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Categorie: Dilettanti

Parla Nicola Taverniti, direttore tecnico del Marino 1926

La società castellana, ripartita dalla terza categoria, dimostra di avere grandi ambizioni ed un progetto vincente



Nicola Taverniti direttore tecnico del Marino 1926 A tu per tu con il Direttore tecnico e coordinatore del Marino 1926 Nicola Taverniti che ci annuncia gli obiettivi e le dinamiche societarie dello storico club castellano.

Come è nata l'idea di fondare il Marino 1926?
L'idea è stata quella di riprendere la storia del Marino 1926, società con 89 anni di vita e, grazie al lavoro del Presidente Umberto Fiacchi e al Vice Presidente Marco Miscoli siamo ripartiti dalla terza categoria, vincendo subito il campionato e approdando quest'anno in seconda.

Quali sono i punti di forza della squadra?
La figura del tecnico Andrea Moretti è per noi molto importante: è un ragazzo preparato sia dal punto di vista tecnico che tattico con trascorsi in campionati di Eccellenza e Promozione. L'altro punto di forza è certamente il gruppo, formato da giocatori di esperienza con l'innesto di giovani di buone speranze e con ottime prospettive di crescita.

Quali sono gli obiettivi della società?
Siamo focalizzati sulle nostre due realtà: la prima squadra e la scuola calcio. Per quanto riguarda questo settore cerchiamo di migliorarlo giorno dopo giorno svolgendo al meglio il lavoro, mentre per la prima squadra speriamo di tornare ad essere protagonisti in un campionato superiore nei prossimi anni.

Dopo la vittoria di domenica contro l'Acds Group, come ha visto i ragazzi in questa settimana e come intendete affrontare la sfida contro la Fanciulla Danzio?

Veniamo da una partita contro la Virtus Albano con problemi disciplinari (è stata inflitta la sconfitta per 3-0 ad entrambe le compagini) ma sia la società che i ragazzi hanno avuto una ottima reazione vincendo in casa una sfida molto importante per la classifica. In vista del match di domenica ci prepariamo al meglio sperando di ripetere l'ultima prestazione e di lasciarci alle spalle il brutto episodio che ci ha coinvolto nonostante non avessimo avuto colpe.