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"Pallacorda" di idee e proposte per ripensare la Rai: continuano gli incontri

Alla discussione hanno partecipato anche Lucia Annunziata, Carlo Rognoni e Marcello Sorgi



Image titleContinuano gli incontri del Seminario “Pallacorda di idee e proposte per ripensare la Rai” presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione alla “Sapienza” di Roma. Ieri il terzo incontro dal titolo “Informazione e/è Servizio Pubblico”. Ad intervenire Lucia Annunziata, ex Presidente della Rai e direttore dell’ Huffington Post, che ha proposto la creazione di due emittenti televisive sul modello della BBC inglese, una di intrattenimento, l’altra di informazione. Carlo Rognoni, giornalista ed ex consigliere della Rai, ha parlato di riduzione delle testate giornalistiche e ha sottolineato la necessità di una governance in grado di ragionare in termine di responsabilità pubblica. Sul ruolo del giornalismo nel Servizio Pubblico, molto interessante è stata l’opinione di Marcello Sorgi, ex direttore della Stampa, che ha posto l’accento sull’importanza di un’informazione politica di qualità che esuli dalla noia autoriale dei talk show più comuni. Molto interessante anche la ricerca presentata da Paola Barretta dell’Osservatorio di Pavia. L’indagine mostra la tendenza diffusa del giornalismo italiano a soffermarsi su alcune notizie, tra cui quelle della politica, dell’economia e del lavoro e della criminalità. Proprio la questione della criminalità, centrale nella scelta delle notizie delle emittenti del gruppo Mediaset, è diventata oggetto di dibattito con l’intervento del professor Mario Morcellini, che ha individuato un nesso molto forte tra il dilagante populismo presente nel nostro Paese e “l’ipertrofia della cronaca nera”. Suggestivo anche l’intervento di Oliviero Beha, autore e conduttore televisivo, il quale si è soffermato molto sul rapporto tra la Rai e la politica, in un momento storico in cui quest’ultima è svuotata dei contenuti. Il ruolo onnicomprensivo della politica, dunque, è per Beha, la ragione per la quale anche l’aspetto legato all’autorevolezza del servizio pubblico verrebbe meno; per uscire dal circolo vizioso Rai-politica, dunque, sarebbe opportuno ripensare la governance del servizio pubblico, considerando valida l’ipotesi, fatta propria dalla ex deputata dei Ds e dei Verdi Tana de Zulueta, di una fondazione di esperti esterni alla Rai che siano in grado di valorizzare l’azienda di Stato a prescindere dalle appartenenze politiche. Tuttavia, si chiede Beha, “chi nomina la fondazione?” E, soprattutto, siamo sicuri che questa sia svincolata dalla politica? Interrogativi aperti e spinosi, ma anche questioni importanti quelle poste al Seminario perché il servizio pubblico radiotelevisivo è un bene comune e soprattutto perchè il rilancio della Rai può configurarsi come vero e proprio prodotto culturale “made in Italy”.