Notizie
Categorie: Giovanili - Giovanissimi

Nuova Tor Tre Teste, Alfonsi: "Puntiamo al massimo risultato"

Il tecnico rossoblu non si nasconde, consapevole del blasone della società e del valore della sua rosa



Gianluca Alfonsi, tecnico dei 2001 rossoblu

Ambizione, atteggiamento vincente, serietà, competenza, senso imprenditoriale. Sono queste le prerogative dell’ambiente della Nuova Tor Tre Teste, caratteristiche difficile da riscontrare anche da altre parti. Gianluca Alfonsi, allenatore dei Giovanissimi Elite classe 2001, fa suo il credo rossoblu ed è pronto ad un'altra stagione ad protagonista insieme ai suoi ragazzi, per dare ancor più lustro alla blasonata società di via Candiani.


Come procede la preparazione estiva? La squadra lavora bene?

“Abbiamo iniziato il 18 Agosto, come al solito. Siamo rimasti insedi fino a Sabato, dopodiché ci siamo spostati a Cascia, dove resteremo fino a Sabato prossimo. Venerdì come disputeremo la consueta amichevole di inizio stagione contro i coetanei del Perugia, che quest’anno faranno i Giovanissimi Nazionali. La preparazione quindi procede in maniera tranquilla, fortunatamente non ci sono problematiche dal punto di vista logistico né da quello fisico ed iI ragazzi si allenano bene”.


La squadra ha perso cinque pezzi pregiati durante il mercato, sei soddisfatto della rosa che hai a disposizione?

“Nonostante abbiamo perso diversi elementi durante il mercato, la società ha lavorato bene anche in entrata prendendo diversi rinforzi che si stanno integrando nel modo giusto. Riusciremo a fare una squadra competitiva sulle basi poste l’anno scorso, ce la metteremo tutta per raggiungere i migliori risultati”.


Le cessioni di questi giocatori al professionismo rappresentano quello per cui lavorate, ovvero formare giocatori che siano pronti per il professionismo.

“Sicuramente l’input per una società come la Nuova Tor Tre Teste, che opera nel settore giovanile, è quello di formare giocatori pronti al salto nel mondo del professionismo. Oltre alla realtà dei classe ’01, in cui è stata fatta un’ottima stagione, avvalorata da cinque cessioni importanti, in generale la società ha superato le venti cessioni al professionismo. Questo fa capire che non è un lavoro isolato che riguarda una determinata categoria, bensì un lavoro che caratterizza tutto l’ambiente della Tor Tre Teste e tutti gli staff tecnici. Miriamo a far crescere i ragazzi, senza togliere l’occhio dal risultato, che avvalora il prestigio della società: lavorare bene, e quindi formare i ragazzi, è consequenziale a raggiungere sul campo buoni risultati”.


Tornando ai tuoi ragazzi, queste cinque cessioni al professionismo testimoniano il livello di certi elementi, pronti a quel tipo di calcio. Un aspetto che si era ben visto nei tornei in cui avete giocato alla pari con società professionistiche.

“Sicuramente la società ha acquisito un blasone che ci permette di competere, nel corso dell’anno, in manifestazioni importanti. L’aver fatto bene in quei tornei ha rappresentato una vetrina non solo per la società, ma anche ovviamente per i ragazzi. Le diverse società hanno potuto scegliere in base alle loro esigenze, e questo ha fatto sì che si creassero poi determinate situazioni di mercato. Gli ambiti di cui parliamo sono grandi vetrine, con molti osservatori, e non si limitano al contesto nazionale, come nel caso del Memorial Laura Nardoni o del Memorial Halima Haider. Queste occasioni valorizzano i nostri ragazzi, e grazie anche a buone prestazioni abbiamo fatto sempre bella figura”.


Il gruppo dei '01 nella passata stagioneNella passata stagione vi siete fermati in semifinale, come anche i classe ’00 che militavano nei Giovanissimi Elite: l’obiettivo è sempre il Titolo?

“La Tor Tre Teste ormai da anni punta al massimo, in tutte le categorie anche se per i Giovanissimi è quasi una tradizione. L’anno scorso ci siamo fermati in semifinale, ma quella ella Tor Tre Teste è una grande tradizione, siamo sempre arrivati in fondo. Abbiamo poi questo input di formare giocatori e far crescere ragazzi, non ci fermiamo ad una sola annata positiva ma continuiamo a valorizzare quei giocatori che pensiamo possano esplodere e approdare in palcoscenici importanti. Puntiamo al massimo risultato, senza però perdere di vista quelli che sono gli obiettivi primate, ovvero la crescita dei ragazzi e la loro valorizzazione in ottica professionismo”.


Terrai il gruppo dei classe ’01, un collettivo che conosci bene: ritroveremo in campo le stesse caratteristiche che la squadra ha mostrato nella scorsa annata?

“Siamo ancora in una fase ‘embrionale’: abbiamo perso qualche giocatore ed è normale che l’idea ed il modello del gioco vanno di pari passo con quelle che sono le qualità dei singoli giocatori. Siamo ancora in allestimento, abbiamo inserito elementi di valore che però si devono adeguare alle nostre idee, e noi, in particolare io come allenatore, alle loro caratteristiche, in modo tale da farli rendere al meglio. E’ presto per dire quale sarà il modello o la linea di gioco: come credo personale, la qualità e la ricerca del bel gioco sono punti focali, sono gli aspetti che valorizzano i ragazzi. Bisogna arrivare al risultato, facendo intendere ai giocatori certi valori e certe idee di gioco: per me è importante farli ‘pensare calcio’ e farli crescere sia dal punto di vista mentale che calcistico. Vedendo le prerogative dei giocatori, cercheremo di proporre un modello vincente”.


Infine chiudiamo parlando del livello del campionato: quest’anno non ci sono le professioniste, ma sono presenti diverse compagini di valore. Le tue impressioni?

“Oramai sono anni che faccio sette giovanile, e alla fine le squadre che arrivano in fondo e ci daranno filo da torcere durante la stagione sono sempre le stesse. Per quanto riguarda i 2001 le conosco bene, vedendo anche l’andamento della passata stagione: Vigor Perconti, Savio, Lodigiani, Urbetevere, Tor di Quinto sono le formazioni che sono arrivate più in alto, escludendo Lazio e Roma, e presumo che si siano rinforzate e che ci metteranno in difficoltà”.