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Categorie: Calcio a 5 - C/5 Nazionali

Ranieri: “Olimpus in A2 con i piedi per terra"

Parla il tecnico della formazione di Roma nord: "Niente voli pindarici"



Fabrizio Ranieri (Foto © Olimpus Olgiata 20.12 / Marta Cantarelli)Torna a parlare mister Fabrizio Ranieri, l’uomo che in casa Olimpus, è stato tra i primi artefici e assoluti protagonisti della conquista della A2. Dopo un campionato avvincente dominato dalla prima all’ultima giornata, il tecnico fa il punto della situazione. Uno sguardo alla grande stagione che si è da poco conclusa, uno al presente, con il mercato, e uno al futuro con la promessa di “rimanere con i piedi per terra”. Confrontarsi con la categoria ed evitare “voli pindarici”: queste le linee guida con le quali Ranieri e l’Olimpus si approcceranno alla A2.  


Quella che si è da poco conclusa è stata una stagione esaltante per l'Olimpus, che è sempre stata in vetta alla classifica. Quali caratteristiche vi hanno permesso di avere questo cammino? Quali sono le componenti che vi hanno favorito sugli avversari?  

“Sicuramente la stagione passata è stata una di quelle da ricordare nel tempo, abbiamo preso il comando della classifica dalla prima giornata e lo abbiamo mantenuto fino al termine, nonostante la grave penalizzazione che ci è stata inflitta per la ormai nota questione Marinelli. La forza di volontà e la grandissima applicazione dei ragazzi sono state le nostre armi in più. Abbiamo terminato il campionato con il miglior attacco e la migliore difesa, a testimonianza del grande lavoro svolto da tutti in ogni situazione di gioco. Indubbiamente, la squadra era molto dotata tecnicamente, ma le qualità tecniche da sole non bastano ad ottenere risultati; abbiamo lavorato duramente senza trascurare nulla, in campo e fuori, e questo alla lunga ha avuto sicuramente un peso importante. Altre squadre si erano presentate ai nastri di partenza con le nostre stesse credenziali, ma abbiamo fatto in modo da subito che tutto dipendesse esclusivamente da noi stessi”.


La nuova Olimpus sta già nascendo. Siviero, Beto, Gilli, alcuni giovani importanti. Cosa manca ancora a questa squadra per poter puntare alla Serie A?  

“La squadra che sta nascendo dovrà crescere seguendo le linee guida tracciate da quella che l’ha preceduta e che ci ha regalato grandi soddisfazioni. Abbiamo perso, per varie motivazioni, tanti ragazzi che hanno fatto benissimo in campo e fuori e sarà un grande dispiacere non ritrovarli ad inizio preparazione, ma sono tantissime le varianti da tenere in considerazione nella costruzione di una squadra che possa essere pronta per la categoria e affidabile sotto tutti i punti di vista. Le conferme di giocatori importanti e i nuovi arrivi rappresentano sicuramente un buon punto di partenza nella realizzazione di una squadra che possa disputare un campionato così difficile e complicato come la serie A2, ma parlare di serie A in questo momento mi sembra assolutamente un azzardo. L’Olimpus, per quanto organizzatissima e strutturata in ogni sua componente, è passata in un anno dalla C1 alla A2 compiendo un salto che deve essere ammortizzato e gestito nella maniera più attenta possibile, senza voli pindarici, con la consapevolezza che in questa categoria ci sono società consolidate da anni e squadre ricche di giocatori che hanno spesso calcato i palazzetti della serie maggiore. Per noi il primo obiettivo sarà quello di dimostrarci all’altezza della A2. Partendo da questo, è chiaro che siamo convinti di fare bene e che cercheremo di toglierci qualche soddisfazione, lavoreremo sodo come abbiamo sempre fatto e poi sarà il campo a stabilire quali potranno essere i nostri reali obiettivi”. 


Da un mercato come quello che sta portando avanti l'Olimpus, sembra che l'intesa tra dirigenza e settore tecnico sia molto forte. E' così? 

“Assolutamente sì. Lavoriamo condividendo tutte le scelte, ovviamente il confronto è continuo e spesso anche abbastanza faticoso, ma credo che solamente in questo modo si possano ottenere risultati importanti nella costruzione e, soprattutto, nella gestione di una squadra. La presidenza è presente, attenta e discreta; con Casilli e De Angelis è nata una collaborazione molto proficua, siamo assolutamente diversi, ma alla fine l’intesa è totale e sta portando buoni frutti. Franco (Casilli, ndr) è un vulcano in eruzione continua mentre Gianluca è praticamente un architetto impegnato nel continuo controllo della situazione. All’interno dello staff tecnico il confronto con Strabioli, De Bartolo, Canarecci e Leo Castet è altrettanto continuo, ma sicuramente più lineare e costante. C’è tantissimo lavoro alle spalle della squadra che scende in campo, lo stiamo portando avanti con grande impegno e l’intesa tra tutti noi è assolutamente il punto di partenza, non potrebbe essere altrimenti”