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Quartiere Corvio Prataporci: 100 passi di asfalto per Giorgia

Da anni si attende l'erogazione dei servizi primari come acqua pubblica e fognature. Il consigliere Tranchina denuncia anche la presenza di una disabile bloccata in casa



Via Azzalora, qui mancano anche i servizi primariVia Azzalora, quartiere Corvio Prataporci. Una zona limitrofa del VI municipio (ex VIII), che confina con Frascati, potrebbe diventare il set cinematografico del prossimo Spaghetti western. La storia, come le migliori prodotte nel Bel Paese, fa dell’assurdo la sua colonna portante: in questo giovane quartiere da anni si attende l’erogazione di servizi primari come l’illuminazione stradale, il trasporto pubblico, finanche l’acqua pubblica e le fognature. Eppure la zona è urbanisticamente in regola e gli abitanti pagano le tasse normalmente. Nel 2008 i residenti segnano due punti importanti nella partita della civiltà: a settembre passano nell’allora municipio VIII due petizioni popolari per l’acqua pubblica e il gas metano.

Nonostante l’approvazione delle due petizioni, dal 2008 ad oggi sono trascorsi 6 anni e nulla è cambiato. Fabio Tranchina, consigliere pentastellato al municipio VI, denuncia 6 anni di ignavia capitolina in cui "lo stancante binomio 'silenzio-risposte'" è ripetuto nel tempo con l’obiettivo di "allungare il brodo fino alla prossima elezione dove la responsabilità ricadrà opportunamente su altri interlocutori". Ma la notizia che il consigliere tiene ad evidenziare è un’altra, forse più piccola ma incredibilmente significativa.

È la storia di Giorgia, giovane ragazza affetta dalla sindrome di down. Giorgia ha evidenti difficoltà motorie già su strade sicure ed asfaltate, inutile quindi provare ad immaginare il disagio in cui versa nei pressi della sua abitazione. “100 passi di asfalto” è quanto sintetizza Tranchina per esprimere le semplici necessità di Giorgia, finora evase dalle recenti amministrazioni. Perché lei ci aveva già provato diverse volte ad avventurarsi in sortite indipendenti, ma inevitabilmente la conclusione era una: “rovinose cadute che le hanno procurato più di qualche ferita”. Un sacrosanto intervento delle istituzioni potrebbe anche sollevare il papà della ragazza dall’onere di inventare mezzi di fortuna per aiutarla ad uscire di casa. Basta tricicli e biciclette modificate, questo piccolo quartiere merita quanto è previsto in uno stato di diritto. Entro il secolo.