Notizie
Categorie: Calcio a 5 - C/5 Femminile

Polisportiva Ostiense, il bilancio di mister Filippo Capatti

Il tecnico capitolino tira le somme di una stagione storica: "Annata estremamente positiva, ma ora pensiamo alla Coppa"



Mister Filippo Capatti a colloquio con le sue ragazzeSi è chiusa con un secondo posto la stagione della Polisportiva Ostiense. La formazione capitolina raggiunge così il suo miglior risultato della storia. Sulla panchina gialloblu siede da dicembre Filippo Capatti che, in pochissimo tempo, è riuscito a prendere le redini della squadra e a trasmettere alla ragazze la sua visione del calcio a 5. E’ proprio il mister Capatti a tracciare un bilancio del campionato appena concluso.


Mister, qual è il bilancio della stagione?

“Il bilancio è molto positivo. A luglio avevo bisogno di fermarmi dopo una stagione travagliata con l'Hellas Acquedotto e con le grandi emozioni della Serie A. A dicembre, però, è arrivata la svolta. Nuovi stimoli, nuova avventura, nuova situazione. Irrinunciabile per uno come me. La squadra era in ottima posizione di classifica. La fiducia in me stesso e da parte di società e giocatrici non è mancata ed oggi parliamo di un ottimo risultato, secondi solo al Time Sport. Il bilancio globale lo faremo tra un mese. Adesso dobbiamo ancora lavorare in vista di una Coppa in cui non vogliamo sfigurare”.


Cosa è cambiato in squadra con il tuo arrivo?

“Questo lo dovrebbero dire le ragazze. Però penso di aver dato un'identità a questa squadra. Ho chiesto loro di cercare di giocare a calcio a 5, di capire dei concetti che per molte di loro erano nuovi, di rendersi conto che i risultati sono figli del lavoro sul campo e che nulla è casuale”. 


Quali sono state le difficoltà nel prendere  una panchina a stagione in corso?

“La difficoltà più grande è stata questa: arrivare e trovare tutto già fatto, nel bene e nel male. E, oltretutto, con l'altissima probabilità di "poter fare danni". Partire secondo e cambiare molto poteva incidere sui risultati, cosa che per fortuna non è accaduta. Però, ammetto che è stata anche la mia "molla": dovermi confrontare con una situazione così ad alto rischio mi ha dato stimoli incredibili e grande entusiasmo. Cose che ho riportato sul campo ad ogni allenamento”.


Cosa accadrà in futuro?

“Il corso della vita è imprevedibile...nessuno può scrivere la sua autobiografia in anticipo". Direi che questo aforisma di Heschel racchiude perfettamente la mia visione, ad oggi, sul futuro. Vorrei proseguire il lavoro con questo gruppo e, dopo la Coppa, capiremo meglio il da farsi. Siamo una squadra che per quanto espresso meriterebbe di militare in Serie C, con degli ovvi aggiustamenti nella rosa. Ma vedremo, il futuro è di chi sa credere nelle proprie ambizioni”.


Filippo CapattiCi sono dei ringraziamenti particolari che vorresti fare?

“Il primo ringraziamento va alle ragazze. Mi hanno accolto benissimo e si sono affidate a me con una disponibilità incredibile. Emblematico un allenamento il 27 dicembre sotto il diluvio. Da lì ho capito veramente che la voglia di dare il massimo era infinita. Poi alla società nelle persone di Rita Capuani e Pasquale La Rosa, che mi hanno messo a disposizione tutto quello che avevano. Infine, ma non per importanza, al mio staff: Matteo Lufrani, Laura Sanzari e Matteo Zani, persone che, ad oggi, non cambierei con nessuno. Anzi lo integrerei ancora. Difficile trovare uno staff così per qualità umane, voglia e preparazione.


A chi va l’ultimo pensiero?

“Lo dedico a Tiziana Biondi e Marco Shindler, coloro i quali mi hanno reso l'allenatore che sono oggi nel calcio a 5. Persone che mi hanno insegnato tantissimo e da cui ho spremuto il massimo. E' una vittoria anche loro se posso dare alle ragazze la possibilità di affrontare in modo adeguato ogni avversario. I risultati sono, poi, casuali. Ciò che conta è la prestazione ed il lavoro svolto”.