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Pigneto, archiviata dopo un anno la denuncia dei 500 cittadini del quartiere: “La notizia di reato appare infondata”.

Inutili gli appelli ad istituzioni dopo i problemi relativi al narcotraffico nella zona. Per i presenti “bisogna andare oltre la militarizzazione, con l’aiuto di operatori sociali”



Pigneto. A distanza di un anno dalla denuncia presentata da 500 abitanti del Pigneto, il quartiere è tornato a riunirsi per capire se ci siano stati dei miglioramenti nella situazione di vita della zona e per verificare lo stato degli atti avanzati agli organi della magistratura. 

Uno scatto durante l'assemblea ©Gazzetta RegionaleLa lettera. Nessun appello alle istituzioni è tuttavia giunto questa volta da via Pesaro, dove si è tenuta l'assemblea dei cittadini. Nessuna richiesta di intervento a Sindaci, Prefetti o Forze dell'Ordine. Questa volta gli abitanti del quartiere hanno rivolto una lettera a quello che viene identificato come la prima forza del Pigneto: il signor Trafficante. "Le scriviamo queste nostre righe per porgerle sommessamente le nostre più sincere scuse - inizia la lettera - Noi donne e uomini del Pigneto, quando più di un anno fa abbiamo visto il nostro territorio, divenire una delle più grosse piazze di spaccio di Roma, abbiamo avuto l'ingenua presunzione di poterlo impedire. Soltanto un generico appello del sindaco al Prefetto a cui è seguita l'ennesima sporadica militarizzazione del Pigneto ... per le politiche sociali, per affrontare alla radice i problemi, zero risorse ... Siamo sicuri - chiude la lettera - che Lei potrà, se vuole, disporre i suoi sottoposti affinché svolgano la l'attività di spaccio in modo urbano e non violento, salvaguardando l'incolumità di noi abitanti che in cambio ci impegneremo attivamente per non recare intralcio, come si conviene ad un territorio "pacificato".

La notizia di reato appare infondata. Una lettera dal tono sarcastico e amareggiato, così come amara è stata la constatazione dell'Avvocato Alessandro Iannelli sugli esiti dell’esposto: "Ad ottobre dell'anno scorso abbiamo presentato una denuncia per raccontare lo stato di abbandono del quartiere, non solo quindi in merito allo spaccio, ma anche in riferimento al fenomeno del piccolo degrado che porta paura negli abitanti del quadrato compreso fra via Macerata e via Pesaro. A distanza di un anno la Procura ha richiesto l'archiviazione perché la notizia di reato appare infondata, evidenziando quindi un'assenza del reato stesso a fronte di oltre 150 arresti operati fra gennaio e settembre di questo anno legati ai fatti da noi denunciati. In merito il GIP ha ritenuto presente la attività delittuosa, ma tuttavia ha sottolineato come gli autori della stessa restino ignoti, archiviando di fatto la nostra denuncia. Non resta – chiude Iannelli - che il nostro ricorso per omissione in atti per la mancata notifica alle parti della richiesta di archiviazione del procedimento”.

Image titleOltre la militarizzazione. “Bisogna seguire i soldi – aggiunge Riccardo Quintilli fra i promotori della iniziativa cittadina – Quando abbiamo parlato chiaramente di una malavita organizzata con le Istituzioni ci è stato invece risposto che al Pigneto la criminalità è disorganizzata. Eppure insieme alla associazione Da Sud abbiamo scoperto che dietro lo spaccio del quartiere si nascondono potenti famiglie romane legate alla criminalità”. “Siamo tristi per la militarizzazione – prosegue Daniele Lauri, un altro fra gli organizzatori della serata – Non vogliamo solo militari, ma anche e soprattutto operatori sociali che possano risolvere i problemi”. Dello stesso avviso anche Vincenzo Guerriero di Presa Diretta che presentando il video “L’erba del Pigneto” ha sottolineato come lo stesso “è servito a capire se ci sono politiche di contrasto che abbiano prodotto qualche risultato mentre il Pigneto paga un alto prezzo di tranquillità sociale”.

Momenti di tensione. Quasi al termine della proiezione del video ci sono stati dei momenti di tensione quando una persona che alcuni presenti hanno detto essere stata mandata appositamente da chi lo spaccio lo gestisce, ha spintonato con alcuni fra gli spettatori, venendo poi allontanata dopo pochi minuti. “Non dobbiamo cadere nelle provocazioni – ribadisce ancora Quintilli – perché dove girano interessi ci sono persone che non vogliono vedere i problemi risolti”. Un riferimento chiaro al Sig. Trafficante della lettera.