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Nella Capitale è iniziato l'intervento di restauro della Fontana del Babuino

Le operazioni, per un importo complessivo di 25 mila euro, sono interamente finanziate da Brioni, marca italiana di abbigliamento di lusso: il recupero si concluderà entro cinquanta giorni



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Dopo le Quattro Fontane, la Fontana del Quirinale e la Fontana di Trevi (inaugurata lo scorso 3 novembre) un'altra celebre fontana della Capitale si prepara a riacquistare la sua luce originaria: si tratta della Fontana del Babuino, una delle più famose della Città eterna, a cui il popolo romano attribuisce da secoli la qualifica di "statua parlante". L'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale ha annunciato con una apposita nota l'inizio dei lavori di riqualificazione monumento, resi possibili grazie ad una elargizione da parte di Brioni (marca italiana di abbigliamento di lusso). L'opera, in pessimo stato di conservazione, sarà oggetto di un lavoro di recupero dell'importo complessivo di 25 mila euro e verrà realizzato dalla ditta Giacomo Casaril (specializzata in restauro di materiale lapideo) ed avranno una durata massima di cinquanta giorni. La Fontana, che nella fattispecie è costituita da un sileno giacente su base rocciosa, era già stata resa oggetto di restauro nel 2007 con l'aggiunta di una inferriata con colonnine di pietra ma nel giro di pochi anni si è reso necessario un nuovo intervento. La Fontana ha una storia molto particolare: venne realizzata intorno al 1576, quando il nobile Alessandro Grandi, grato a Papa Pio V per aver concesso acqua del nuovo acquedotto Vergine alla sua dimora, fece realizzare la vasca su cui appose la statua, che era addossata proprio ad una parete del palazzo stesso. Mentre la vasca veniva adoperata per abbeverare i cavalli, il sileno venne ribattezzato "Babuino" perchè i romani paragonarono la sua bruttezza e la deformità fisica a quella di una scimmia ed anzi, il clamore tra il popolino fu tale che la strada - Via Paolina - mutò nome diventando "Via del Babuino". Alla scultura stessa inoltre venne data voce attraverso l'affissione ai suoi piedi di pesanti ed irriverenti composizioni satiriche, rigorosamente anonime, con cui il Babuino si pronunciava idealmente sulla situazione sociale, politica e religiosa di Roma; questo accadeva tanto con il Babuino quanto con Pasquino, Madama Lucrezia, Marforio, il Facchino e l'Abate Luigi (sculture spesso di origine romana, che erano e sono tuttora presenti in strade e piazze della Città eterna). Successivamente smembrato nel 1877 e rimosso dalla sua sede, il complesso della Fontana del Babuino fu ricomposto solo ottant'anni dopo, nel sito che tutt'oggi conosciamo, appunto in Via del Babuino.