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Categorie: Dilettanti - Serie D

Parola al presidente della Viterbese, Vincenzo Camilli: "Per Renan Pippi manca solo la firma, Vegnaduzzo ha preso la sua decisione"

Ecco l'intervista al numero 1 gialloblu tra passato, presente e futuro: "Ancora non digerisco quella sconfitta in finale di Coppa Italia"



La Viterbese scalda i motori in vista della prossima stagione in Serie D e dalla società gialloblu iniziano ad arrivare le prime novità: per Pippi sembra tutto fatto, manca solo la firma, mentre per Vegnaduzzo la porta sembra ormai chiusa. Informazioni che arrivano direttamente dal presidente della Viterbese, Vincenzo Camilli, che ci ha concesso un’intervista davvero molto piacevole e interessante.

Presidente dopo la grande cavalcata dello scorso anno è arrivata la Serie D. La Viterbese parte da neopromossa; stupire è la parola d'ordine?

Noi vogliamo costruire una buona squadra per ottenere il miglior risultato possibile. Certo, non va dimenticato che la Viterbese, come hai detto tu, è una neopromossa: la Serie D è diversa dall’Eccellenza, serve un’ottima programmazione e noi ce la stiamo mettendo tutta. Soltanto il tempo dirà se abbiamo preso le scelte giuste. 

Vincenzo Camilli, presidente della ViterbeseCon una sola Divisione in Lega Pro, la Serie D è diventata la quarta serie italiana. Il mercato potrebbe diventare molto interessante.

Senza dubbio ci sono molti più giocatori da poter acquistare: quest’anno il mercato sarà più lungo ed è per questo che al momento ci stiamo muovendo poco, bisogna valutare con attenzione perché ripeto siamo al primo anno, poi è vero che ci chiamiamo Viterbese e che siamo una società ambiziosa, però ci sono squadre importanti in Serie D che ogni stagione provano a puntare alla vetta e non la raggiungono mai. Questo perché il campionato non si vince solo con i grandi nomi: serve una programmazione precisa, una società forte, solida, ambiziosa, un club che abbia al seguito dei tifosi che ti diano la spinta domenica dopo domenica. 

Rispetto alla scorsa stagione quali giocatori ha confermato?

Esclusi gli under ho confermato soltanto Cirina, Federici e Pero Nullo: tre ottimi giocatori che sono sicuro possono far bene il prossimo anno. Poi ho preso Saraniti, un bravissimo attaccante, e sono in contatto con un’altra punta.

Mi ha lanciato un assist al bacio: ovviamente parliamo di Renan Pippi. La trattativa è in fase avanzata vero?

La trattativa di fatto è conclusa, ho parlato con il ragazzo che al momento è in Brasile quindi bisogna attendere il suo rientro. E’ ovvio che non posso dare l’ufficialità visto che manca ancora la firma, ma l’accordo è stato trovato e quando tornerà in Italia sono sicuro che firmerà: per me la parola conta più di un contratto.

Capitolo Vegnaduzzo. Si era parlato di un riavvicinamento con la società: solo voci?

Vegnaduzzo è venuto da noi a dicembre dopo l’esperienza di Ascoli. E’ stato qui quattro o cinque mesi e ha fatto molto bene: quest’anno gli è stato proposto un contratto importante per disputare con noi la stagione in Serie D, ma lui non ha accettato. Per me va bene così, gli auguro buona fortuna: ci sono tanti attaccanti validi, non esiste solo Vegnaduzzo.

Per quanto riguarda l’allenatore avete deciso di puntare ancora su Gregori: nutrite una grande fiducia in lui.Renan Pippi ad un passo dalla Viterbese

Assolutamente sì, anzi voglio dire una cosa: Attilio è stato l’artefice della vittoria dello scorso anno. Voi lo sapete, nella scorsa stagione ho cambiato diversi allenatori. Prima Solimina, poi Pirozzi, ancora Solimina e infine Attilio: con quest’ultimo abbiamo ottenuto dieci vittorie in undici partite, perdendo solo con il Fregene, non per colpa sua ma per le gestioni precedenti. Ma aldilà di questo io ritengo Gregori un ottimo allenatore, una persona con grinta e carattere: sono sicuro che farà bene anche la prossima stagione. 

Presidente se potesse tornare indietro cosa cambierebbe?

Guarda ti posso dire che ancora oggi fatico a digerire la sconfitta in finale di Coppa Italia. Abbiamo perso in malo modo contro l’Empolitana che ritengo una buona squadra con un ottimo allenatore. Loro hanno meritato di vincere, noi al tempo avevamo Solimina in panchina e siamo usciti sconfitti 3-1 in maniera scandalosa con mille persone al seguito da Viterbo. E’ stato un brutto momento.

Cosa andò storto in quella gara?

L’approccio e probabilmente la formazione. Io faccio il presidente e non ho mai messo bocca sui giocatori da schierare. Però ti faccio un esempio: se ho un calciatore come Pero Nullo, un elemento fondamentale per qualsiasi squadra, a mio parere sprecato anche per la Serie D, secondo te lo lascio in panchina per novanta minuti in una finale di Coppa Italia? Direi proprio di no. Purtroppo faccio il presidente, da allenatore forse avrei vinto anche quella partita.

Presidente per la famiglia Camilli  il Grosseto è un capitolo che si sta chiudendo definitivamente?

Questa è una scelta che spetta a mio padre: probabilmente sì, si sta chiudendo un ciclo durato tredici o quattordici anni. Sottolineo 'probabilmente', poiché di questa cosa se ne sta occupando lui, ne so ben poco. Io posso dire che in mente ho soltanto la Viterbese, sono innamorato della città che rappresento e vorrei regalare a questa squadra un palcoscenico importante: non mi va di dire ‘nel calcio che conta’, perché dobbiamo volare basso, la Serie D è un campionato difficile, però noi ci proviamo… e secondo me presto ci riusciremo.