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Note antiche e moderne a Santa Maria dell'Orto a Trastevere

In occasione della Festa titolare di oggi, il Maestro Porfiri eseguirà una composizione inedita



Un'immagine interna della chiesaNel cuore di Roma, in uno deitempli che maggiormente racconta i fasti dell'arte barocca romana, vaapprossimandosi un appuntamento che già si preannuncia carico di emozione:stasera, il compositore Aurelio Porfiri eseguirà il suo ultimo lavoro musicalee non a caso, avrà come location d'eccezione la sontuosa cornice della Chiesadi Santa Maria dell'Orto, in quel di Trastevere. Non a caso è stato sceltoquesto luogo: Aurelio Porfiri, da molti anni risiedente in Cina,  ha voluto legare la sua Arte a questoluogo proprio perchè testimone e punto di riferimento da diversi secoli per lacomunità asiatica della Capitale. Difatti, si hanno notizie di questo legamegià dal XVI secolo, quando alcuni ambasciatori giapponesi giunsero a Roma e,visitando questa chiesa, furono testimoni di un miracolo: tornati in Asia,alcuni di essi morirono come martiri cristiani. A tutto questo singolareconnubio di vicende storiche stasera dunque si darà ampio omaggio conl'esecuzione  in prima mondialedella “Missa in Festo Beatae Virginis Mariae de Horto”, nel corso dellacelebrazione  che  Mons. Giuseppe Marciante, Vescovoausiliare di Roma per il settore Est, terrà proprio per la festa della Madonnadell'Orto, che cade in tale giornata: felicissima anche la coincidenzadell'evento con la beatificazione di Paolo VI, che oggi si tiene in Vaticano.Il testo della “Missa” a quanto pare è un esperimento con cui il Maestro tentala strada di una sintesi tra le moderne esigenze liturgiche e la millenariatradizione della Chiesa, presentando uno scritto rigorosamente in lingualatina. Nel corso della cerimonia inoltre, Aurelio Porfiri riceverà la nomina aMaestro di Cappella onorario di Santa Maria dell'Orto. Per gli appassionati dimusica e di cultura quindi un appuntamento denso, da non farsi scappare:un'occasione ghiotta non solo per lasciarsi deliziare dalle note del MaestroPorfiri ma anche per ammirare gli interni dell'Arciconfraternita, la cuifabbrica iniziò nel cinquecento per poi trovare compimento nel corso dell'epocabarocca. Un vero scrigno di tesori artistici che, di opera in opera, si rivelaai propri visitatori come perfetto narratore della pietà cristiana romanesca diun tempo che fu.