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Primo corso scouting FIGC, quattro i laziali diplomati: Serino il top, c'è anche Mirra

L'ex Benevento e Viterbese ha conseguito il massimo dei voti: "Ho dato il massimo come sempre, non vedo l'ora di mettermi alla prova sul campo". L'amaranto oro: "Un corso come questo è una vera e propria rivoluzione"



Una svolta, e nemmeno da poco, quella voluta dal settore tecnico della Federazione. Con la conclusione del primo corso riservato agli osservatori, la figura del talent scout è ora ufficialmente riconosciuta. Un cambiamento importante per il futuro degli operatori del settore ma anche delle stesse società che hanno ora l'opportunità, oltre che l'obbligo a partire dal 2016, di affidarsi a delle figure professionalmente riconosciute. A raccontarci i segreti di questo primo e importante passo sono Andrea Serino, diplomatosi con il massimo dei voti, e Gianluca Mirra, responsabile dell'area scouting della Romulea.

In primo piano Serino, dietro di lui Mirra110 e lode. Andrea Serino si è sicuramente guadagnato la luce dei riflettori. Grande infatti la sua soddisfazione per essersi diplomato con il massimo dei voti, rivelandosi come uno dei migliori del corso: “Ovviamente – ci dice lo stesso Serino - sono stato molto contento del risultato finale. Nella mia carriera di calciatore, così come in quella di scout, ho sempre dato il massimo e anche stavolta non ho fatto eccezione. Certo, è ovvio che questi sono risultati accademici, però ora sarà bello confrontarsi con il mondo del lavoro e, soprattutto, con il campo”. Adesso Serino ha ben chiaro in mente il suo futuro, senza però per questo dimenticare chi gli ha permesso di arrivare a questo punto: “Prima di arrivare a questo corso, la mia formazione come manager sportivo deriva da una specializzazione in management dello sport dal master preso alla Luiss. Un'esperienza che mi ha dato la possibilità di mettere insieme studio e sport grazie alle persone Massimo Chialastri e Pierluigi Celli. Ora – chiude poi Serino - dopo tre anni anni di esperienza, un anno a Benevento in Lega Pro poi due alla Viterbese, sono libero di affrontare altre sfide professionali. L'obiettivo è quello di continuare a migliorarsi per arrivare sempre più in alto”.

Una rivoluzione. “Dico solo che, dopo appena due ore a Coverciano, c'è stata la prima tavola rotonda con Fusco, Paratici e Bigon. E' stato veramente incredibile e poi avere compagni di corso del calibro di Fabbrini del Torino, Marta della Juventus, è stata un'esperienza unica. Confrontarsi con queste persone oltre che stimolante dal punto di vista professionale permette anche di trovare delle nuove conoscenze che poi magari possono aprire dei contatti in tutte queste società”. Così sintetizza questo primo corso osservatori Gianluca Mirra. Assieme a Serino è uno degli unici quattro scout ufficialmente riconosciuti nel Lazio. “La creazione di un corso come questo è molto importante perchè rappresenta una vera e propria rivoluzione – cidice Gianluca Mirra – questo perchè crea una nuova figura professionale. Prima tutti potevano fare gli osservatori senza però che fosse un profilo istituzionalizzato. A questo c'è poi da aggiungere che prima non c'era nessun tipo di tutela mentre ora chi firmerà per una squadra professionista avrà le stesse tutele di allenatori e dirigenti”. Una battuta, Mirra la regala anche sul futuro: “Ho una famiglia appena nata e perciò ora preferisco rimanere su Roma e quindi portare avanti il lavoro con la Romulea, se poi un domani si apriranno per me le porte dei professionisti sarò felice. L'ultima parola però – chiude poi Mirra – la voglio spendere per i compagni di corso. Vitturini, Orsini e Serino, con la loro presenza, hanno per me rappresentato il vero valore aggiunto di questo corso. E poi impossibile non citare professionisti del calibro di Papagni, responsabile del settore scouting della Sampdoria, Polizzi dell'Ascoli, Porreca del Lanciano, Davide Lamberti e Claudio Damiani, tutte persone con cui ho stretto un rapporto davvero speciale”.