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Categorie: Dilettanti - Serie D

Nicolas Chiesa - Lupa Roma, un addio sofferto. Il centrocampista classe '80 si prepara per una nuova avventura: "Serie D o Eccellenza? Poco importa, cerco una società seria"

L'esperto argentino, ora alla ricerca di una squadra, parla del suo trascorso con il club di Cerrai e guarda al futuro: "Mi piacerebbe giocare nel Rieti"



Il mondo del calcio è poco incline al romanticismo, lo sappiamo. A volte però non gira tutto intorno ai soldi, al rimborso mensile, al guadagno. A volte, certi giocatori, mettono al primo posto la passione e la gratitudine. Questo è il caso di Nicolas Chiesa e della sua Lupa Roma. Un addio sofferto, di quelli del “non vorrei, ma devo”.  L’argentino al momento è senza squadra, ma quando parliamo del club di Alberto Cerrai risponde: “Nonostante non faccio più parte della rosa, io mi sento ancora un giocatore della Lupa Roma”. Il mondo del calcio è poco incline al romanticismo, è vero. Per fortuna esistono ancora le eccezioni.    

Nicolas Hernan ChiesaNicolas, il capitolo Lupa Roma si è chiuso. Come giudichi questa esperienza? 

“Sono stati due anni semplicemente fantastici. Purtroppo nella scorsa stagione non ho giocato secondo i miei standard: sono sempre stato abituato a disputare almeno trentacinque partite l'anno, ma per alcuni problemi extracalcistici ho giocato meno, ho collezionato soltanto diciotto presenze. Per il resto che dire, non posso che ringraziare Alberto Cerrai per il trattamento riservato a me e alla mia famiglia”    

Come mai le strade si sono separate? 

“Purtroppo in Lega Pro c’è questo problema dell’età media, dove i giocatori di esperienza vengono penalizzati. A me è dispiaciuto tantissimo, ma la società ha dovuto prendere delle decisioni e ovviamente ha dato la priorità ai giovani. In attesa di trovare una squadra mi sto allenando con la Beretti: devo essere sincero, io mi sento ancora un giocatore della Lupa Roma”    

Tu hai sempre giocato in Interregionale. Il tempo però stringe, saresti disposto a disputare un campionato di Eccellenza? 

“Sì, io vivo in Italia da otto anni ed ho sempre giocato in Serie D, vincendo quattro campionati. Ho sempre cercato un società seria, professionale: poi che si giochi per la salvezza, per un campionato tranquillo e per la promozione poco importa. Che sia Interregionale o Eccellenza per me non fa differenza: l'importante è che ci sia rispetto e professionalità”   

C’è una squadra che ti attira particolarmente? 

“Non saprei (ride ndr). Forse il Rieti. Mi hanno sempre parlato bene della società di Fedeli e mi piacerebbe un giorno giocare per questo club”