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Perché "Mondo di mezzo" fa tanta paura?

I tentacoli della mafia capitale sul Parlamento: spuntano i nomi di Gianni Letta, Umberto Marroni e Micaela Campana



Nuovi risvolti su #MafiaRoma foto©GazzettaRegionaleC’è chi definisce quanto emerso dall’inchiesta sulla mafia capitale “un tumore per questa città”, come Carlo Stasolla, presidente dell’associazione 21 Luglio, nata in difesa dei diritti rom e sinti. Ma di Stasolla e della relazione “Campi Nomadi Spa” parleremo domani. Anche Ignazio Marino ha definito “un tumore, ma isolato” i prodotti di quest’inchiesta. Uscita un po’ infelice da parte del sindaco capitolino, noto per la brillante carriera nella chirurgia generale e vascolare. Infelice soprattutto perché pronunciata senza riflessione, senza una precisa conoscenza delle oltre 1200 pagine d’ordinanza della Procura di Roma. Difatti le maglie del “Mondo di mezzo” già da qualche tempo si erano allargate, e la tempesta che in questi giorni ha vessato il Campidoglio oggi si sposta di qualche centinaio di metri, proprio in corrispondenza di Montecitorio (e non solo). Bisogna considerare anche un altro fattore che finora è stato incredibilmente sottovalutato: degli oltre 100 indagati dai pm, la lista prodotta nell’ordinanza conta soltanto 39 nomi. Più del doppio dei personaggi sotto indagine è ancora sconosciuto ai media, così come alcuni filoni della stessa inchiesta, non si rilassino dunque i nostri parlamentari della Repubblica perché i primi nomi cominciano già ad arrivare.

In Parlamento. Fra le carte c’è di tutto e di più, e nel mare delle intercettazioni se ne trova qualcuna che, partendo sempre dall’epicentro di Roma Capitale, giunge in Parlamento. Buzzi, a capo della cooperativa 29 Giugno (al centro delle indagini come socio stretto di Massimo Carminati), a inizio 2013 ha un problema: deve sbloccare una gara d’appalto per il centro di Castelnuovo di Porto, vinta da una controllata della sua associazione, ma fermata dal TAR per gli esposti di due società avversarie. Qui comincia il coinvolgimento di due esponenti del PD romano, Umberto Marroni e Micaela Campana (ex moglie, fra l’altro, dell’ex assessore Ozzimo, indagato nell’inchiesta). I due, dopo l’esito positivo delle primarie da parlamentare (5400 preferenze lui, 6800 lei) vengono eletti alla Camera dei Deputati. “Gli amici miei” li definisce Buzzi, e in effetti è proprio a loro che si riferisce per chiedere una cortesia: serve un’interrogazione parlamentare su Sandulli, la giudice del TAR che ha sospeso l’assegnazione dell’appalto. Su di lei Buzzi ha organizzato una campagna mediatica portando documenti e “creando” la notizia di un conflitto d’interessi sul quotidiano Il Tempo, nella speranza di annullare il fermo del TAR. Quest’interrogazione, che mai arriverà in Parlamento, secondo un sms dello stesso Buzzi sarà firmata da Marrone e Campana, ma viene poi bocciata una prima volta. Marroni tranquillizza via sms Buzzi affermando che Campana sta preparando nuovamente il testo e che stavolta “meniamo”. Di lì a poco l’sms che ha portato Micaela Campana alla ribalta sui quotidiani nazionali, inviato direttamente a Buzzi: “Parlato con segretario ministro. Mi ha buttato giù due righe per evitare il fatto che mi bloccano l’interrogazione perché non c’è ancora procedimento. Domani mattina ti chiamo e ti dico. Bacio grande capo”. Ma l’iniziativa viene nuovamente bocciata perché ritenuta non congrua. In Parlamento non si vedrà mai più, e la parlamentare Campana sentita oggi sulla vicenda nega parte della ricostruzione: “L’sms in questione”…”dimostra che non avrei mai presentato l’interrogazione richiesta dal Buzzi”. E ancora “Ho ritenuto che non fosse corretto occuparmene”… “perché sarei entrata in contrasto con una decisione della giustizia amministrativa”. Eppure quando le si chiede di cosa trattasse l’interrogazione risponde “non me lo ricordo”, perché “l’importante è che non fu presentata”. Semplice, no?

Gianni Letta. Un capitolo a parte merita uno degli uomini di spicco nella storia di Forza Italia e del PDL. Buzzi cerca contatti politici in ogni dove, vuole assolutamente mettere le mani sul centro per richiedenti asilo e non se lo lascerà scappare in nessun caso. Arriva così il turno di Gianni Letta, l’incontro avviene nel suo ufficio e secondo le ricostruzioni ha buon esito: Buzzi intercettato in giornata si dice molto soddisfatto, soprattutto perché è riuscito così ad ottenere un altro importante incontro nella stessa giornata col prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro (sempre in compagnia di Guarany, anch’egli arrestato). A Pecoraro verrà presentata la richiesta di costruire un nuovo centro sempre a Castelnuovo ad uso Cara. Secondo Buzzi, infine, al termine dell’incontro Pecoraro “ha sposato subito il problema” e l’unica cosa che gli serve è il consenso del sindaco di Castelnuovo per un’idea che trova “interessante”. Una situazione intricata, che oltre a molti arresti e avvisi di garanzia promette di mietere altre vittime nel prossimo futuro. Personaggi della politica e del mondo degli affari che, pur non coinvolti direttamente (o non ancora), vedono incombere sulla propria testa un’ombra di conoscenza, talvolta anche intima, da cui esce un quadro disarmante di inopportunità politica (per essere delicati). Telefonate, boutades senza riflessione, magari qualche sms incauto alla persona sbagliata, tutti fattori che rivelano una connivenza o quantomeno un’incapacità di giudizio che sono allarmanti per degli esponenti politici, e su cui presto si dovrà fare chiarezza al di là delle verità processuali. Non è sufficiente, ad esempio, nominare Matteo Orfini per “commissariare il pd romano”, perché l’annuncio in sé non dice nulla sul lavoro che dovrà andare a svolgere. Si chiariscano piuttosto i meccanismi pratici con cui Orfini dovrà “fare pulizia”, un’idea meravigliosa che come al solito tale rischia di restare: un’idea. Ai cittadini romani non possono più bastare scuse e comunicati stampa imbarazzanti, sarebbe dunque saggio, sul versante opposto, che Gianni Alemanno lavorasse a delle risposte più concrete e meno evasive: un ex sindaco non può commentare due anni d’inchieste semplicemente dicendo “Sono innocente” e “se la tesi dei pm si rivelasse vera, avrei sbagliato a scegliere squadra”.