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Categorie: Giovanili

Reset Academy, parla Carlo Diana: "La scuola calcio 2.0"

Insieme a Davide Lippi ha fondato la Reset Group: "La Borghesiana? Il miglior centro in Italia. Vogliamo sbarcare anche negli Stati Uniti, in Cina e negli Emirati Arabi"



Carlo Diana e Davide LippiUn nuovo progetto, con l'ambizioso obiettivo di rivoluzionare la scuola calcio. E' di pochi giorni fa la notizia della nascita della Reset Academy, che avrà il suo quartier generale nel centro sportivo La Borghesiana, appena acquisito in gestione dalla Reset Group di Davide Lippi e Carlo Diana. Con quest'ultimo, che ha operato per sette anni nella Juventus, prima in qualità di marketing manager e poi di sales & sponsor manage, ci siamo fatti spiegare tutte le novità di una realtà che vuole, in poco tempo, affermarsi non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

Spieghiamo ai nostri lettori cos'è la Reset Group. 

“E' un'agenzia di sport marketing, che gestisce anche le procure dei calciatori. Da tempo io e Davide Lippi avevamo l'intenzione di avviare un progetto insieme, per coprire tutti i fabbisogni delle aziende che investono nello sport e gestire i calciatori sotto tutti gli aspetti. Con il tempo siamo diventati un punto di riferimento, in più grazie ad una serie di partnership offriamo anche servizi di marketing tradizionale. E' una realtà unica nel suo genere”.

Come e perché nasce l'idea della Reset Academy? 

“Prendo in prestito una frase di Ferdinand Porsche: 'Non trovavo una macchina che mi piacesse così me la sono costruita da solo'. Ho girato tante scuole calcio europee e mondiali, nonché periferiche, ma quasi nessuno si concentra sull'insegnare a insegnare.Spesso gli istruttori sono impreparati, volontari e non remunerati. Come dice Marcello Lippi gli istruttori di scuola calcio non sono allenatori: devono formare il bambino con lo sport dal punto di vista prima di tutto etico, psicologico, atletico e psicomotorio. Per questo abbiamo creato un metodo innovativo per creare professionistiche sappiano insegnare calcio ai bambini nella giusta maniera”.

Quali fasce d'età coinvolgerà? 

“Dai cinque ai diciotto anni”.

Farete delle migliorie al centro sportivo La Borghesiana? 

“Oggi abbiamo fatto un lavoro di perlustrazione e devo dire che Longarini ha già fatto tanto, poi più avanti vedremo. La scelta de La Borghesiana non è stata casuale, serviva una casa 'mondiale' e abbiamo scelto il miglior centro in Italia. Inoltre la presenza del settore giovanile di un club storico come la Lodigiani è un valore aggiunto”.

Proprio riguardo al club biancorosso, in che modo verrà coinvolto? 

“Sicuramente non faremo una prima squadra, ma ci faremo forti della loro tradizione e del loro splendido lavoro per il settore giovanile. Non so se cambieremo la denominazione, probabilmente cercheremo un giusto compromesso. Di certo vogliamo creare una scuola calcio 2.0, sfruttando anche il web. Tra le altre cose, creeremo anche una nostra linea di abbigliamento, la Reset Apparel”.

Ci saranno strutture ricettive anche per i ragazzi di altre città o vi concentrerete solo sul bacino romano? 

“Ci stiamo muovendo a Torino, dove tra l'altro la Juve non ha più il marchio J Star, poi Parma e le maggiori città italiane. Creeremo anche delle società affiliate, che saranno indipendenti ma dovranno preservare i nostri principi di base. Per quanto riguarda l'estero, siamo già presenti in Colombia e poi sbarcheremo in Cina, Stti Uniti ed Emirati Arabi che sono i mercati del futuro e hanno bisogno di know how calcistico. La Borghesiana sarà il centro Reset mondiale e un'autentica accademia”.

Quali sono le innovazioni principali e i valori sportivi del vostro progetto? 

“Purtoppo il calcio sta vivendo un momento nero, tra scandali e calcioscommesse, perché c'è un capitale umano scadente. L'istruttore deve insegnare i veri valori del calcio, non l'ossessione nel vincere: le basi sono il rispetto dell'avversario, per l'arbitro, l'allenatore e i compagni di squadra”.

Quale sarà il coinvolgimento dell'ex Ct della Nazionale Marcello Lippi? 

“Sarà il presidente onorario e il presidente del centro studi. Non allenerà, ma ha visionato e sposato appieno il nostro metodo didattico. Dirà la sua e terrà alcuni corsi per gli istruttori: con il suo know how sarà per noi un autentico marchio di garanzia”.