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Presentato il progetto "iQ.Edit: formare a distanza per ridurre le distanze sociali"

Il commento di Mirko Coratti, presidente dell’Assemblea capitolina: "La sempre crescente sensibilità nei confronti della comunicazione fa riflettere sul rapporto esistente tra società e tecnologia"



Mirko Coratti, presidente dell'Assemblea capitolinaPresentato ieri in Campidoglio il progetto "iQ.Edit: formare a distanza per ridurre le distanze sociali". “L’importanza dell’impatto tecnologico nella società di oggi è la prima, inevitabile considerazione sulla quale mi sembra necessario soffermarmi e la sempre crescente sensibilità nei confronti della comunicazione mi fa riflettere sul rapporto esistente tra società e tecnologia. Credo che quello delle tecnologie avanzate sia un tema dal quale non si possa prescindere e la presentazione di questo progetto ne è la dimostrazione” è stato il commento di Mirko Coratti, presidente dell’Assemblea capitolina. “E non se ne può prescindere sia per la quantità dei mezzi tecnologici che vengono utilizzati con tanta frequenza ormai più o meno da tutti, sia per il modo nel quale questi mezzi influenzano il quotidiano di ognuno”. Nato un anno fa in XII Municipio da un’idea di Fabio Pompei, consigliere e presidente della Commissione “Innovazione tecnologica”, il progetto – realizzato a costo zero - è partito ufficialmente da una scuola romana che ha partecipato alla sua realizzazione. Uno dei suoi punti di forza è fornito senza dubbio dai servizi al supporto formativo che offre: gli studenti hanno la possibilità di interagire con la piattaforma per il recupero di eventuali ore perse grazie all’accesso semplice e immediato al materiale didattico caricato. Videolezioni preregistrate, materiale formativo scaricabile e consultabile fuori linea ma anche compiti da redigere online.“La tecnologia ha ormai pervaso ogni aspetto della nostra vita e parlare di nuove forme di didattica non è solo una necessità per adeguarsi alle direttive della Comunità Europea, ma una naturale evoluzione del concetto stesso” ha spiegato Fabio Pompei. “Il progetto iQ.Edit è iniziato un anno fa e l’obiettivo era quello di portare innovazione nelle scuole del territorio coinvolgendo fin da subito i futuri fruitori della piattaforma per renderli partecipi sin dalla fase di stesura dei requisiti. Devo ringraziare l’Istituto Federico Caffè che ha creduto nell’idea che, con il giusto sostegno, il progetto avrà la possibilità di ampliarsi a nuovi perimetri”