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Ostiamare, senti Carrera: "Stagione esagerata"

Abbiamo ripercorso con il capitano biancoviola le tappe di un'annata culminata con la vittoria del titolo regionale: "Perchè sono così felice? Quando hai tutti contro è bello far cadere i pregiudizi e far vedere quanto vali in realtà"



Il successo dell'Ostiamare è una di quelle vittorie che non può non rimanerti impressa. I biancoviola hanno infatti stupito tutti guadagnandosi, settimana dopo settimana, un titolo che ha tutto il sapore dell'impresa. La cavalcata compiuta da Ranese e i suoi ragazzi non ha conosciuto ostacoli culminando poi in una finale al cardiopalma dove, con una rimonta da brividi, i lidensi si sono presi un titolo regionale mai stato tanto dolce. Cuore pulsante dell'Ostiamare non può che essere Saverio Carrera, centrocampista e capitano, con cui ci siamo divertiti a ripercorrere le tappe più belle di una stagione che, a Ostia e dintorni, difficilmente potranno dimenticare.

Allora Saverio, partiamo dalla fine, o meglio, dalla finale di Cerveteri
“Che dire, la prima cosa che mi viene in mente sono quei due gol che abbiamo preso e di come mi sentivo abbattuto”.

L'inizio in effetti non è stato dei migliori
“Gia l'anno scorso siamo usciti ai quarti per 2-1 contro la Lodigiani, già rivedevo lo stesso film”.

Il finale però stavolta è stato decisamente diverso
“Abbiamo lottato. Poi il mio gol, il rigore di Mirante, e la rete di Morra ci hanno permesso di rialzarci e di conquistare questo titolo”.

L'esultanza dopo il gol in finale © GazzettaRegionaleLa rimonta che avete inscenato ha avuto del clamoroso. Quale è stato il vostro segreto?
“Nessun segreto. La cosa più importante è stata la forza del gruppo. Siamo stati uniti tutto l'anno, in una stagione dove siamo riusciti a partire primi in classifica e arrivare primi in classifica. Poi, a rendere tutto ancora più bello, c'è stata la rimonta da 0-2 a 3-2. Se c'è qualcosa che ha fatto davvero la differenza in questa finale è stata la forza del nostro gruppo”.

Di la verità però, sul 2-0 per la Tor Tre Teste credevate ancora alla vittoria?
“Sinceramente sull'1-0 ancora pensavamo di potercela fare ma subìto il 2-0...”.

Cosa vi passava per la testa in quei momenti?
“Ci siamo trovati sotto di due gol praticamente subito, abbiamo anche temuto di fare una figuraccia. E' stata dura ma non ci siamo abbattuti. Dopo un campionato come quello che abbiamo fatto sarebbe stato ingiusto perdere proprio in finale”.

Tu, da capitano, come vedevi la squadra?
“Vedevo gli sguardi un po' persi però quando ho fatto gol non ho perso tempo ad esultare. Ho subito detto di rimettere la palla al centro e di andare a vincere. Negli spogliatoi alcuni ci credevano ancora altri erano un po persi, poi però ci siamo rialzati tutti e abbiamo continuato a lottare insieme per arrivare all'obiettivo”.

Dopo il tuo gol, decisivo è stato un secondo tempo giocato alla grande. Cosa vi ha detto Ranese negli spogliatoi?
“Il mister non ci ha rimproverato nulla, in fondo i gol sono arrivati da due nostre disattenzioni. Non riuscivamo a valorizzare le nostre azioni il mister non ha fatto altro che darci la carica. A quel punto ci siamo guardati negli occhi, ci siamo detti che eravamo i più forti e poi in campo lo abbiamo dimostrato tramite il gioco”.

Un'impresa che, alla fine, è arrivata. Come ci si sente ad essere i campioni?
“Un'emozione che mi rimarrà per tutta la vita. Quando ho sentito il triplice fischio nn ci credevo e ancora non ci credo. E' un onore essere i più forti della regione e averlo dimostrato con una partita memorabile non è una sensazione spiegabile a parole ma chi l'ha vissuta sa di cosa sto parlando”.

A rendere tutto ancora più speciale per te c'è stato il gol. Dimostrazione del fatto che, dopo quello in semifinale e quello contro l'Urbetevere, nelle partite importanti ti esalti.
“Non sono uno che segna spesso, ne ho fatti sei quest'anno. Quando ho segnato in finale gli altri quasi non ci credevano (ride, ndr). Questa è la prova però che, nelle partite importanti, se dai l'anima, se dai il cuore prima o poi il gol viene”.

Carrera, capitano dell'Ostiamare campione © Gazzetta RegionaleLa vittoria in finale arriva dopo una stagione ai vertici. Vi aspettavate un anno da protagonisti?
“Be' no, la vittoria del titolo è stata inaspettata anche per noi. Inizialmente l'obiettivo era quello di arrivare ai playoff poi, partita dopo partita, abbiamo cominciato a credere nel primato. Arrivati alle finali ci siamo detti che dovevamo far di tutto per coronare al meglio una simile stagione”.

Punto caldo del campionato è stato sicuramente il testa a testa con l'Urbetevere
“Non è stato facile ma siamo stati bravi a reggere l'impatto psicologico. Sapevamo di doverle vincere praticamente tutte sperando poi che l'Urbetevere perdesse o pareggiasse. Nel finale di campionato poi la tensione rendeva tutto molto più complicato perchè, anche con le ultime in classifica, sapevi che dovevi vincere per forza per non perdere il primo posto. Alla fine però ce l'abbiamo fatta grazie alla forza della squadra e al mister che ha saputo farci mantenere la concentrazione giusta”

In un campionato praticamente perfetto, c'è una partita che cancelleresti?
“Probabilmente quella con il Savio in casa nostra. Abbiamo perso 3-1 e per noi è stato un duro colpo. Un'altra è sicuramente quella in casa con la De Rossi dove abbiamo perso punti senza senso. Abbiamo commesso il grave errore di andare a giocare con superficialità e ne abbiamo pagato le conseguenze”

Saverio, se non hai altro da aggiungere chiuderei facendoti i complimenti
“Be' veramente qualcosa vorrei aggiungerla...”

Ah sì, e cosa?
“Dico che sono contento di aver chiuso l'anno con questa vittoria dopo una stagione in cui tutti ci davano per sfavoriti. Mi ricordo che dicevano che non saremmo arrivati ai playoff, poi che saremmo usciti ai quarti e prima della finale ricordo titoli come Ostiamare contro il gigante Tor Tre Teste. Ecco perchè questa vittoria mi rende davvero felice, quando hai tutti contro è bello far cadere i pregiudizi e far vedere quanto vali in realtà”.