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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Parla Tommaso Gamboni: "Allo Sporting c'è un progetto ambizioso"

L'esterno pronto per la nuova avventura al Città di Fiumicino: "Qui mi hanno fatto sentire importante". Sull'Albalonga: "Mi è dispiaciuto andare via, ringrazio il presidente Camerini"



Tommaso Gamboni con la maglia della Lupa CastelliTommaso Gamboni è stato senza dubbio uno dei più importanti colpi di mercato dello Sporting Città di Fiumicino. Per il fortissimo esterno d'attacco non è stato facile lasciare l'Albalonga, squadra in cui ha lasciato il segno nell'ultima fantastica stagione conclusa con la vittoria del campionato e della Coppa Italia, ma ha fatto una scelta di vita andando sì in un club molto ambizioso, ma che gli ha potuto dare delle garanzie importanti per il futuro grazie ad un posto di lavoro. Con lui abbiamo fatto una chiacchierata sul recente passato e sul prossimo campionato: nonostante i successi con la società castellana e la Lupa Castelli Romani (che si vanno ad aggiungere a quelli con le maglie di Anziolavinio e San Cesareo), la fame di vittoria è ancora tanta...

Dopo una stagione esaltante con l'Albalonga, hai deciso di cambiare maglia: come mai hai scelto lo Sporting Città di Fiumicino? 

“Devo essere sincero, a trentuno anni e con due bambini, ha pesato nella mia scelta il fatto di avere un posto di lavoro. Il progetto del club, comunque, è estremamente importante e l'obiettivo è di raggiungere la Lega Pro. Mi è dispiaciuto lasciare Albano, dove sono stato benissimo. Con il presidente Camerini si è instaurato un rapporto splendido, mi ha trattato come un figlio: voleva che restassi fino al termine della carriera, ma quando ha capito la mia situazione ha accettato la mia scelta. E' una persona fantastica, insieme a Rizzaro è il presidente a cui mi sento più legato e mi è stato vicino recentemente quando ho perso mio papà. Questo non posso dimenticarlo”.

Con mister Gagliarducci spesso vi siete beccati in campo, che rapporto hai con lui? 

“E' uno che ha qualcosa in più. E' burbero, ma sa tirare fuori il meglio da tutti, anche dai calciatori meno dotati. E' un grande allenatore e lo dimostrano i risultati”.

Con lui hai vissuto anche l'esperienza alla Lupa Castelli Romani, che adesso attraversa un momento difficile. 

“Mi dispiace tantissimo e sinceramente sono del tutto incredulo. Ho conosciuto Alessandro Virzì e con lui mi sono trovato benissimo, sinceramente stento a credere a tutta la storia”.

Che prima impressione hai avuto allo Sporting Città di Fiumicino? 

“Estremamente positiva. Mi hanno fatto sentire importante e coccolato, e questo per un calciatore vale tanto”.

Potreste essere ripescati in Serie D. 

“Sarei felice di giocare in Interregionale, ma se dovessimo rimanere in Eccellenza andrebbe bene ugualmente perché potrei vincere per la terza volta il massimo campionato regionale”.

Hai qualche rimpianto nella tua carriera? 

“Sicuramente sì, quando ero più giovane ho fatto tanti errori, forse mi ero montato la testa. Sono cambiato e cresciuto tanto da quando ho conosciuto mia moglie, ai tempi di Anzio, e non penso sia un caso se da quel momento in poi ho vinto quasi sempre. Adesso sono un giocatore più maturo e spesso cerco di aiutare i miei compagni più giovani a non commettere i miei stessi errori. Nel calcio mi sono fatto tanti amici, sia calciatori che tecnici, ed è una cosa che mi fa estremamente piacere. Sono uno che dice sempre le cose in faccia, e questo qualche volta può dare fastidio: il fatto, però, che abbia mantenuto amicizie con tante persone fa capire che il mio modo di essere alla fine viene apprezzato”.

Sei contrario all'obbligo dei quattro under in Eccellenza? 

“Mi agevola perché vengo sempre marcato da un giovane (ride, ndr). A parte gli scherzi, la toglierei immediatamente. Tra l'altro porta tanti ragazzi a smettere di giocare, perché appena escono dall'età di lega non scendono più in campo. Il livello è sceso tanto, anche per la crisi economica, adesso è un campionato che potrebbe fare chiunque. Oltretutto girano delle persone che fanno solo il male di questo sport: quando smetterò di giocare mi toglierò tanti sassolini dalle scarpe...”.