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“Nel Cuore dello Sport – Se l’educazione fa centro”: oggi la presentazione ufficiale

Presentato stamane il corso di formazione dell'Ateneo cattolico, dopo un importante confronto sui valori dello sport. Tanti gli ospiti illustri, dal Cardinal Ravasi presidente del Dicastero Vaticano della cultura, a Giovanni Malagò numero uno del CONI.



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Si è tenuta questa mattina presso l’Aula Giubileo della LUMSA “Nel Cuore dello Sport – Se l’educazione fa centro”, un incontro di presentazione del corso di perfezionamento in “Formazione e management dello Sport” che lo storico ateneo cattolico ha attivato con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura e partner di prestigio, come l’Ufficio per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, il Panathlon International Distretto Italia, Associazione Medaglie d’oro e Special Olympics Italia, quest’ultimo dei quali presente in sala con una ricchissima delegazione. 

La tavola rotonda ed i singoli interventi.
Tante e varie sono state le presenze all’interno della sala convegni, dove a partire dalle 9 del mattino si sono succeduti una serie di ospiti illustri. Accanto a esperti qualificati come il responsabile per i servizi sportivi di TV2000, Giampiero Spirito, al Direttore del Corso di perfezionamento, Prof. Raniero Regni ed il Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, Dott. Edio Costantini, va segnalato anzitutto il Rettore della Lumsa, prof. Francesco Bonini il quale, salutando il nutrito parterre ha affermato che l’impegno che l’ateneo ha preso, a metà strada tra sport-chiesa “riprende una tradizione già consolidata e lo fa attraverso il tema dell'educazione, quale vero scopo della nostra università – aggiungendo inoltre che - la formazione a tutti i livelli non è però iniziativa della sola università ma di un insieme di soggetti che fanno necessariamente squadra”. Il Rettore ha poi concluso: “E’ arrivato il momento d investire con convinzione, facendo ciascuno la propria parte e lanciare così una rete coordinata, per la cui realizzazione noi ci mettiamo a disposizione”. Molto emozionato il dott. Giovanni Malagò, cui è andata la parola; il Presidente del CONI ha esordito dicendo che “Non mi sembra scontato che la LUMSA investa su di un corso di specializzazione sul mondo dello sport. Certo, se lo avessero detto pochi anni fa li avrebbero presi per pazzi! Ora invece ciò diventa segnale di modernità: oggi la vita cambia, i mestieri cambiano – ed ancora – se ieri vi erano professionisti che per diventare direttore di uno stabilimento seguivano corsi di economia, oggi si studia per  fare il direttore di un centro sportivo, come il Centro Don Bosco sulla Prenestina ad esempio. In realtà simili, ora ci sono problemi fiscali, contrattualistici, finanziari e servono persone preparate, non basta più l’approssimazione. Oggi il modello sportivo italiano si fonda in particolare sul sistema oratorio e con il CONI da 3 milioni di euro in investimenti si è passati ad 8 milioni, in netta controtendenza, puntando sul sociale perché il sociale funziona e potrà sempre contare sul mio appoggio”. 

La "Lectio" di Ravasi. 
Particolarmente affascinante è stato successivamentel’intervento di Sua Eminenza il Cardinal Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, il quale ha spiazzato tutti con l’incipit

Image title“Dio è sportivo”, apparecchiando poi quella che si è rivelata un’autentica“lectio” sul tema dello Sport ancorato all’universo della Fede. Da lì il Presule ha toccato una serie di citazioni a partire dall’Antropologia allaTeologia. In quest’ultimo caso egli si è soffermato più volte sulle Sacre Scritture dove, dall’Antico al Nuovo Testamento, sono molteplici le tracce di una visione religiosa (oltre che di un lessico) puramente sportivi. “Si può parlare dello Sport a partire dalla teologia” ha detto Ravasi, aggiungendo che “San Paolo ad esempio, nel brano tratto dalla prima lettera ai corinzi, usa due attività sportive: la corsa nello stadio ed il pugilato. Nelle corse nello stadio tutti corrono ma uno solo conquista il premio. Tutto linguaggio tecnico-sportivo che viene usato per rappresentare una dimensione nello sport che intravede la possibilità di trasmettere anche dei valori religiosi positivi”. Infine, hachiuso la fase dei saluti e degli interventi autorevoli il Responsabile dell’Ufficio Nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, Monsignor Mario Lusek, il quale ha sottolineato come “L’uomo scende in campo per sollecitare attraverso la Chiesa ciò di cui sono stato testimone: il gioco e parte essenziale dell'uomo. Dio è sportivo, ma la domanda più pressante è ‘la Chiesa lo è altrettanto? – E ancora – all’inizio, i cristiani consideravano lo sport come culto della forza eppure questo non è servito a cancellarlo, anzi  ne sono venuti fuori gli aspetti positivi, finendo così per valorizzarlo. Papa Francesco ha usato la frase ‘lo sport è di casanella chiesa’ ed è così. Speriamo che con questa iniziativa si possa di nuovo mettere in primo piano il tema della aggregazione cristiana, manifestato dallo sport come mezzo educativo alla vita buona, anche attraverso una competizione virtuosa”. Al termine di tali interventi è stato presentato il corso, che prevederà circa otto mesi nel suo sviluppo complessivo, suddiviso in quattro moduli per un computo totale di circa 200 ore e che servirà ad approfondire, formare e sviluppare la figura dei moderni professionisti nel campo della cultura e della educazione sportiva.