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Riccardo Cappa, l'attaccante giusto al momento giusto

Dal tricolore con i Giovanissimi al derby dei Lega Pro di domenica scorsa: il racconto delle tappe fondamentali del classe '99 che ha permesso alla Roma di battere la Lazio



Riccardo Cappa festeggiato dai suoi compagni dopo il gol che ha steso la Lazio nel derby ©Gazzetta RegionaleMigliore in campo e sommerso dai compagni: possiamo riassumere così il derby di Riccardo Cappa. La prestazione perfetta contro la Lazio di due giorni fa è però solo la chiusura di un cerchio per l’attaccante giallorosso, la curva finale di una parabola disegnata a più mani: da Coppitelli, da Rubinacci, dal destino e, ovviamente, da se stesso, l’attaccante giusto al momento giusto.

Cappa al derby Giovanissimi ©GazzettaRegionaleGiugno 2014: lo scudetto. I Giovanissimi Nazionali della Roma arrivano a Chianciano come seri candidati al tricolore. Le vibrazioni sono positive per mister Coppitelli che però è costretto a fare i conti, nel girone eliminatorio, con un assenza molto pesante: quella del bomber Gianluca Scamacca, che con i suoi gol nel corso della Regular Season ha permesso ai giallorossi di potersi giocare lo scudetto in terra toscana. Una gomitata della punta ai danni di Mulè, nel match dei sedicesimi contro il Palermo che ha permesso ai capitolini di staccare il pass per la Toscana, costringe il centravanti ad arrendersi alla sentenza del giudice sportivo: due giornate di squalifica e prima parte di finali da passare in tribuna. Sembrerebbe il classico segnale negativo, Coppitelli è costretto a trovare una soluzione lì davanti e la trova: si chiama Riccardo Cappa, esterno nel 4-3-3 ma capace di attaccare la profondità anche centralmente. Il ragazzo è in forma, i colpi ce li ha, quindi perché non provarci? L’esordio è contro il Napoli, la curiosità nel vedere una Roma senza la sua punta titolare è tanta. Undici minuti: tanto bisogna aspettare per mettere da parte i primi dubbi. Valeau calcia verso la rete, Cappa è sulla traiettoria e con la reattività di un centravanti di razza anticipa tutti di punta e sigla il gol vittoria. Serve una controprova e quale migliore occasione del derby? L’attaccante stavolta ci mette solo quattro minuti a far dimenticare, almeno per un po’, Gianluca Scamacca: cross dentro di Cargnelutti, movimento perfetto al centro e delizioso tocco al volo che mette in discesa la sfida contro la Lazio. Poco più tardi sarà Marcucci a chiudere l’opera e a regalare alla Roma la matematica semifinale. Finali Giovanissimi: Cappa esulta ©GazzettaRegionaleL’ultima gara del girone contro la Juve serve solo a decidere chi tra i giallorossi e i bianconeri si qualifica come prima in classifica. I capitolini, ai quali basta il pareggio, ritrovano Gianluca Scamacca che ritrova subito la maglia da titolare. E Cappa? Sorprendentemente in panchina. La Juve passa in vantaggio, Riccardo fa il suo ingresso in campo nella ripresa ed ecco il bacio dall’alto del Dio del calcio: punizione da posizione defilata e da distanza siderale. Il neo entrato calcia lungo verso la porta, il pallone s’impenna e poi improvvisamente riscende sorprendendo il portiere bianconero; la Roma pareggia e vola in semifinale: ancora grazie a Cappa. “Culo”, così, forse scaramanticamente, mister Coppitelli definirà scherzando e con il sorriso, il magico momento del suo attaccante a microfoni spenti. Un sorriso che poi riproporrà in maniera più vistosa qualche giorno più tardi. Il resto è storia: Scamacca si riprenderà il ruolo di protagonista in semifinale ed in finale siglando le due reti che regaleranno alla Roma il meritato tricolore. Cappa ritornerà sulla fascia, subito dietro al centravanti ma solo dal punto di vista tattico: perché al livello di importanza è lui il vero coprotagonista nel film dello Scudetto.

Cappa in campo al Gentili ©Gazzetta RegionaleNovembre 2014: il ritorno. Passata la sbornia della vittoria del campionato, passata l’estate, riparte un altro campionato. Riccardo Cappa passa da Federico Coppitelli ad Alessandro Rubinacci, inserito nella rosa Allievi Lega Pro. L’inizio della stagione è totalmente opposto al finale di quella precedente: l’ex Polisportiva Carso gioca poco e raramente riesce a lasciare il segno sul campo di gioco. Dov’è finito il giocatore che aveva illuminato la scena pochi mesi prima? Serve un altro episodio, il Dio del calcio tende un’altra mano e l’attaccante l’afferra al volo. 23 novembre, Roma contro Aversa Normanna, prime in classifica a pari punti. Cappa parte ancora una volta dalla panchina, i campani passano in vantaggio. Il risultato non cambia, a venti minuti dalla fine Rubinacci sceglie di mandarlo in campo e poco dopo i giallorossi trovano il pareggio con Muzzi. Il finale è concitato, il recupero è infinito: sono ben sette i minuti da giocare oltre il tempo regolamentare e proprio all’ultimo secondo succede l’incredibile; palla scodellata in avanti e sponda di Ramon Muzzi. Cappa sceglie di ritornare ad essere quello di Chianciano nella maniera più spettacolare, più emozionante: su quel pallone vagante ci va lui, con grinta, in spaccata, anticipando tutti, gonfiando la rete e regalando il primo posto alla Roma. È solo il primo passo che rimette in discesa la stagione dell’attaccante che a gennaio ritrova il feeling con la rete dopo essersi ripreso la maglia da titolare; L’Aquila, Melfi, Foggia: gol, gol gol. Il biglietto da visita giusto per arrivare nel migliore dei modi alla stracittadina.

Febbraio 2015: il derby. Numero dieci sulle spalle e pericolo numero uno per la difesa avversaria. Si è presentato così Riccardo Cappa al Gentili, nel derby di domenica scorsa. Dribbling, tocchi di prima, accelerazioni ed invenzioni. Sembrava di rivedere quello di Chianciano, solo che di quasi un anno più grande. Dopo il perfetto assist per il gol di Montella che ha aperto la gara, il sigillo è arrivato nella ripresa, un capolavoro che ha permesso alla Roma di sconfiggere la Lazio: una finta che ha spiazzato un’intera difesa, un tocco di punta eseguito con la freddezza del vero bomber d’area e un pallone che lento lento è andato a baciare la rete. Un gol straordinario fatto sembrare molto facile. Sì, perché in fondo il calcio è un qualcosa di semplice, l’importante però è esserci quando il suo Dio ti sceglie. E Riccardo Cappa, l’attaccante giusto al momento giusto, non è mai mancato all’appuntamento.Image title