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Non si placa la polemica sui Casamonica: nuovo show a “Porta a Porta”

Nel corso della trasmissione di approfondimento giornalistico Vera e Vittorino Casamonica hanno rilasciato una serie di imbarazzanti dichiarazioni. Sconcerto e indignazione nel mondo politico



Image titleUna bufera nel vero senso della parola: è ciò che si sta scatenando all’indomani dalla messa in onda della puntata di “Porta a Porta” all’interno della quale sono stati invitati Vera e Vittorino Casamonica, congiunti del capoclan Vittorio, scomparso lo scorso agosto e divenuto causa di una furiosa polemica, a seguito del suo “funerale-spettacolo” andato in scena nel quartiere Don Bosco, con tanto elicottero lancia fiori e di carrozza con cavalli. Un vero e proprio caso, che per settimane ha tenuto banco tra gli esponenti politici e l’intera opinione pubblica nazionale. Ora, nuovamente, questo ritorno alla ribalta, attraverso un’altrettanto discutibile ospitata televisiva e dichiarazioni a dir poco imbarazzanti. A destare particolare scalpore, in particolare, le dichiarazioni di Vera, figlia del capoclan scomparso la quale, negando l’evidenza, ha escluso categoricamente che la foto fuori dalla Basilica di Don Bosco a Cinecittà suo padre sia stato ritratto deliberatamente con sembianze che ricordano quelle di un pontefice. "Non era vestito come il papa – afferma Vera -, aveva i pantaloni blu anche se non si vedono. Forse siete voi ad aver interpretato male quell'immagine". Ma allo stesso tempo, sempre nel corso dell’intervista, la donna ha ammesso "Lo chiamavamo papa perché era troppo buono, come papa Francesco", suscitando l’evidente perplessità del conduttore e dei presenti in studio. Subito dopo, a telecamere spente, si è riaccesa furiosa la discussione nel mondo politico: il sindaco di Roma, Ignazio Marino ha definito tutto ciò “Inaccettabile in un servizio pubblico” aggiungendo "La partecipazione a una delle trasmissioni di punta del servizio pubblico Rai della famiglia Casamonica è grave. Oltre che paradossale. Credo che tutto ciò non sia accettabile in un servizio pubblico". Nel Movimento 5 Stelle invece è direttamente Beppe Grillo a farsi sentire, direttamente dal suo blog, parlando apertamente di "servizio pubblico paramafioso. La famiglia Casamonica – ha rilanciato Grillo - ospitata dalla Rai nel salotto buono di Bruno Vespa per esibirsi davanti a 1.340.000 di italiani (14,54% di share) nell'apologia di Vittorio Casamonica, il boss il cui funerale ha indignato Roma, è un oltraggio a tutti gli italiani onesti". Più pacato invece Matteo Orfini del PD il quale, circa l’opportunità di invitare tali ospiti nella trasmissione, parla di "grave errore”. Per la difesa, l’unico a replicare è il direttore di Raiuno, Leone il quale, a proposito della vicenda, parla di "trasparenza e completezza d'informazione, senza fare sconti di alcun genere e con l'interesse di fornire ai telespettatori il più ampio quadro possibile di notizie". A lui fa naturalmente eco Bruno Vespa, conduttore della trasmissione, il quale dichiara in maniera più marcata e diretta "Lasciateci fare il nostro mestiere" ed ancora "Abbiamo invitato due persone incensurate, molto vicino a Vittorio Casamonica che non era né un mafioso né uno spacciatore. La famiglia Casamonica è molto complessa e con un alto tasso di criminalità ma ripeto, i due ospiti sono incensurati. Vittorio Casamonica ne ha combinate più di Carlo in Francia ma non ha mai avuto avvisi di garanzia”.