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Categorie: Dilettanti - Nazionali

Operazione "Dirty Soccer", Juve Stabia - Lupa Roma sotto lo spettro combine

Il Pm Romano ha evidenziato "reticolati sistemi di corruttela in cui ognuno figura quale artefice e beneficiario... in un mondo permeato di corruzione privata sportiva"



C'è anche una partita della Lupa Roma fra le gare finite sotto la lente di ingradimento delle Forze dell'Ordine che fra la notte di ieri e la mattina di oggi hanno proceduto all'arresto di oltre 70 persone per quello che si inserisce in un nuovo ed ulteriore filone di calcioscommesse. L'operazione "Dirty Soccer" condotta dal Pm Elio Romano ha svelato un mondo di soldi e malaffare che ruotava intorno al calcio dilettantistico di tutta Italia. E gli effetti della apertura del mondo delle scommesse anche al calcio "minore" ha mostrato in questa operazione tutti i rischi di un mercato difficile da gestire perchè senza la prova tv (le partite della Lega Pro e della Serie D non hanno sempre copertura televisiva) ci si deve affidare solamente ai referti della terna arbitrale che, ovviamente, non possono considerare gli episodi in campo come pilotati.

Gli atti firmati dal PM Romano

Dirty Soccer Il Pm Elio Romano sottolinea come la novità di questa operazione sia però il coinvolgimento diretto e contestuale della 'Ndrangheta: infatti proprio indagando sulla cosca Iannazzo di Lamezia Terme, gli uomini della Squadra Mobile di Catanzaro e dello Sco Centrale, hanno scoperchiato un vaso di Pandora che ha coinvolto non solo malavitosi di professione, ma anche - e soprattutto - i protagonisti del calcio. Alla fine il conto delle partite ritenute truccate conta 15 gare di Lega Pro e 13 di LND, con un totale di 33 squadre coinvolte, mentre si ritiene vi fossero influenze anche su gare di Serie B e di Coppa Italia di Serie A. 

L'organizzazione Nelle oltre 1200 pagine che compongono l'inchiesta, il Pm Romano firma un'indagine che dipinge una struttura piramidale "alimentata anche dal denaro che proviene dai signori delle scommesse e cioè personaggi, di cui alcuni ancora non identificati, che vivono in Asia (Kazakistan), nell'est d'Europa (Serbia e Slovenia) ed in Russia e che, comunque, in Italia hanno la loro longa manus nel gruppo criminale. Attraverso la mediazione di dirigenti sportivi disonesti e avventurieri in cerca di facili profitti, i finanziatori stranieri irrorano le casse delle organizzazioni criminali oggetto d'indagine fornendo denaro ai criminali 'nostrani', che lo usano in primis per corrompere i calciatori in modo da avere partite combinate su cui scommettere e realizzare ingenti guadagni, sempre senza l'alea propria della scommessa". Se poi la combine pensata salta arrivano le estorsioni e il sequestro di persona a scopo di estorsione.

Juve Stabia - Lupa Roma 2 - 0 Le indagini delle Forze dell'Ordine - lo scrivevamo in apertura - hanno coinvolto anche la partita del Girone C di Lega Pro fra le vespe campane e la formazione laziale, le prime al secondo posto a quota 19 punti mentre l'undici di Cucciari seguiva a quota di 17. In campo, al triplice fischio, il risultato si fissa sul 2 a 0. Fin qui nulla di strano, con il secondo ko stagionale per gli ospiti e il Menti ad esultare alle reti di Gammone e Ripa. Quello che ha portato la partita, invece, sotto la lente delle indagini è invece l'anomala portata di "segni 1" sulle scommesse che ruotavano sulla gara per un totale di 68.000 euro. Un dato anomalo - rispetto alle altre gare di cartellone - che ha fatto partire le indagini: dalle intercettazioni sono poi uscite le responsabilità del Direttore Sportivo dell'Aquila Calcio, Ercole Di Nicola che avrebbe passato le informazioni necessarie al gruppo di slavi che dovevano scommettere sull'evento. Negli atti giudiziari si legge in particolare come "DI NICOLA Ercole, offriva/prometteva a partecipanti a quella competizione sportiva, allo stato non identificati, denaro o altra utilità o vantaggio, affinché la squadra della Lupa Roma uscisse sconfitta dall’incontro di calcio di LEGA PRO GIRONE C con la squadra della Juve Stabia, disputato in data 1.11.2014, conclusosi poi effettivamente col risultato di 1 a 0, in favore della Juve Stabia". Dalle carte si apprende inoltre come "i membri dell’associazione criminale erano in rapporto reciproco, scambiandosi dietro corrispettivo, le informazioni sugli eventi sportivi, sui quali era possibile scommettere, ottenute grazie alle conoscenze acquisite nell’ambito delle frodi sportive". Un meccanismo collaudato insomma che ha portato ai fatti del Girone C in una vicenda illecita che vede coinvolti "DI LAURO, DI NICOLA, MILOSAVLJEVIC Uros, BRDANIN Aleksander e JOVICIC Milan. In particolare - si legge ancora - gli indagati stranieri, la sera del 29 ottobre 2014, contattavano DI NICOLA dandogli appuntamento al venerdì successivo. In quella occasione, DI NICOLA forniva ai “compari” una scommessa da giocare, dando per certa la vittoria della JUVE (da conversazioni successive si riferisce alla JUVE STABIA) nella partita che sabato 1 novembre 2014 l’avrebbe opposta alla LUPA ROMA. Il DI NICOLA percepiva, quale compenso per l’informazione resa ai complici stranieri, la somma di 8.000 euro.

Michele JOVICIC: Ercò...
Ercole DI NICOLA: dimmi...
Michele JOVICIC: abbiamo l'accordo che lo vince Juve, giusto?...
Ercole 
DI NICOLA: si, perché?...
Michele JOVICIC: lui ha già scommesso “uno”.... (inc.) e solo per vedere, mettiamo “uno” o mettiamo “due”?... mettiamo “uno”, ok?
Ercole 
DI NICOLA: si, si...
Michele JOVICIC: ok, ci sentiamo... stasera... ci stava nel ring... ci vediamo che... che ci... quando c'è... al ritorno di casa tua... va bene a dopo......omissis...

Circa mezz’ora dopo JOVICIC Milan detto Michele contattavano DI NICOLA rendendogli il corrispettivo richiesto, in termini di eventi sportivi su cui fare facili scommesse. Questa volta, l’evento indicato non era, come anticipato, una partita di basket, ma un incontro di calcio, che l’interlocutore avrebbe precisato inviando un messaggio a DI NICOLA".