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Pellegrini e Sanabria: luci accese lontano da Roma

Primo gol in Serie A per l'ex centrocampista della Primavera. Il paraguayano intanto mette a segno una tripletta con la maglia dello Sporting Gijon...



Pellegrini con la maglia della Roma

Chissà cosa avrà pensato Vincenzo Montella quando Lorenzo Pellegrini ha portato in vantaggio il Sassuolo contro la sua Sampdoria. Uno strano scherzo del destino. Il primo in Serie A del giovane centrocampista è stato un gol da centravanti: inserimento, tiro, respinta e palla ancora sui suoi piedi, come a dire “Questo è il tuo momento”. La seconda chance Pellegrini l’ha sfruttata: conclusione, freddezza, gol. Così, domenica scorsa, un altro campioncino di casa Roma si è guadagnato un altro titolo sul giornale. Sì, ma cosa centra Montella? Semplicemente qualche anno fa, quando l’allenatore di Pomigliano d’Arco muoveva i suoi primi passi in panchina con i Giovanissimi Nazionali in quel di Trigoria, fu proprio lui a consigliare (e quasi ad obbligare) Pellegrini al cambio di ruolo: la prima grande intuizione da tecnico. Non più attaccante (fisico e poca reattività) ma centrocampista, classico numero otto: altezza, testa alta, geometrie e gran tiro da fuori area. Poi le strade si divisero: Montella salì in prima squadra per provare a salvare il salvabile, Pellegrini invece si fermo per un aritmia cardiaca. Lo stop fu fortunatamente temporaneo. Quando il centrocampista classe ’96 torno a giocare, il tecnico che gli cambiò ruolo non c’era più, aveva ormai salutato la Capitale. Pellegrini però portò con sé Montella e i suoi consigli: Allievi e poi Primavera. Sempre centrocampista, per sempre centrocampista. Una grande crescita nella squadra di Alberto De Rossi quella di Pellegrini, culminata dal grande gol in Youth League contro il Manchester City. Il Sassuolo di Eusebio Di Francesco non se l’è fatto scappare. Lo ha comprato e gli ha chiesto pazienza, lasciandolo in panchina nella prima parte di campionato; poi ecco le più recenti due presenze, con la seconda condita dal quel primo gol in Serie A di domenica scorsa, contro quel Montella che Lorenzo Pellegrini conosce bene. Coincidenze pazzesche. “Sliding doors” incrociate. Semplici scherzi del destino che arricchiscono il bello del calcio. Difficilmente il centrocampista però tornerà alla Roma. È un giocatore del Sassuolo e, per i giallorossi, a ben 7 milioni è fissato il diritto di riacquisto o di recompra, come dicono gli spagnoli. Prezzo, ad oggi, sicuramente non basso; ma a proposito di Spagna…

Sanabria con la Roma ©Del Gobbo…intanto Sanabria fa tripletta Ci troviamo a Gijon, città delle Asturie ed è sabato 5 dicembre. Al centro dell’attacco dello Sporting, squadra di casa, c’è Antonio “Tony” Sanabria. Contro il Las Palmas i biancorossi sono favoriti ed in effetti non sbagliano. Il match finisce 3-1 e il grande protagonista è proprio lui, l’ex attaccante giallorosso, scuola Barcellona, che lo scorso anno in Primavera fece però non poca fatica. Adesso invece è diventato beniamino del pubblico asturiano. Il problema però sembra essere cronico e ridondante per quel che concerne la squadra di Alberto De Rossi: giocatori giovani presi per la prima squadra e che poi si ritrovano in Primavera per mettere minuti nelle gambe, non riescono mai ad imporsi pienamente; questo per causa di una colpevole mancanza di stimoli che poi non fa altro che gettare dubbi (operazione molto gradita all’ambiente romano) sull’ennesimo giovane acquisto d’oltreoceano. Sarà Roma. L’unica cosa certa è che Sanabria sta dimostrando il suo valore, dopo aver messo già cinque volte il segno nella Liga. Dopo i tre gol segnati nella partita di sabato, la Roma non è rimasta indifferente e ha fatto pubblicamente i complimenti a “Tony”, essendo ancora un suo giocatore. Quello del paraguayano non è però l’unico esempio che ci viene in mente: abbiamo già parlato di Politano che sta facendo meglio del previsto in Serie A col Sassuolo. Stesso discorso per Ricci, Balasa e il laziale Tounkara in Serie B, protagonisti della grande annata del Crotone. Mentre la Roma vive il suo peggior momento della stagione, fuori dal Grande Raccordo Anulare, i suoi giovani brillano. Conferma del gran lavoro fatto come ogni anno dalla società giallorossa, ma che, come ogni anno, fa fatica ad integrare in prima squadra i suoi frutti migliori (Mendez e Ponce per citare i più recenti). Perché? Citiamo i saggi capitolini moderni. “Qui non puoi crescere”, “C’è troppa pressione”, “È un paese per vecchi”. Alibi o verità? Purtroppo entrambe le cose. Un ibrido calcistico che solo una città come Roma riesce a regalare.