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Papa Francesco ha indetto l'Anno Santo

Pubblicata “Misericordiae Vultus”, la Bolla che stabilisce le linee guida del Giubileo straordinario. Novità anche per le chiese particolari



Papa FrancescoNon è stato solo un pomeriggio piacevolmente primaverile, quello che ieri si è vissuto nella Città eterna. Si può parlare benissimo di data storica: ieri infatti, Papa Francesco ha reso nota la Bolla di indizione dell'Anno Santo straordinario attraverso una solenne cerimonia, svoltasi in Vaticano. Praticamente, si tratta del documento che dichiara indetto l'Anno santo e rende chiare fin da subito le linee guida principali con le quali esso dovrà essere celebrato.


Nel solco della tradizione. A ricalcare la straordinaria occasione, il rito si è svolto con uno sguardo al presente ed uno alla secolare tradizione dei giubilei: non una cerimonia come un'altra, bensì di un momento ben definito, scandito da gesti precisi. Così, il primo e più importante momento si è tenuto nell'atrio della Basilica di San Pietro: in posizione frontale rispetto alla Porta Santa è stato allestito il trono papale sul quale Bergoglio ha consegnato simbolicamente la bolla di indizione ai rappresentanti dei principali continenti del mondo ed a Padre Leonardo Sapienza, Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, che ha poi proceduto alla sua lettura, dal pulpito. Al termine di questo momento, il corteo papale si è avviato in Basilica dove si è tenuta la celebrazione dei primi Vespri della Domenica della Divina Misericordia e Bergoglio ha tenuto una breve omelia, nella quale ha sottolineato la necessità di ricavare un Giubileo straordinario in un tempo di cambiamenti profondi ed immediati nella storia della Chiesa e del mondo.


Le principali novità. La Bolla papale è una prassi consolidata nella tradizione degli Anni santi e dunque è stata ampiamente rispettata. Non sono poche tuttavia le novità che essa espone e che renderanno il Giubileo un appuntamento veramente “universale”. Papa Francesco ha stabilito anzitutto che l'Anno Santo, in quanto tempo favorevole per la Chiesa affinchè essa doni al mondo una più efficace testimonianza di Fede, debba essere incentrata sul concetto di “Misericordia”. Non a caso il titolo di questa bolla è proprio “Misericordiae Vultus - il volto della misericordia” del quale egli dà lettura come “la parola che rivela il mistero della SS. Trinità … l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro … la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita … la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato.” Da qui, l'elenco delle celebrazioni principali: il solenne inizio dell'Anno santo straordinario si avrà l'otto dicembre 2015 con l'apertura della Porta Santa di San Pietro, definita dal Papa “una Porta della Misericordia, dove chiunque entrerà potrà sperimentare l’amore di Dio che consola, che perdona e dona speranza.” Nella terza domenica di Avvento si procederà all'apertura delle altre tre porte sante (San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura). Ma non finisce qui: il Pontefice invita tutti i presuli presenti nelle Chiese locali ad aprire simbolicamente una Porta Santa nelle Chiese Cattedrali o Concattedrali, nonché in un Santuario o Luogo particolarmente caro alla devozione popolare, permettendo che il Giubileo si dilati in tutto il mondo, senza costringere i fedeli a dover passare necessariamente da Roma per lucrare l'indulgenza, come avveniva fin dal XIV secolo: dunque un segno straordinario di comunione tra la Sede apostolica e il mondo intero. Nessun caso sulla data di apertura: la prossima giornata dell'otto dicembre, oltre a ricordare la Solennità dell'Immacolata Concezione, segnerà anche il cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II. Per Bergoglio celebrare questo Giubileo vuol dire anche  mantenere vivo il significato di quel passaggio storico, che fu un “soffio dello spirito” ed aprì un nuovo corso nella evangelizzazione di sempre, senza più divisioni né arroccamenti. All'interno della bolla, Papa Francesco manifesta inoltre un suo desiderio, che si realizzerà nel corso della Quaresima 2016 “Nella Quaresima di questo Anno Santo – scrive Bergoglio - ho l’intenzione di inviare i Missionari della Misericordia. Saranno un segno della sollecitudine materna della Chiesa per il Popolo di Dio, perché entri in profondità nella ricchezza di questo mistero così fondamentale per la fede. Saranno sacerdoti a cui darò l’autorità di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica, perché sia resa evidente l’ampiezza del loro mandato. Saranno, soprattutto, segno vivo di come il Padre accoglie quanti sono in ricerca del suo perdono. Saranno dei missionari della misericordia perché si faranno artefici presso tutti di un incontro carico di umanità, sorgente di liberazione, ricco di responsabilità per superare gli ostacoli e riprendere la vita nuova del Battesimo. Si lasceranno condurre nella loro missione dalle parole dell’Apostolo: 'Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti' (Rm 11,32). Tutti infatti, nessuno escluso, sono chiamati a cogliere l’appello alla misericordia. I missionari vivano questa chiamata sapendo di poter fissare lo sguardo su Gesù, 'sommo sacerdote misericordioso e degno di fede' (Eb 2,17).” Il Pontefice ha poi aggiunto, nella bolla “Chiedo ai confratelli Vescovi di invitare e di accogliere questi Missionari, perché siano anzitutto predicatori convincenti della misericordia – e ancora - Si organizzino nelle Diocesi delle missioni al popolo”. Tutte le porte sante chiuderanno i loro battenti la domenica 20 novembre 2016, solennità di Cristo Re dell'universo. Assai singolare anche il riferimento alle altre religioni, dato all'interno della Bolla: Francesco scrive “La misericordia possiede una valenza che va oltre i confini della Chiesa. Essa ci relaziona all’Ebraismo e all’Islam, che la considerano uno degli attributi più qualificanti di Dio – aggiungendo - questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con queste religioni e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione.” Infine, un invito “lasciamoci sorprendere da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita.”