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Categorie: Calcio a 5 - C/5 Nazionali

Raffaele Pandalone: "Vogliamo dare solidità a questo sport e alla Lazio"

Intervista al vicepresidente della formazione biancoceleste: "Società più appetibile ai mercati esteri, seguendo il modello spagnolo"



Raffaele Pandalone (Foto © Cantarelli)È una Lazio che guarda al futuro, che sogna in grande, ma che vuole soprattutto imparare ad essere grande. Il nuovo piano di rifondazione della società - che ha in Chilelli, Pandalone e Persici i suoi punti cardine – è totale e tocca tanti aspetti. Il primo fra tutti, come annunciato, è quello del palazzetto di proprietà che vuole diventare la casa della Lazio degli sport indoor; poi ovviamente c'è l'aspetto tecnico di una squadra che, affidata alle sapienti mani di Mannino, deve portare in alto i suoi colori all'interno di un campionato duro ed equilibrato come la Serie A; infine, ultimo non per importanza, il settore giovanile, dall'U21 che è campione d'Italia, sino ai Piccoli Amici. Questi aspetti, uniti fra loro, danno l'idea e la dimensione di una Lazio che non vuole fermarsi all'ambito cittadino, ma che espande le sue mire all'Italia intera, sognando di diventare una realtà molto internazionalizzata. 

“Stiamo valutando tante idee e tante iniziative – analizza a tal proposito il vicepresidente Raffaele Pandalone – e oltre alla questione sponsorizzazioni mi sto occupando dei rapporti internazionali. Cercheremo di far diventare la Lazio più appetibile possibile ai mercati esteri, prendendo come esempio il modello spagnolo. Non si parla solo della gestione della prima squadra, ma anche tutto ciò che riguarda il settore giovanile, con cui vorremmo avviare delle collaborazioni con i settori giovanili esteri, e la gestione manageriale della società. Andando anche oltre, sogniamo una Polisportiva che, come accade ad esempio con Barcellona, Real Madrid o Benfica, possa essere una realtà unica, più solida e viva possibile, che raccolga attorno a se tutti i tifosi che oggi seguono principalmente il calcio e possa godere in tutte le sue innumerevoli attività, agonistiche ed istituzionali, di un seguito di grande livello”. È una questione di immagine, col marchio Lazio che potrebbe davvero essere esportato in tutto il mondo: “Vogliamo che il marchio di questa società sia riconoscibile e riconducibile ad un'idea e ad un modo di intendere lo sport e al tempo stesso, fare della S.S. Lazio Calcio a 5 una delle prime realtà del calcio a 5 in Italia: questa strada è percorribile  attraverso i risultati e parallelamente ad un restyling dell'immagine. Vogliamo dare solidità a questo sport e a questa società: magari inizialmente ci sarà da soffrire, ma come quando costruisci un palazzo e parti dalle fondamenta e dai pilastri, così noi vogliamo partire dalle nostre basi. Stiamo creando un settore giovanile importante e sarebbe davvero un grande passo in avanti se riuscissimo a cambiare il modo di fare e intendere il rapporto tra calcio e calcio a 5. Basti pensare alla Spagna o al Brasile: quanti grandi giocatori sono potuti diventare tali grazie alle basi date dal futsal?”. Lo abbiamo già detto: è una Lazio che sogna in grande, che punta a grandi traguardi, ambiziosa e vogliosa di scrivere una grande storia.