del Museo aquinate, Angelo Nicosia, nonché dall’ex sindaco Antonio Grincia. Mercoledi 28 gennaio, Festa di San Tommaso d’Aquino, i loro successori hanno permesso di dare corpo all’iniziativa: l’attuale direttore del Museo, il dott. Marco Germani, coadiuvato dal Sindaco dott. Libero Mazzaroppi e dall’Assessore alla Cultura, avv. Carlo Risi, si sono recati presso l’Abbazia benedettina, con i funzionari della Soprintenza per i Beni Archeologici e Storico-Artistici del Lazio: qui hanno consegnato il frammento nelle mani dell’Abate Donato Ogliari nel corso di una cerimonia svoltasi presso la Sala del Capitolo. Presenti il prof. Gaetano De Angelis Curtis, presidente del CDSC (Centro Documentazione e Studi cassinati), l’arch. Giuseppe Picano presidente dell’Archeoclub cittadino Latium Novum, con alcuni soci ed una folta rappresentanza della stampa locale. In tale cerimonia si è illustrato, oltre alla notevole importanza del pezzo recuperato, l’impegno che nel corso dei decenni non si è mai abbandonato, nel recuperare parti del Patrimonio della badia andate perse all’indomani del bombardamento, quando molti soldati, approfittando della distruzione, procedettero a portare con sé in paesi lontani dei frammenti delle opere danneggiate, a mò di “souvenir” (basti ricordare gli ultimi due recuperi, un candeliere ed un’altra tarsia marmorea, tornati a casa addirittura dalla Nuova Zelanda e dal Sudafrica).