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Omicidio Pasolini, la verità di Pelosi: “Fu ucciso da tre persone”

Questa la dichiarazione di colui che già è stato condannato a 10 anni di reclusione per l'assassinio del regista cambiando così la sua versione dei fatti. L'esame del DNA parla chiaro: al momento del delitto del regista era presente almeno un’altra persona.



Image title“Pasolini è stato ucciso da tre persone. Picchiato a sangue con me presente”. Queste le frasi più significative dell’appena terminato interrogatorio sull’omicidio Pasolini, di Pino Pelosi detto “la Rana”, già condannato a quasi 10 anni di reclusione per l’omicidio del regista. Nel nuovo riscontro condotto dal Pm Francesco Minisci, Pelosi sembrerebbe dunque aver confermato l’ipotesi del regista Sergio Citti per il quale Pelosi fu usato come “esca per Pier Paolo” che venne ucciso all’idroscalo di Ostia, dopo essere stato attirato in quel luogo dalla promessa di “incontrare chi aveva rubato le pellicole di Salò e le 120 giornate di Sodoma”.

Pino Pelosi detto "La Rana"Un terzo DNA. L’indagine era stata riaperta a metà del 2010 quando il cugino del regista, Guido Mazzon, assistito dall’avvocato Stefano Maccioni, aveva presentato una nuova denuncia agli organi inquirenti. Da questo atto erano partite le nuove indagini che assistite dall’analisi del DNA hanno portato alla scoperta di tracce organiche fino a quel momento non rilevate sugli abiti di Pasolini. Da questo accertamento, è arrivata quindi la richiesta per il nuovo interrogatorio di Pelosi che come aveva anticipato il suo legale Alessandro Olivieri, non si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

L’omicidio. Pelosi in un primo momento aveva raccontato di essere stato il solo ad essere presente al momento della morte del regista, avvenuta all’idroscalo di Ostia. I due si sarebbero incontrati nei pressi della Stazione Termini dove il regista sarebbe andato alla ricerca di una compagnia per la notte: qui avrebbe fatto salire in macchina Pelosi dirigendosi poi verso il litorale romano per completare un rapporto sessuale: “Pasolini mi aveva detto di andare a mangiare una cosa e farci qualche toccatina. Avevo diciassette anni, ero immaturo, mi avrebbe dato ventimila lire”. Durante la serata poi probabilmente un litigio avrebbe portato al fatto penale nel quale Pasolini ha trovato la morte. Secondo la prima ricostruzione di Pelosi quindi, la sera del 2 novembre 1975 nell’angolo appartato nella Alfa Romeo Gt del regista ci sarebbero state solo due persone: Pasolini e Pelosi. 

Il luogo del delittoAltre tre persone. Nel 2005 Pelosi però ritratta. Racconta di essere stato lungamente intimidito durante questi anni da persone – non meglio identificate – che lo avrebbero costretto al silenzio sotto la minaccia di fare del male a lui e alla sua famiglia. Una versione diametralmente diversa da quella fornita per trent’anni dall’allora ragazzo di vita romano. Secondo la nuova versione quindi, Pelosi dopo aver consumato un rapporto con Pasolini, sarebbe sceso dalla macchina per urinare: a quel punto sarebbe stato fermato da almeno tre persone che gli avrebbero intimato di non intervenire mentre si avventavano sul regista, massacrandolo di botte. “La Rana” racconta di essere stato bastonato anche lui con una mazzata sul naso, poi picchiato, strattonato: eppure quando Pelosi venne fermato dalle forze dell’ordine per eccesso di velocità, sui suoi vestiti – in perfetto ordine nonostante la presunta colluttazione - non venne ritrovata alcuna traccia di sangue.

I dubbi. Una nuova ricostruzione quella appena rilasciata da Pelosi che quindi contrasta con quanto dichiarato nelle precedenti deposizioni e che non sana gli ancora diversi interrogativi di una morte che da subito presentò dei punti oscuri. Quando venne ritrovato il cadavere di Pasolini, gli agenti incaricati non procedettero alla recinzione del luogo dell’omicidio, permettendo a curiosi e passanti di avvicinarsi al corpo, con una inevitabile possibilità di inquinamento delle prove. Inoltre verso le 9 di mattina un gruppo di circa 20 ragazzi iniziarono a giocare a pallone in un campo a pochi metri dal luogo del delitto: dietro una delle due porte verranno in seguito ritrovati una camicia e un bastone insanguinato con il sangue e il cuoio capelluto del regista. Resta infine da spiegare perché il cadavere di Pasolini venne ritrovato a circa 70 metri dalla macchina e perché al momento del ritrovamento non venne chiamato un medico legale per procedere alla prima analisi patologica.