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Primavera: ecco le otto squadre che dal 4 giugno si giocheranno il titolo italiano

Oltre alle due capitoline, ancora in corsa per il sogno tricolore Atalanta, Chievo Verona, Fiorentina, Juventus, Palermo e Torino



Le previsioni dicono che in Romagna la colonnina di mercurio è pronta ad impennarsi. In vista delle prossime Final Eight del Campionato Primavera, in programma dal 4 all'11 di Giugno, la temperatura schizzerà alle stelle con gli stadi di Santarcangelo di Romagna e di Rimini pronti a trasformarsi nei due palcoscenici su cui le stelle del calcio di domani si accingono a brillare in tutto il loro splendore. Otto le formazioni arrivate sin qui, scopriamole una ad una:

ATALANTA Dopo aver sfiorato lo scudetto l'anno scorso anche questa volta Bonacina si presenta con una squadra decisamente interessante. L'Atalanta in stagione ha alternato ad un 4-3-3 un 3-5-2 sfruttando la duttilità di alcuni dei suoi elementi. Partendo dal pacchetto arretrato, spicca sicuramente il nome del capitano Mattia Caldara. Centrale vecchio stampo dotato di un gran fisico sarà l'unico fuoriquota del gruppo di Bonacina essendo un classe '94. Alla sua sinistra ci sarà Gianluca Barba, pescato dal Piacenza in fallimento dove giocava come centrocampista per poi essere riadattato a terzino sinistro nella Beretti da Beppe Bergomi. Passando poi a centrocampo il nome noto ai più è sicuramente quello di Mario Pugliese. Giocatore completo e capace di ricoprire diversi ruoli tanto che Bonacina, ma anche lo stesso Colantuono portandolo in panchina, sono spesso ricorsi a lui quando avevano bisogno di un terzino. Altro talento da non sottovalutare è quello dello svedese Joakim Olausson che, pur essendo un '95, è già al terzo anno in Primavera. Dotato di buon piede spicca subito all'occhio per le sue ottime qualità atletiche. Davanti i nerazzurri non scherzano annoverando quello che probabilmente è uno dei talenti più sottovalutati d'Italia: Tiziano Tulissi. Mancino assai temibile nell'uno contro uno è cresciuto molto, forse manca ancora della continuità giusta per fare il definitivo salto di qualità ma di '97 così se ne vedono davvero pochi in giro. Sull'altra fascia ci sarà l'estroso Federico Varano, elemento dalle indiscusse qualità ma che spesso e volentieri ancora si perde in alcuni leziosismi propri di chi al pallone gli da del tu, che in tanti a Bergamo e dintorni già paragonano ad un certo Domenico Morfeo. Entrambi avranno il compito di innescare l'italo-mozambicano Faisal Bangal, uno su cui Marino pare puntare molto dato che gli ha fatto firmare un contratto sino al 2017 resistendo alla corte di squadre come Juve, Inter e Borussia Dortmund.

CHIEVO Settima qualificazione alle fasi finali consecutiva per il Chievo di quel Paolo Nicolato che è un po' l'Alex Ferguson del campionato Primavera essendo ormai alla guida dei gialloblu da ben undici anni. Il Chievo, da semplice rivelazione è ormai divenuta un'autentica certezza. Nonostante il ricambio generazionale, solo due i titolari rimasti rispetto allo scorso anno, Nicolato e i suoi continuano ad inanellare successi tanto da riuscire ad imporsi nel Girone B, raggruppamento che da sempre è uno dei più complicati d'Italia. La forza dei clivensi in questa stagione è stata certamente l'organizzazione e la capacità di riuscire a sviluppare gioco con una certa costanza. Da tenere d'occhio sono sicuramente i due terzini Filippo Costa e Michele Troiani anche se il Chievo il meglio di sé lo da certamente nel reparto avanzato. Mancino fatato e gran senso dell'inserimento sono le armi principali del classe '95 Matteo Messetti che, pur non essendo una prima punta, in stagione è stato capace comunque di andare in doppia cifra. La vera star del gruppo di Nicolato è però Victor Matheus da Silva. Giocatore che ha già attirato su di sé le attenzioni di tanti club importanti, dispone di una tecnica e di un dribbling entusiasmanti a cui però, come quasi mai accade, abbina un killer instinct da bomber vero come dimostrano anche le 19 reti realizzate in 22 presenze.

FIORENTINA I viola di Leonardo Semplici si presentano a queste Final Eight come una delle pretendenti al titolo. Il secondo posto in campionato, la finale di Coppa Italia e la semifinale al Viareggio sono infatti dei biglietti da visita di tutto rispetto. La formazione, come voluto dal responsabile del settore giovanile viola Eduardo Macia, ricalca i dettami tattici di mister Montella con un 4-3-3 volto al possesso palla e al fraseggio palla a terra. I nomi da appuntarsi qui sono quelli del portiere Lezzerini, purtroppo frenato in stagione da qualche infortunio di troppo, e dalla coppia centrale Madrigali-Emperur, insieme da ormai due anni, che è una delle meglio affiatate del torneo. A destra occhio a Zanon che dopo l'ottima annata ha già attirato su di sé le attenzioni di diverse squadre del campionato cadetto. E' però a centrocampo che troviamo quello che probabilmente è il vero gioiello di questa Fiorentina: Andy Luzaiadyo Bangu. Il fantasista ha sorpreso tutti per qualità e costanza chiudendo la stagione con un bottino di ben ventuno reti all'attivo in tutte le competizioni e, se si considera che è solamente un '97 ci si rende immediatamente conto che è uno di quelli che di strada ne può fare davvero molta. Assieme a lui non sfigura certamente Capezzi, giocatore su cui lo stesso Montella pare voler puntare in ottica futura. Il terzetto avanzato è di qualità assoluta con i due esterni Fazzi e Gulin assieme a quel Gondo in grado di abbinare tecnica e fisico in un connubio di “balotelliana” memoria

JUVENTUS A differenza della prima squadra di Conte, che quest'anno ha fatto decisamente il pieno, la Primavera bianconera ha vissuto una stagione a dir poco travagliata. Partita sotto la guida tecnica di Zanchetta la squadra non ha di certo brillato tanto da portare la società ad optare per un avvicendamento tecnico in favore di Fabio Grosso. Nonostante il passato da difensore, il neo tecnico bianconero ama giocare un calcio decisamente offensivo, in stagione ha alternato diversi moduli usando persino uno sfrontato 3-4-3, essendo ben cosciente di avere a sua disposizione una formazione che difficilmente è in grado di gestire il risultato. Le qualità migliori la Juventus le ha infatti nel reparto avanzato, come mostrano i numeri che le regalano lo scettro di miglior attacco del girone, dove si aggrappa alle accelerazioni di Anastasios Donis. La sfuggente ala inglese, è nato a Blackburn squadra da cui poi è stato prelevato, ma di origine greca tanto da essere anche convocato nell'under 19 ellenica, può giocare indifferentemente sulle corsie esterne o affiancare una punta. Lui sarà sicuramente quello su cui Grosso appoggerà le sue speranze qualificazione. Al suo fianco occhio anche al marocchino Younes Bnou Marzouk. Prelevato per 500 mila euro dal Metz il classe '96 ai Mondiali U17 è stato eletto secondo miglior giocatore africano. Sotto il centrocampo il tecnico potrà comunque contare sul dinamismo di Vajebah Sakor in mediana, mentre nel pacchetto arretrato recupererà una pedina importante come Garcia Tena che si affiancherà così al '97 Filippo Romagna che rappresenta sicuramente uno dei prospetti più interessanti della scuola Juventus

LAZIO Poche chiacchiere, l'undici di Simone Inzaghi parte con i favori del pronostico. La Primavera biancoceleste arriva a queste Final Eight confermando otto undicesimi della formazione che lo scorso anno ha guardato tutti dall'alto verso il basso. Ecco quindi che il successore di Bollini oltre a contare su un gruppo dalle indiscusse qualità, nonostante la partenza di Keita verso la Lazio dei grandi, potrà giovare della ancora maggiore esperienza acquisita dal gruppo. Quella che a buon diritto è da tutti dipinta come un'autentica corazzata vede nell'altro ex canterano Mamadou Tounkara il suo gioiello più autentico. Veloce e con un fisico straripante l'attaccante può però ancora migliorare soprattutto in fase di non possesso. Dietro di lui fari puntati su quella che poi è stata l'altra grande rivelazione dell'anno, tanto da esordire con la prima squadra: Joseph Minala. Salito agli onori della cronaca per via dei problemi legati alla sua presunta età anagrafica l'ex Vigor Perconti ha zittito tutti a suon di prestazioni mostrando qualità tecniche e una costanza di rendimento di livello assoluto. Assieme a loro non possono non essere menzionati anche i vari Crecco, Filippini e soprattutto Lombardi che hanno tutte le carte in regola per ritagliarsi un ruolo da protagonisti anche in queste Final Eight. L'unico vero punto debole di questa Lazio è rappresentato dal reparto arretrato che non sempre dimostra la solidità propria di una grande squadra. Con Elez decisamente più a suo agio a centrocampo che al centro della difesa, Ilari e Serpieri offrono infatti buone garanzie dal punto di vista della personalità ma possono sicuramente crescere ancora sotto l'aspetto tecnico

PALERMO Nel lotto delle otto finaliste è probabilmente quella che, nel complesso, ha qualcosa in meno rispetto alle altre. Il Palermo di Giovanni Bosi ha però dimostrato di poter sopperire ad alcune delle sue lacune grazie allo spirito di squadra e all'organizzazione tattica, capacità queste che non hanno fatto altro che esaltare delle individualità di sicuro spessore che comunque i rosanero annoverano in rosa. Non bisogna infatti dimenticare che il Palermo è arrivato a queste Final Eight imponendosi su un'Udinese che schierava elementi del calibro di Zielinski, Douglas e Bruno Ferandes. Colonna portante della compagine di Bosi è sicuramente il capitano Dario Giacomarro, palermitano doc classe '95, faro del centrocampo assieme a quello Zimmermann a cui spesso e volentieri lascia i maggiori compiti in fase di impostazione della manovra. A rendere il Palermo avversario temibile per chiunque c'è però il terzetto avanzato composta da Accursio Bentivegna, Embalo e Malele. Il primo sta vivendo un finale di stagione in crescendo e sull'out di sinistra può far penare chiunque. La fascia destra è invece il regno di Carlos Embalo, ala rapida e dal dribbling ubriacante. Davanti a tutti Cephas Malele, nato in Angola ma naturalizzato svizzero, l'attaccante ha già raccolto diverse presenze in Serie B ed è sicuramente un lusso per questa categoria

ROMA Dopo aver centrato la qualificazione a spese dell'Inter, la Roma di Alberto De Rossi si presentava a queste Final Eight con il ruolo di possibile mina vagante anche se il dover affrontare sin da subito la Lazio ne mina non poco le speranze. Gli inserimenti di elementi provenienti dalla prima squadra come i vari Jedvaj, Mazzitelli e Ricci hanno impreziosito una squadra che in questa stagione ha avuto un rendimento piuttosto altalenante. Il tecnico punta forte su un 4-3-3, o all'occorrenza un 4-2-3-1, volto a sfruttare l'ottimo potenziale tecnico dei suoi. Partendo dalla difesa, oltre a Jedvaj, occhi puntati anche su Michele Somma, figlio d'arte, che quest'anno è probabilmente l'elemento che è più maturato. Importante anche la crescita di Massimo Sammartino che a suon di discese e ottime prestazioni si è guadagnato un posto da titolare sul versante di sinistra a scapito del ben più pubblicizzato Vlad Marin. Centrocampo e trequarti sono i reparti in cui in casa Roma regna l'abbondanza. Mazzitelli, Pellegrini e Adamo sono infatti tutti elementi in grado di dare equilibrio ma sopratutto qualità ad una manovra che mirerà a sfruttare le doti offensive di quello che probabilmente è il più atteso tra i giovani giallorossi: Federico Ricci. Baricentro basso, tecnico e veloce, il classe '94 può far davvero male a chiunque. Assieme a lui ci sarà poi Jacopo Ferri, giocatore dotato di una buona tecnica, amplificata dalle grandi qualità agonistiche. Sugli esterni da non sottovalutare ci sono poi due che spesso e volentieri sono riusciti a cambiare l'esito del match a gara in corso, il camerunense Cedric, vero e proprio clone di Gervinho, e l'estroso Di Mariano, giocatore che quando è in giornata diventa davvero irresistibile. Davanti Vestenicky e Berisha, anche se probabilmente hanno reso meno di quanto si aspettassero a Trigoria, si giocano una maglia insidiati però da un Taviani che arriva a queste finali in forma smagliante.

TORINO I granata sono, assieme alla Lazio, una delle grandi favorite per la corsa allo scudetto. Dopo aver letteralmente dominato il proprio girone, chiudendo con un roboante +15 sulla Juventus seconda, l'undici di Moreno Longo si presenta a queste Final Eight con tutto l'intento di centrare il nono titolo della sua storia. La squadra ha dimostrato di possedere tutte le carte in regola per ambire ad un simile traguardo vantando interpreti di primissimo livello. Nel 4-3-3 di Longo, ruolo di primo piano lo hanno sicuramente le corsie laterali. In difesa a destra spicca Francesco Bertinetti, terzino scuola Juventus, mentre sulla corsia mancina gli avversari si dovranno preoccupare delle discese del velocissimo Antonio Barreca, decisamente più a suo agio quando si tratta di spingere rispetto alla fase di copertura. Davanti i tifosi granata si fregano le mani. Qui il trio delle meraviglie è composto dallo straripante Emmanuel Gyasi, sulla sinistra, Colombi arrivato in prestito nell'affare D'Ambrosio, e la stella Mattia Aramu. Quest'ultimo è sicuramente il prospetto più interessante della squadra granata e non solo. Mancino da favola con cui è capace di mettere il pallone dove vuole soprattutto in occasione di calci d'angolo e punizioni, specialità in cui ha spesso dimostrato le sue doti balistiche.