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Palombara Sabina. "La Palombella": alla riscoperta di antiche tradizioni

A tu per tu col Presidente della più importante associazione culturale di Palombara, tra storia, cultura e costume.



Vivendo a Roma ormai da molti anni, pur non essendone nativa, ho concentrato i miei interessi storico-culturali sulla Capitale, non curandomi del fatto che l'intera regione Lazio fosse ricca di storia e di bellezze che valeva la pena conoscere. Grazie al mio lavoro ho avuto la necessità e la possibilità di visitare il territorio della provincia, accorgendomi, con piacevole sorpresa, di quanto avessi perso finora. Il mio viaggio intorno a Roma  inizia dalla Sabina, nello specifico dalla città di Palombara, dove su un colle alle falde del Monte Gennaro, sorge l'abitato palombarese sovrastato dallo splendido Castello Savelli, una struttura medievale rivisitata nel XVI secolo. Passeggiando nel centro e parlando con la gente, mi rendo immediatamente conto di quanto gli abitanti siano legati alla propria cittadina e quanto tengano alla sua storia e alle sue tradizioni. La tutela e, nel contempo, la riscoperta della sua cultura millenaria sono l'obiettivo di molti palombaresi. É proprio da un gruppo di loro che, ormai più di 14 anni fa, ha avuto vita "La Palombella", associazione socio-culturale creata con il preciso scopo di sviluppare, specialmente nella giovane generazione, l'orgoglio di appartenere a un'antica civiltà, portandola a riscoprirne storia, cultura e antiche tradizioni, attraverso le iniziative e le attività della stessa associazione. Non a caso la scelta del primo Presidente ricadde, unanime da parte del Consiglio direttivo, su una figura estremamente rappresentativa nella storia di Palombara. Parliamo di Roberto Imperiali, figlio di Costantino, martire palombarese alle Fosse Ardeatine, che tanto si adoperò perché l'associazione prendesse vita. Oggi l'incarico di  presidenza de La Palombella è ricoperto da Antonio Chilà, con il quale ho avuto il piacere di parlare e ricostruire insieme il percorso di questa importante e amata associazione. 

Presidente Chilà, la prima domanda che Le porgo ha l'intento di soddisfare una mia personale curiosità. Il nome "La Palombella" da dove nasce? «La ringrazio per la domanda perché l'origine del nome della nostra associazione ne racchiude il vero significato. Anticamente Palombara si chiamava Columbaria per le numerose colombe, dette anche palombelle, che popolavano il colle. In realtà però l'origine del nome "La Palombella" viene da ben altro ricordo, ovvero quello di Barbara Pasquarelli, la bella palombarese o nel qual caso, palombella, che fece innamorare lo scultore francese Jean Baptiste Carpeaux alla metà dell'ottocento e che l'allora presidente Imperiali, ci tenne a rinverdire intitolandone la nostra associazione.»   busto di Barbara Pasquarelli

Jean Baptiste Carpeaux è stato un importante scultore e pittore nella Francia di Napoleone III. Qual è stato il suo legame con la vostra città? «Fu il prestigioso Prix de Rome vinto in Francia che lo portò nella nostra Capitale, precisamente all'Accademia di Francia di Villa Medici. Durante la sua permanenza sul nostro territorio conobbe la Pasquarelli, con la quale visse un'appassionante storia d'amore. Storia d'amore che la nostra associazione ha inteso ricostruire e documentare, raccontandola nel libro "Carpeaux e La Palombella- Arte e Amore", la cui prima edizione è datata settembre 2009, mentre la seconda è stata presentata recentemente.» 

Mi sembra facilmente intuibile quanto voi palombaresi siate orgogliosi del fatto che un artista del calibro di Carpeaux, abbia avuto a cuore una vostra compaesana. «Certamente si, soprattutto perché la bella Pasquarelli è stata più volte immortalata dallo scultore in tanti bellissimi busti che ne hanno perpetuato il ricordo. Proprio in occasione della presentazione della prima edizione del libro, alla quale hanno partecipato anche rappresentanti dell'Accademia e dell'Ambasciata di Francia a Roma, c'è stata l'intitolazione a Carpeaux, del luogo dove aveva abitato la Palombella, in ricordo di questi due personaggi e della loro sfortunata storia d'amore. Vi invito a leggere il libro per saperne di più. Questa seconda edizione è stata arricchita in immagini e notizie rispetto alla prima, correlata da una veste grafica completamente diversa. » 

"Carpeaux e La Palombella- Arte e Amore". Lei, presidente Chilà, è tra gli autori del libro, sia della prima che della seconda edizione. Una passione per la ricerca, per la ricostruzione storica e per la cultura in generale che fanno de "La Palombella",  qualcosa di più di una semplice realtà promotrice di eventi culturali.  «Effettivamente è vero. La ricostruzione storica - culturale della nostra città è senz'altro fra le nostre priorità. É un obiettivo che condivido con gli altri soci de La Palombella, autori insieme a me del libro, parlo di Cristiana Massimi, Franco Ranaldi, Serena Silvi e Angelo Gomelino. Proprio da Gomelino nasce l'idea di inserire all'interno del nostro sito internet, del quale si occupa in prima persona, un archivio storico a cui teniamo in modo particolare. Un archivio di articoli e fotografie sulla città di Palombara, pubblicati negli anni da quotidiani e riviste storiche e archeologiche. Una piccola emeroteca nella quale è racchiusa la nostra tradizione locale. Il nostro sito è il punto di forza della nostra attività. Particolare risalto meritano anche le aree relative all'Abbazia di San Giovanni in Argentella, visitabili in "Virtual tour". Insomma, tradizione  e memoria che intendiamo valorizzare e tramandare alle prossime generazioni, anche grazie alla nostra associazione.» 

Parliamo proprio delle tradizioni, presidente Chilà. Palombara, come tutta la Sabina del resto, è territorio di eccellenze agricole. So che annualmente ricorrono importanti manifestazioni volte proprio a celebrare i vostri prodotti locali. «Le ciliegie con la, a noi nota, "ravenna di Palombara" e l'olio sono i nostri prodotti doc. A giugno ricorre l'annuale "sagra delle cerase" nell'ambito della quale, noi de" La Palombella", da sempre siamo soliti allestire la "Mostra delle Cerase", una delle iniziative di maggiore successo, sia dal punto di vista organizzativo che per riscontro partecipativo. A novembre invece, in occasione della raccolta delle olive, la "Grande festa dell'olio extra vergine d'oliva sabino" che come sapete, rappresenta una delle eccellenze del territorio laziale.»

Dunque Presidente, un'attività socio-culturale a 360° che fa onore a voi che la gestite, ma a tutti i cittadini palombaresi che evidentemente vi regalano riscontro e partecipazione, dimostrando amore per la cultura e per la propria città. «Oggi La Palombella conta un centinaio di soci e questa partecipazione ci consente di portare avanti progetti e obiettivi. Sono molti i palombaresi che hanno a cuore la salvaguardia delle nostre tradizioni. Non farò torto a nessuno nel ricordarne una in particolare, l'ormai scomparsa signora Maria Rosaria Possenti-Pettinari, nel ricordo della quale i suoi nipoti ci hanno concesso in comodato d'uso, uno stabile appartenente alla famiglia Possenti- Pettinari- Felici diventato, dallo scorso dicembre, sede della nostra associazione. Un gesto di grande generosità che va ad onorare la memoria di una paladina della cultura palombarese e con essa la nostra attività.» 

Cultura e tradizione, dunque, valori da trasmettere alle nuove generazioni, fondamenti dai quali non si può e non si deve prescindere, nella costruzione di una società che possa davvero definirsi tale.