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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Regola dei quattro under: ecco perché va modificata

Una normativa che sembra non piacere praticamente a nessuno, tra giocatori e addetti ai lavori. Un'analisi con i problemi che crea e come si potrebbero risolvere



Zarelli, presidente del Cr Lazio Foto © crlazio.infoLa regola dei quattro under obbligatori (presente solo nel Lazio e in Lombardia) sembra non piacere a nessuno, eccetto al nostro comitato. Spesso a giocatori e addetti ai lavori chiediamo se sono favorevoli o meno a questa imposizione e praticamente mai troviamo un interlocutore a sostegno, perché “il giovane bravo gioca lo stesso”. Un argomento che ha diverse sfaccettature, che vanno analizzate. Al Cr Lazio promuovono questa normativa perché “permette di contenere i costi e valorizzare dei ragazzi che poi potranno fare le fortune delle nostre Rappresentative”. Ma è davvero così?

Costi Le squadre che puntano a salire di categoria, se vogliono dei giovani di livello, salvo rarissime eccezioni riguardanti club che hanno alle spalle un vivaio importante, sono costretti a bussare alle porte di formazioni di puro settore giovanile, che si fanno pagare a caro prezzo prestiti o cartellini dei propri giocatori. Che, spesso, sono anche gli “scarti”: i migliori, infatti, se non vengono ingaggiati dalle professioniste, preferiscono rimanere nella Juniores Elite piuttosto che misurarsi con l'Eccellenza. La situazione si aggrava per le società lontane da Roma, che se non si vogliono accontentare dei ragazzi del posto (con bacini spesso scarsi), sono ancora una volta costrette a mettere mano al portafoglio. Tutte quelle che non possono investire si ritrovano così a dover puntare su ragazzi non pronti, messi in ridicolo dai giocatori più esperti.

Struttura fisica C'è un altro problema evidente. Molti giovani calciatori, soprattutto i classe 1998, non hanno ancora la corporatura per reggere il confronto con avversari già formati. Per questo motivo, oltretutto, sono soggetti ad un rischio maggiore di infortunio nei contrasti. Non dimentichiamo che si tratta di ragazzi che non hanno ancora affrontato il campionato Juniores e si ritrovano a misurarsi con avversari dalla muscolatura totalmente diversa.

Nencione, uno dei portieri più forti della categoria, ora senza squadra“Giochi, ma sulla fascia o in porta” A peggiorare le cose, lo scarso coraggio o le scarse capacità della gran parte dei tecnici di Eccellenza e dei direttori sportivi. Si tende, infatti, a non far giocare mai i giovani nel loro ruolo: sei un difensore centrale? Giochi terzino. Centrocampista centrale? Scordatelo. Sarai un esterno. Un'assurdità che porta a snaturare le caratteristiche del ragazzo. Se un giovane vale può e deve essere schierato anche in mezzo. Cari allenatori, non credete che un terzino faccia meno danni. Quando si troveranno di fronte gente come Gamboni, Corrado, Scacchetti e altri top player di categoria, i limiti saranno evidenti. L'altro ruolo dove quasi sempre troviamo un under è il portiere. Sembra un'assurdità, vista la delicatezza del compito di un estremo difensore, ma quasi sempre si preferisce questo rischio rispetto ad avere quattro giocatori di movimento in mezzo al campo. Con buona pace dei portieri più esperti (e più bravi), che hanno sempre più difficoltà a trovare squadra o sono costretti a scendere in Promozione.

Finito l'obbligo? Sono dolori... Il dato allarmante riguarda i giocatori che escono dalla regola degli under: finita la tutela, un'altissima percentuale non trova più squadra. Si ritrovano, infatti, nell'assurdo limbo di essere considerati troppo giovani per essere sfruttati come grandi e vengono snobbati. Il risultato è che tanti smettono di giocare, proprio nel momento in cui, grazie alla regola costruita appositamente per loro, dovrebbero essere formati per la categoria.

Possibili soluzioni La regola non è sbagliata, è eccessiva. A parere di chi scrive avrebbe più senso ridurre il numero degli under obbligatori a tre (un 1995, un 1996 e un 1997, avendo chiaramente la possibilità di far giocare anche un ragazzo più giovane, se ritenuto pronto), oppure mantenerne quattro, ma divisi in maniera differente (nessun classe 1998, con l'utilizzo di due 1996 o 1997).

Premi alle società virtuose Valorizzare e puntare sui giovani è giusto. Perché non rendere la regola degli under meno invasiva e piuttosto premiare i club che mettono in campo le squadre dall'età media più bassa? Un'iniziativa che viene presa in Serie D (“Giovani D valore”) e che potrebbe essere ripetuta anche dal nostro Comitato. E che, forse, accontenterebbe tutti...